8 febbraio 2018

[Recensione] (doppia) di "Storia di una matita" e "Storia di una matita. A scuola" di Michele D'Ignazio

“La mia vita sarà come una matita: temperata. Sembra l’inizio di una poesia in rima. In fin dei conti, temperare una matita significa acconciarla all’uso di disegnare. Temperare la vita vuol dire esattamente la stessa cosa…”

È così che Lapo, il personaggio a cui Michele D’Ignazio ha dato vita in questo libro, cerca di convincere se stesso che in fin dei conti quello che gli è capitato non è poi così male. Cerca insomma di adattarsi alla sua nuova condizione, cercando un senso alla sua trasformazione. Era un ragazzo come tanti, appassionato di disegno, in cerca di un lavoro che mai si faceva trovare. Un ragazzo che viveva solo in un condominio, con la mamma che gli telefonava per assicurarsi che si mettesse la maglia di lana per scampare al raffreddore e una vicina di casa con una cagnolina insopportabile che faceva un baccano da togliere il sonno. Era frustrato Lapo, perché non riusciva a realizzare il suo sogno di diventare illustratore. 

Poi una mattina, ecco la novità. Non è più un ragazzo, è una matita. Ha ancora il problema del lavoro che non si trova, vive ancora in condominio, la mamma continua a chiamarlo per assicurarsi che mangi e la cagnetta Stella va avanti imperterrita a fare chiasso. Insomma, tutto come prima… non fosse per il fatto di ritrovarsi con una punta al posto dei capelli e soprattutto senza una faccia. E come si cammina poi? L’unica soluzione è temperarsi per avere una punta al posto dei piedi, che possa scivolare ovunque. Lasciando il segno. Già, perché se c’è una cosa che sa fare una matita, è lasciare il segno nero della grafite. E Lapo non fa eccezione. Quello che però ancora non sa, è che con quella punta disegna meraviglie, fino a creare opere d’arte ricoprendo la piazza del paese di disegni incantevoli. Lapo impara a cambiarsi anche le mine, per tingere e completare i suoi lavori. E inizia così il suo successo come disegnatore. 

Ovviamente a Lapo ne capitano di tutti i colori e lui cerca di far fronte alle situazioni attingendo alla sua inseparabile valigetta, alla ricerca della faccia giusta da indossare. Be’ per forza, se non ha una faccia sua bisogna che se le disegni in gran quantità e le indossi a seconda dell’occasione. È così che il nostro protagonista viaggia nella vita, con una valigia piena di mine, facce e sogni. Certo il suo desiderio si è realizzato in un modo che neanche lontanamente si sarebbe immaginato, ma questo non conta, giusto? Oppure sì? Era questo che voleva davvero Lapo? Non fare altro che disegnare? Quando si diceva che la sua vita era disegnare, era proprio questo che intendeva? È giusto credere nei propri sogni, una sana ambizione è il motore che fa muovere il mondo. Ma forse Lapo capirà che il prezzo da pagare perché il proprio desiderio si avveri, non può essere la perdita totale del contatto con la realtà. È bello volare, ma ogni tanto si sta bene anche con i piedi ben piantati in terra.
(La Books Hunter Barbara - Storia di una matita)


"E così Lapo era tornato un ragazzo. Quella rocambolesca settimana da matita ora gli sembrava tutta un sogno. A volte se lo domandava anche... Che sia stato solo un sogno? E invece no. In casa c'erano la valigia piena di facce, il temperamatite gigante e lo zaino con le mine colorate. E poi quella frase, è stato solo un sogno, non gli piaceva affatto. I sogni sono importanti, a volte più della realtà. E allora perché non capovolgere la frase? È stata solo una realtà!"

