13 giugno 2018

[Recensione] "Non si uccide per amore" di Rosa Teruzzi

La nostra recensione del romanzo "Non si uccide per amore" di Rosa Teruzzi, edito da Sonzogno, evidenzia la necessità di fare i conti col passato, affrontarlo per trovare noi stessi nel presente, con lo stesso coraggio della protagonista di questa storia.
Si può davvero chiudere con il passato? 
Sbrogliare finalmente quel nodo attorcigliato nei nostri pensieri, ci rende davvero liberi dal tormento? 

Non lo so, e non lo sa neanche Libera, anche se vuole provarci disperatamente. Dopo La fioraia del Giambellino, ritroviamo in questo nuovo libro di Rosa Teruzzi, le strampalate detective del casello, Libera e Iole, alle prese con un nuovo caso. 

C’è qualcosa di irrisolto nella vita di Libera, e quell’incubo torna a tormentarla tutte le notti: di chi era la mano che più di vent’anni prima aveva ucciso Saverio, adorato marito e padre di Vittoria? Possibile che il colpevole di questa tragedia sia ancora sconosciuto? Libera si sente intrappolata in questi pensieri e sa che deve arrivare alla verità se vuole essere libera. Sa che è così per lei e sa che è così per sua figlia Vittoria, entrata in polizia seguendo le orme del padre, per poter dare finalmente un volto all’assassino che le ha portato via il genitore quando ancora era una bambina. Questa sete di verità può essere un motore potente che spinge all’azione, ma può anche essere nociva al rapporto tra una madre e una figlia che a volte fanno fatica a capirsi, seppur unite nello stesso dolore, vissuto però in modi diversi. Vittoria ha bisogno di stare un po’ per conto suo, di allontanarsi, di lasciarsi andare a quel nuovo amore che la sta conquistando, e suo malgrado resta fuori dalle indagini che riguardano l’omicidio del padre. 

Al casello ferroviario sui Navigli a Milano restano Libera e Iole, una intenta a preparare bouquet unici per spose con esigenze superbe e l’altra indaffarata tra uomini, cicchetti, yoga e sigarette speciali. Non potrebbero essere più diverse di così, figlia e madre. Eppure non farebbero mai a meno una dell’altra, soprattutto se c’è di mezzo l’investigazione di un caso. La voglia di scoprire tutto sulla sorte di Saverio torna prepotente quando da una tasca di una sua vecchia camicia spunta un bigliettino, nel quale qualcuno gli dava appuntamento nel luogo e all’ora in cui il giovane poliziotto avrebbe trovato la morte. Non si può più aspettare, il bisogno di verità chiama e si fa impellente. 

Iniziano da qui le indagini sulla morte del povero Saverio e di Loredana Pace, la donna con cui si sarebbe dovuto incontrare quel maledetto giorno, anch’essa scomparsa senza lasciare traccia, abbandonando due figli. Rosa Teruzzi dà vita a un romanzo poliziesco di grande struttura, in cui niente è lasciato al caso e nel quale il lettore si ritrova a fare congetture che vengono abilmente smentite dal susseguirsi degli eventi. Libera e Iole sono vere, con un carattere talmente ben definito che sembra di conoscerle da tutta la vita. La scelta di affidare proprio a loro, così genuine, la parte investigativa, rende il romanzo reale, molto vicino al lettore. Il perfetto dosaggio di ironia equilibra la parte più dura della storia, creando la giusta armonia che fa presa nelle emozioni di chi legge il libro. La scrittura è diretta e frizzante, sa toccare le corde giuste al momento giusto. 

A volte nella vita sembra di camminare in tondo, senza però riuscire a chiudere il cerchio, come se ci fossero sempre dei conti da regolare con il mondo, con se stessi, con gli altri. A volte però il cerchio si chiude e cosa succede a quel punto? Siamo felici? O ci sentiamo vuoti? O ancora, ci sentiamo pronti a ripartire? Una cosa è certa: durante tutto quel camminare, abbiamo incontrato persone e affrontato situazioni che ci hanno cambiato e anche se le due estremità del cerchio si toccano e si chiudono, non siamo più le stesse persone che eravamo quando siamo partite. Questo Libera lo sospetta e ne avrà conferma. C’è ancora tanto da fare: c’è il rapporto con Vittoria da aggiustare, c’è quel forte sentimento per Gabriele a cui va dato un nome, c’è quella nuova amicizia con Irene da coltivare. E c’è un nuovo mistero da affrontare: quali sono le cause della misteriosa scomparsa di nonna Ribella? 
Appuntamento al prossimo libro!
(La Books Hunter Barbara)

Non si uccide per amore, Rosa Teruzzi - Sonzogno
Un biglietto, ormai ingiallito, trovato in una vecchia camicia a quadri nel fondo di un armadio, riporta la memoria di Libera, la fioraia del Giambellino, all'episodio più doloroso della sua vita. Quella camicia è del marito, ucciso vent'anni prima senza che mai sia stato trovato il colpevole, e quel biglietto sembra scritto da una donna. Ma tanto tempo è passato: perché riaprire antiche ferite? Libera ha sempre cercato di dimenticare, piano piano ha messo su un'attività che funziona, se la cava abbastanza bene, altri uomini la sfiorano e la corteggiano. Eppure, quel buco nero della sua esistenza continua a visitare le sue notti insonni, tanto più che - ora lo vede bene - alcuni particolari, nell'archiviazione del caso, la convincono sempre meno. E così, dopo essersi improvvisata detective, nei romanzi precedenti, per risolvere i casi degli altri, questa volta Libera vuole trovare il coraggio per rivangare le vicende del suo passato. Con l'aiuto della madre, eccentrica insegnante di yoga dalla battuta facile e dai costumi spregiudicati, e di una giovane cronista di nera con un sesto senso per i misteri - e nonostante la vana opposizione della figlia poliziotta - Libera si spingerà dalla sua Milano fino in Calabria, per trovare una risposta alle domande che l'opprimono da vent'anni e per guardare in faccia l'amara verità. E per scoprire che forse il nemico si nasconde molto più vicino di quanto avesse mai immaginato.

Titolo: Non si uccide per amore
Autore: Rosa Teruzzi
Editore: Sonzogno
Pagine: 159
Prezzo di copertina: € 14,00 - ebook € 9,99
Uscita: 29 marzo 2018
ISBN: 978-8845426605

Rosa Teruzzi - Biografia
Rosa Teruzzi (1965) vive e lavora a Milano. Ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado, in onda su Retequattro. Per scrivere si ritira sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario, dove colleziona libri gialli. Per Sonzogno, nel 2016 ha pubblicato La sposa scomparsa, nel 2017 La fioraia del Giambellino. Questo è il terzo volume della serie che vede come protagoniste le tre investigatrici milanesi.

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