[Recensione] "Faremo foresta" di Ilaria Bernardini

Alcune volte, soffrire la sete, fa bene.
Alcune volte, diamo tutto quel che possiamo, prima di sfiorire.

Apri gli occhi. No, chiudili e apri te stessa a te stessa. Raccontami e raccontati di com'eri e del perché lo eri. Gira la carta: una sorpresa. Maschio o femmina? Basta che sia. Io sono? Smettila di parlare come se non fossi, sei qui. Guarda quel dirigibile d’argento, riesci a parcheggiarlo? Riesci a parcheggiarti e restare? Annaffiati, metti radici. Radici immaginarie. Sono prolungamenti di cuore e braccia e gambe, ma puoi portarle ovunque. Scrivi. Di te, di noi, di loro. Siamo nel presente o nel passato? Domandamelo. Sei qui ma sei anche là. Sei con te, ma anche qui con me. Sono girasoli quelli? Guardano il sole. E il merlo si poserà mai sulla sua mano? Questione di fiducia. Ma tu che fai? Adesso raccontati.
E lei si raccontò.

Questa è un’introduzione un po’ strana, mi rendo conto, ma se leggerete questo libro, capirete ogni cosa. Anche senza però ci si può arrivare. Si può tradurre una parte importante di tutto quel che ho letto, perché questa storia è bellissima nella sua complessa semplicità. Una donna, Anna, che si separa dal marito, che ha un figlio, Nico, e un’intera famiglia al seguito. Scrive per gli altri, per la TV, per dare parole alla carta o vederle muoversi in altre bocche. Si trasferisce in una nuova casa, con un terrazzo grande. Ma volete sapere da dove parte la storia? Dal giorno del disastro, da due ricoveri, quello di Maria e quello di Alessandro. Sopravvivono. Mica finisce sempre tutto male. E comunque Alessandro si lascia con la sorella di Anna, mentre Maria finisce per diventare, di Anna, la cura di una parte molto grande delle sue insicurezze e delle sue incertezze, insegnandole per passione, come si fa a fare foresta.

Un balcone pieno di piante, un sistema di irrigazione funzionale, piove oggi? Bene, perché le piante hanno bisogno di acqua, no, oggi c’è il sole. Bene, perché le piante hanno necessità di sentire il calore sulle loro foglie. Come le persone: calore, cura, coltivare i sentimenti, dissetarli, proteggerli.
Viaggiare, tracciare i propri percorsi con una bic invisibile, tornare, concimandosi di sorrisi, tenerezze, un bambino che dà risposte giuste a domande sbagliate e che fa domande giuste, ricevendo risposte incerte.

“Non riesco a capire se il libro che sto scrivendo funziona” dico a Nico.
“Hai messo abbastanza me?” mi chiede. “Più metti me, meglio è.”

La Menta che prende spazio, come alcune persone che arrivano e non vanno più via. E ancora i tubi, sistemare i raccordi, in modo che l’acqua arrivi a toccare tutte le piante, in modo che le nostre braccia arrivino ad abbracciare due persone per volta, o forse duecento. Un corridoio, che collega casa tua a casa mia, in mezzo la piazza, la casa del vicino, la frutta, la verdura e intorno Londra e Milano. Sporcarsi le mani: scrivere, creare, fare foresta.

La scrittura di Ilaria Bernardini incanta, avvolge, è verde, è foresta tutt'intorno e quindi ossigeno. Racconta questa storia, fatta di algoritmi di parole, disegni, riflessioni. Una scrittura coinvolgente, ritmata, che cattura e produce ogni immagine. Personaggi bellissimi, definiti, spettacolari nelle loro inclinazioni, nei loro equilibri precari, nelle loro gradazioni di calore e colore. Quel terrazzo che cresce, diventa verde e poi passa le stagioni, che insegna la cura e l’amore, favorisce i colori, insegna i nomi, gli odori e i sapori e prolunga la capacità di attendere quel che verrà con armonia.

Possiamo amare una persona per volta, o forse un milione.

Il libro finisce. La storia resta nel cuore.
Fronte triste. Bocca felice.

Many happy returns (torna tante volte felicemente)
(la Books Hunter Jessica)

Titolo: Faremo foresta / Autore: Ilaria Bernardini
Editore: Mondadori / Genere: Narrativa contemporanea
Uscita: 30 gennaio 2018 / Pagine: 192
Prezzo (cartaceo): € 19,00 / ISBN: 9788804685661
Prezzo (ebook): € 9,99 / EAN-13: 9788852084898

Trama:
Tutto ha inizio nel giorno del disastro. Anna sta piangendo la fine del suo amore: lei e il papà di Nico, il loro bambino di quattro anni, hanno deciso di lasciarsi. Quel giorno Anna incontra per caso Maria, un’amica di sua sorella che non conosce bene. Mentre parlano, Maria comincia a stare molto male. Anna le tiene la mano, la guarda crollare, chiama i soccorsi. Solo dopo l’ambulanza, il ricovero, le telefonate, si scopre che Maria ha avuto un aneurisma cerebrale.
Trascorre una lunga estate di convalescenza e dolore per entrambe. Come si fa a reimparare a uscire di casa e parlare con le persone dopo aver capito quanto vicina è la fine? Come si fa a dire a un bambino che il papà e la mamma non si amano più? La crisi economica ha intanto reso tutti più poveri, le meduse invadono i mari, si annuncia la fine del mondo e pure le piante sul terrazzo della nuova casa di Anna e Nico sono mezze morte. Attorno alle due donne, solo siccità, incertezza e paura. Finché, insieme, cominciano a occuparsi del terrazzo disastrato e, mentre Maria toglie il secco e il morto, pianta nuovi semi e rinvasa, Anna le prepara da mangiare. Così, stagione dopo stagione, la menta diventa verdissima e forte, il limone e il fico danno i frutti e spuntano i girasole. L’oleandro e il glicine s’infittiscono, arrivano le lucertole, le farfalle, e ogni mattina un merlo comincia a visitare Anna e Nico.
Le due donne imparano a prendersi cura delle piante e l’una dell’altra. E proprio come il terrazzo, anche questa storia si fa sempre più rigogliosa, fino a trasformarsi in una foresta, talmente selvaggia da contenere le vicende di tutta l’eccentrica famiglia di Anna e persino quelle della buffa cartomante a cui lei si rivolge in cerca di aiuto.
A partire da un dolore comune a tanti – la malattia, la fine di un matrimonio, un bambino da proteggere – e armata di un talento luminoso e di una grazia unica, Ilaria Bernardini inventa un alfabeto botanico-sentimentale con cui compone una formula magica dal potere universale. Con Faremo Foresta inauguriamo un movimento gentile, fatto di cura e mani nella terra, di attenzione e di presenza. Questo libro è molto più di una storia, è un inno alla vita, una dolce rivoluzione del pensiero, un mantra per sopravvivere alla siccità e fiorire nel deserto. Per, poi, fare foresta.

L'autrice:
Ilaria Bernardini ha scritto romanzi (Non è niente, I supereroi, Corpo libero, Domenica) e raccolte di racconti (La fine dell'amore, L'inizio di tutte le cose). Scrive anche per giornali, televisione e cinema.
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