La storia di Lapo continua, questa volta a scuola, dove il suo sogno di disegnare tutto il giorno diventa una realtà, quando viene preso come supplente d'arte in una scuola elementare. Con i bambini Lapo si diverte, crea sogni di carta, disegni fatti di colori e anima. Una classe che tutti reputavano difficile, composta da pochi alunni, si colora, diventando uno spazio libero in cui creare. E quei bambini, con le loro piccole paure, i loro difetti, a poco a poco insegnano a Lapo di rimando, qualcosa della vita. Naturalmente in una storia come questa non poteva certo mancare l'evento tragicomico. Lapo teme che tutto quel disegnare, come era successo tempo prima, lo trasformi di nuovo in una matita gigante, invece... non succede a lui, di trasformarsi in qualcosa che ama...

Ma in questo capitolo della vita di Lapo si parla anche di amore, quello che nasce da qualche parte intorno al nostro piccolo mondo interiore. E tutta la bellezza dei colori e dei bambini, fa trovare a Lapo il coraggio di osare invitando ad uscire colei che in qualche modo gli ha preso il cuore.

È importante inseguire i propri sogni, ma restando sempre con i piedi per terra. Questo messaggio suona molto forte nelle storie di Michele D'Ignazio. Ma in questa seconda parte della storia, c'è anche il colore, l'importanza di saper immaginare, di saper costruire. Ci sono i bambini e la loro grandezza, pur avendo ancora molto da imparare. E poi c'è questo Lapo, che pur essendo adulto, mostra la fragilità che risiede inconscia in ognuno di noi e che ci rende unici.
(La Books Hunter Jessica - Storia di una matita. A scuola)

Titolo: Storia di una matita #1 
Autore: Michele D'Ignazio 
Editore: Rizzoli 
Età di lettura: 6-10 anni 
Pagine: 114 
Prezzo di copertina: € 8,90 
Uscita: 1° edizione 14 marzo 2012 
ISBN: 978-8817055659 

Lapo si è appena trasferito in una grande città per realizzare il suo sogno: diventare illustratore. Lo desidera tanto che un giorno tutto il suo corpo, a cominciare dalle mani, assume la forma di una gigantesca matita. Con la punta al posto dei piedi, Lapo semina scarabocchi dappertutto, si fa rincorrere dal portinaio arcistufo di pulire pavimenti e si lancia alla scoperta di un mondo che ha un gran bisogno di essere ridisegnato.

Titolo: Storia di una matita. A scuola #2
Autore: Michele D'Ignazio
Editore: Rizzoli
Età di lettura: 6-10 anni
Pagine: 143
Prezzo di copertina: € 8,90
Uscita: 10 settembre 2014
ISBN: 978-8817073714

Lapo diventa supplente d'arte in una scuola elementare e si ritrova con una classe speciale di soli otto alunni, ma ognuno fatto a modo suo: c'è Paolo che pensa solo al calcio, Pamela che parla poco, Tommaso che ha paura di tutto e si mette le dita nel naso... E poi ancora Sabrina, Dario, Matilde, Carla e Filippo. Anche Lapo, però, è un maestro particolare, che non assomiglia molto agli altri insegnanti. Lui i bambini li fa disegnare sul cemento del cortile, li ascolta, li porta al lago e, in barba a compiti e programmi, li incoraggia a creare mondi nuovi dove il confine fra realtà e immaginazione si fa molto ma molto sottile... Una nuova avventura del buffo Lapo, per i tanti lettori che si sono appassionati a "Storia di una matita", ma anche per tutti quelli che non lo conoscono ancora. 

Michele D'Ignazio è nato a Cosenza nel 1984. Le avventure di Lapo, il ragazzo-matita, raccontate in Storia di una matita e Storia di una matita. A scuola, hanno conquistato moltissimi piccoli lettori. Dai due libri è nato anche uno spettacolo di burattini, che l’autore porta in scena insieme alla compagnia Aiello. Con Rizzoli ha pubblicato anche Pacunaimba, L’avventuroso viaggio di Santo Emanuele. D’estate gestisce una locanda nel centro storico di San Nicola Arcella, sull’Alto Tirreno calabrese.

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