[Recensione] "L'Atlante dell'Invisibile" di Alessandro Barbaglia

"A volte un lago racconta una storia mentre ne sommerge un'altra". L'Atlante dell'Invisibile di Alessandro Barbaglia è in libreria per Mondadori.
Guarda lì, sì proprio lì! Lo vedi anche tu l’Invisibile? 

Oh no, non è facile vederlo! Ma no, non così. Non devi guardare con gli occhi. Devi guardare col cuore, con quella parte di te che è avida di bellezza. 
E in mezzo a tanta bellezza, ci vuol pure qualcosa che possa orientarti, non solo verso qualcosa di giusto, ma verso qualcosa di meglio

Questo lo avrebbe sicuramente detto Elio, in risposta ai brontolii della sua Teresa, che sempre cercava di sistemare quei mappamondi bislacchi che lui costruiva a suo piacimento: lui metteva laghi al posto delle montagne, metteva deserti al posto dei mari. Una collina qui, un fiume là. Perché così era meglio. Teresa voleva rimettere tutto a posto, perché così sarebbe stato giusto. Una vita così. A viaggiare in ogni dove senza mai muoversi dal paese in cui vivevano. A viaggiare grazie a quei mappamondi fatti di otto strati di carta, perché se è vero che la felicità è al settimo cielo, Elio ce la metteva all’ottavo. Meglio no? Loro due, che avevano avuto il loro attimo quella volta in cui alla Milano-Sanremo il grande Coppi aveva tagliato il traguardo con uno scarto di quindici minuti dal secondo arrivato: non si era mai visto un distacco così, addirittura il tempo di un ballo, l’inizio di una vita da passare insieme tra sogni e cartine del mondo. 

Certo a un primo esame si poteva dire che i mappamondi di Elio fossero davvero strambi: che idea assurda mettere un lago dove invece c’era una valle! Meglio allora restare con i piedi per terra e fare una bella passeggiata nella Val di Non, al paese di Santa Giustina, magari al Prato, proprio dove Dino, Ismaele e Sofia avevano rapito la luna e l’avevano chiusa tra le pagine dell’Atlante dell’Invisibile, per protesta, e un po' per proteggerla. No, un momento. Santa Giustina non c’è più. È arrivato l’ingegnere e ha fatto costruire una diga e l’acqua raccolta ha coperto il paese. Ha sommerso le case, i prati, gli alberi, gli orti, l’infanzia di quei tre bambini che erano capaci di vedere l’invisibile. Il campanile. Persino il campanile era sott’acqua, con il suo orologio rimasto fermo, come se fosse stato in apnea, e che è miracolosamente ripartito quel giorno in cui il paese era riemerso perché la diga aveva bisogno di manutenzione, e il lago si era ritirato. Che avesse ragione Elio? Non era poi così impossibile mettere un lago al posto di una valle. Solo che alcune certezze arrivano troppo spesso con l’ultimo treno della consapevolezza, ma alla fine che importa? Quel che conta è arrivarci prima o poi. 

L’Atlante dell’Invisibile è la luna che in realtà è il fanale della bicicletta di Dio, che sta pedalando così forte da renderla tanto brillante. È il posto dove sono conservati i pezzi dell’infinito presente. È fare i buchi nel cielo con il cacciavite a stella, per far passare la luce attraverso il buio e creare le stelle. È quando fuori c’è il sole ma ti nevica dentro. È il primo bacio che si fa timbro. È la verità che diventa bugia se sbagli l’attimo in cui la dici. È il ritorno delle cose andate. 

Alessandro Barbaglia stupisce e incanta con la sua scrittura dolce e melodiosa, crea atmosfere dal sapore magico eppure così reali, trasforma pensieri in poesia. Si fa amare e rende amabili i suoi personaggi. Una lettura ammaliante, che porta il lettore in posti invisibili che tutti dovremmo sforzarci di vedere e visitare, vivere. 

Potrei scrivere ancora e ancora su questo libro, ma mi fermo qui e rivolgo un pensiero a te, Alessandro: non so se questa mia recensione lo meriti, ma voglio avere il coraggio di chiuderla con una virgola, 

(La Books Hunter Barbara)

L'Atlante dell'Invisibile - Alessandro Barbaglia
Ismaele, Dino e Sofia hanno quarantadue anni in tre quando nel 1989, in una sera di fine estate, rapiscono la luna in segno di protesta.
Vivono a Santa Giustina, un lontanissimo paese fatto di baite di legno ai piedi delle Dolomiti che sta per essere sommerso da un lago artificiale, portandosi dietro tutti i loro ricordi, le gare con le lumache, il prato del castagno, i primi baci.
Il progetto della diga risale al 1946. Ai tempi, gli abitanti di Santa Giustina non accettarono di abbandonare le loro case per trasferirsi al “paese nuovo” e rinunciarono ai benefici promessi nel caso di una resa immediata. Si avvicina però il momento dell’esproprio definitivo.
Proprio negli anni Quaranta si sono conosciuti Elio e Teresa, e precisamente il 19 marzo 1946, in un bar Sport gremito di una folla accalcata per seguire la cronaca radiofonica della prima Milano-Sanremo del dopoguerra.
Senza essersi mai visti né incontrati, Elio e Teresa – ormai anziani e da sempre innamorati l’uno dell’altra e del loro paese vicino a Milano – e i quattordicenni Dino, Ismaele e Sofia sono tormentati dalle stesse domande: “dove vanno a finire le cose infinite?”, “dove si nascondono l’infanzia, l’amore o il dolore quando di colpo svaniscono?”.
E se Elio, per rispondere, costruisce mappamondi dalle geografie tutte inventate e sbagliate – descrivendo così la terra magica dove abita l’invisibile e costringendo Teresa a correggere tutto con puntiglioso realismo -, i bimbi di Santa Giustina via via che crescono si allenano a non smettere di scorgere l’invisibile tra le pieghe del reale e a conservarlo a modo loro, in una sorta di gioco segreto.
In una danza fatta di immaginazione, ricordo ed elaborazione del lutto, Teresa incontrerà i bambini diventati adulti nella notte più incredibile delle loro vite: quella durante la quale, per pochi istanti di eternità, riemergerà il paese sommerso di Santa Giustina. E con lui l’amore, il dolore, l’infanzia e tutta la meraviglia che si nasconde nell’invisibile.
In uno stile romantico e inimitabile, capace di portare in poche pagine il lettore dal riso alla commozione più profonda, Alessandro Barbaglia con questo suo secondo romanzo regala a chi lo legge un gioiello che raggiunge straordinarie vette di intensità e poesia.


Titolo: L'Atlante dell'Invisibile
Autore: Alessandro Barbaglia
Editore: Mondadori
Pagine: 204
Uscita: 24 maggio 2018
ISBN: 9788804687597

Alessandro Barbaglia - Biografia
Alessandro Barbaglia, poeta e libraio, è nato nel 1980 e vive a Novara. Nel 2017 ha pubblicato con Mondadori La Locanda dell'Ultima Solitudine, finalista al Premio Bancarella. L'Atlante dell'Invisibile è il suo secondo romanzo.

La nostra recensione del libro La Locanda dell'Ultima Solitudine.

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Commenti

  1. VIRGOLA! grazie davvero infinite, questa tua chiusa è il regalo più bello. Te ne sono molto grato! Barbara!
    (Alessandro Barbaglia on Facebook)

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