13 febbraio 2018

[Recensione] "Sognando il futuro" di Tiziano Barea

«Barbara e Jessica, vi va di leggere un libro?»
«Che domande Alessandro, ovvio che sì!»

È così che è andata, una proposta di lettura durante un sabato sera a base di pizza e chiacchiere.


Sognando il futuro, di Tiziano Barea. Un’autobiografia. Ammettiamolo, sono sempre affascinanti queste letture, le autobiografie forse ancora più delle colleghe biografie, perché è bello capire come una persona si vede e si racconta, cosa esce dalla narrazione di se stessa. Questo libro non fa eccezione.

Non avendo mai scritto un’autobiografia, non sapremmo dire se sia difficile o meno cadere rovinosamente nella fine arroganza dell’autocelebrazione, ma di sicuro questo errore non è stato commesso da Tiziano Barea, che si è raccontato senza presunzione, con molta semplicità e se dovessimo scegliere una parola che lo rappresenti al meglio, sarebbe entusiasta. Tiziano Barea è questo, è un uomo che ama le sfide e le affronta sempre con carisma. Ed è contagioso: leggete questo libro e sarete contaminati dal suo entusiasmo. Non sarà il primo degli scrittori, questo è certo, ma il suo libro è un inno alla forza e alla determinazione. Per niente banale. Perché anche questo non deve essere facile: raccontare successi senza rischiare di creare slogan ordinari o spot stile self-help, di quelli che si gridano in coro ai meeting di auto-motivazione. Niente di tutto ciò, tra queste righe abbiamo incontrato solo la genuinità di un uomo che non ha perso di vista il suo punto di partenza, riuscendo a guardare con coraggio al suo futuro. Badate bene, abbiamo scritto futuro e non arrivo, perché uno come Tiziano Barea non ha un punto di arrivo, è sempre in viaggio verso nuove mete, per respirare la vita in ogni soffio.

Nel libro troviamo anche molti dettagli tecnici perché Barea ha voluto raccontarsi a tutto tondo e per farlo, non ha potuto evitare di indottrinare il lettore con le sue competenze tecniche, semplicemente perché sono parte di lui. Rappresentano la Passione e il suo modo di viverla. Abbiamo scritto la P maiuscola, perché anche Barea in diverse occasioni ha scritto parole così. Certo all’occhio del lettore esperto possono essere considerati errori grammaticali, ma si capisce che l’intento è quello di caricarle di importanza e trasmetterne la valenza. Stesso discorso per i punti esclamativi, che si sono sprecati, ma del resto rappresentano sulla carta la foga di un uomo che vuole narrare se stesso e vuole farsi capire da chi lo sta leggendo, e non avendo a disposizione un ghostwriter (come spesso accade per questo genere) si è affidato al suo istinto. 

Altro particolare che emerge con forza è l’amore per la bellezza. Per i dettagli che a molti sfuggono. La bellezza è un requisito fondamentale addirittura per il design dei sensori che la sua azienda progetta, brevetta e produce. La bellezza è nel ricordare la sua infanzia, trascorsa a combinare marachelle e scorrazzare per la via e i prati con amici e cugini. La bellezza è nell’amore per la moglie Laura e la figlia Vanessa. La bellezza è intrinseca nel fatto stesso che Barea ama Star Wars e Star Trek tanto quanto Il profumo del mosto selvatico e Una buona annata. La bellezza è nell’apertura mentale che sa accogliere e cogliere le novità. La bellezza risiede nell’intento stesso di questo libro, che è quello di lasciare una traccia importante delle proprie origini alla figlia Vanessa. La bellezza è nel fatto che Barea si pone sempre nuovi obiettivi, sempre più ambiziosi, ma ha la voglia irrefrenabile di tornare al passato e ritrovare la tranquillità di quegli ambienti carichi di pace e buonumore: e cosa c’è di meglio della campagna per questo? E cosa c’è di meglio di un buon bicchiere di vino per gustarsi la vita e la buona compagnia? E ancora meglio di berlo il vino, non è bene produrlo? Dall’alta tecnologia al vino, dal futuro alla tradizione: un gap che Barea ha sconfitto annullando la distanza temporale.

La scrittura è quella del cuore, della passione, che di sicuro non è passata attraverso le abilità lessicali e grammaticali di un editor professionista, ma ha il ritmo giusto che coinvolge il lettore, trasmette il fervore di cui è pregna la vita del protagonista.
Insomma, non sarà il libro del secolo, ma vien voglia di buttarsi in qualcosa di costruttivo, per assaporare quella stessa eccitazione. E perché no, vien voglia di fare una bella gita nel Monferrato, alla Tenuta Montemagno, per gustare un po’ di buon vino e respirare il futuro.

(Le Books Hunters Barbara e Jessica)


Sono nato sul terzo pianeta del sistema solare, collocato agli estremi della nostra galassia, la Via Lattea. Vengo da lontano, e lontano voglio arrivare...


Tiziano Barea è nato a Busto Arsizio il 17 luglio 1960, ha conseguito il diploma per gli studi superiori di Elettronica nel 1979. Imprenditore di prima generazione, è appassionato di micro elettronica e tecnologie applicate, ma anche di astronomia, enologia, ciclismo subacquea ed equitazione con salto a ostacoli.


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