4 giugno 2018

[Recensione] "Eleanor Oliphant sta benissimo" di Gail Honeyman

La nostra recensione del romanzo ""Eleanor Oliphant sta benissimo" di Gail Honeyman, edito da Garzanti, sottolinea l'importanza di amarsi e lasciarsi amare che scaturisce dal percorso della protagonista.
Tentare di seppellire il dolore,
arreca ancora più dolore e isolamento di quel che siamo capaci di sopportare.

Sopravvivere alle dure prove della vita; quando è tutta in salita, quando tutto è una dura partita. Pensare di non farcela a condividere ciò che ci piange dentro, che ci assale nella notte, ciò che tentiamo invano di affogare in un bicchiere raso di vodka. Nessuno sa come ci sentiamo, finché non glielo raccontiamo, finché non smettiamo quell’abitudine di curarci da soli come fossimo l’unico essere capace di farlo. Nessuno sarà mai capace di abbracciarsi o accarezzarsi da solo. Nessuno è mai veramente solo.

Eleanor Oliphant è una sopravvissuta. È anche una chiusura a doppia mandata dentro se stessa. È un personaggio strano, forse bizzarro. Tocca il mondo con guanti asettici, guarda le persone da una distanza di sicurezza standard. Una trentenne in sofferenza, con un marchio indelebile sul viso e altre mille cicatrici sul cuore. È una ragazza che vive privandosi di tutto il bene di quel mondo e che un bel giorno si pone come obiettivo di voler essere amata da un musicista che nemmeno conosce.
Perché? Perché l’amore è una cosa che lei sente battere da qualche parte, ma su cui non ha alcun evidente potere. Si sente malferma quando cammina sui sentimenti, si sente una donna di basso valore, fin quando un incidente, un uomo che sta male per strada e un collega di lavoro che le chiede di dargli una mano a chiamare i soccorsi, non le fanno cominciare un nuovo percorso di se stessa. Qualcosa che non ha quasi più a che fare con lunghi week end a bere vodka, sola, nel suo appartamento, qualcosa che ha stranamente e inspiegabilmente a che fare con la condivisione della sua vita con quella di altre persone. Gente che le insegnerà che volersi bene è fondamentale per stare in mezzo al mondo e che è anche una naturale conseguenza del lasciarsi amare.
Raymond sarà capace di fare, da amico, qualcosa di straordinario, donandole parole nuove, dolci coccole, aiuto prezioso e concreto, carezze spontanee, esattamente quando lei, pur senza sapere di averne bisogno, non penserà di riceverle. Raymond come Sammy, quell’anziano che le vorrà bene da subito, o il suo capo e i suoi colleghi, sempre tenuti un po’ alla larga, ma che nel momento del bisogno sapranno rivelarsi persone comprensive e tenere.

“Se qualcuno ti chiede come stai, si aspetta che tu risponda BENE. Non devi dire che la sera prima ti sei addormentata piangendo perché erano due giorni di fila che non parlavi con un’altra persona. Devi dire: BENE.”

Ha passato una vita ad aver paura. Ci sono cose che le sono successe da piccola che l’hanno traumatizzata; una madre cattiva, che la condanna a ogni azione che fa, che le vomita addosso colpe e odio e che non è mai  riuscita a placare la sete di amore e giustizia che porta dentro.
È in tutto questo che prende forma quella consapevolezza di non poter più parlare con lei, di non poter più ricevere e di non poter più assecondare le sue parole riguardanti quel passato sepolto, quello fatto di fumo e fiamme. Quello dei numerosi affidi, della solitudine.
La consapevolezza di non essere quella persona orribile che voleva convincersi di essere. La splendida scoperta di amarsi.

Gail Honeyman traccia un percorso difficilissimo di rinascita in cui sorprende il lettore con numerosi colpi di scena. Racconta un personaggio difficile, a tratti esagerato nelle sue caratteristiche, ma che mai perde appiglio sul lettore. Racconta la difficoltà delle relazioni con se stessi, usando tutti i vizi e le virtù, fra cui l’ironia della sua protagonista, affiancandole figure fondamentali, seppur imperfette, per ogni passo che le farà compiere. L’autrice struttura questa storia in maniera tale che, se all’inizio il contatto con Eleanor sembrerà lontano dal poterci mai essere, pagina dopo pagina, ti sentirai obbligato a starle accanto in quel cammino di rinascita e rivincita: il momento magico in cui dice per davvero addio a sua mamma, quello in cui si guarda intorno e sorride.
(la Books Hunter Jessica)


Titolo: Eleanor Oliphant sta benissimo / Autrice: Gail Honeyman
Editore: Garzanti / Pagine: 352
Cartaceo: € 17,90 / ISBN: 9788811672364
Ebook: € 9,99 / EAN-13: 9788811603245
Uscita: 17 maggio 2018 / Genere: Narrativa

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.
Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.
Anzi: benissimo.

L'autrice:
Gail Honeyman è nata e cresciuta in Scozia, ora vive a Glasgow, e fin dai tempi della scuola la scrittura per lei è stata non solo un’attitudine ma un sogno. Un sogno che ha custodito e coltivato per anni. Un sogno che è diventato un progetto a cui ha dedicato tutto il suo tempo: dalle pause pranzo alle notti di ispirazione. Quel progetto è Eleanor Oliphant sta benissimo, che oggi è un caso editoriale eccezionale, un bestseller.

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