[Recensione] "L'ultimo salto del canguro" di Paolo Vanacore

Dillo chi sei,
tanto si vede.

Tra le mani una storia come tante, forse unica proprio per questo. La storia di Edoardo è ambientata a Roma, una grande città in cui ci si può sentire comunque soli con se stessi, chiusi, reticenti. La storia di Edoardo comprende molti aspetti e molti punti di vista, quelli a cui spesso ci scordiamo di dare retta. Tanto per cominciare il punto di vista che spesso ci manca è proprio il nostro. Edoardo ha ben presente chi è, ha accettato e compreso da dove viene la sua omosessualità. Non nasconde al lettore le sue notti brave, il sesso sfrenato cercato in locali gay, non nasconde le parole pesanti, pungenti. Il lettore si trova nel mondo di questo ragazzo e non se ne vergogna, lo comprende e, forse, si inasprisce un po’, quando la sorella, Margi, cerca di fargli confessare alla famiglia, ciò che la famiglia già sa: il tempo è prezioso per un personaggio, quanto per un lettore. Ma d’altro canto anche Margi ha i suoi perché. La sorella maggiore, quella che protegge, che da piccoli detta le regole dei giochi, dei salti… Quella che sa, prima ancora di sentirselo dire. Le famiglie non sono così sorde come vogliamo credere. Edo però, ha i suoi tempi, le sue fasi, il suo carattere chiuso, rispettoso, ma impaurito da ciò che verrà, da ciò che sarà della sua omosessualità, dei suoi sentimenti e dell’amore per Gabriele, quel Gabriele, il fidanzato di Margi.

Un intrico di casini. Un romanzo che si assume colpe e obblighi, doveri e piaceri. Dentro un mondo comune, diverso da ciò che ci si aspetta, ma solo perché non è il nostro: il mio, il tuo, il suo. Questo è il mondo di Edo, della sua famiglia non proprio perfetta, una famiglia che si mette talvolta una maschera; perché fingere sembra un buon rimedio. Invece no, perché quando meno te lo aspetti viene fuori tutto, ciò che sei si palesa con parole che puoi decidere se saranno tue o degli altri.
“L’ultimo salto del canguro” si racconta in maniera semplice, senza fronzoli. Crudo, nudo, come i suoi personaggi e perciò vulnerabile, facile preda di parole poco pensate. Ho l’impressione che è una storia di quelle che andavano raccontate, non tanto per chi legge quanto per chi scrive. Ho idea che sia esso stesso una pulsione da assecondare. Un io da reinventare seguendo passaggi comandati; dal presente, tornando verso il passato, per spiegarsi, per spiegare come si è arrivati qui. Un augurio, un salto al futuro. Sebbene questo libro non mi abbia preso il cuore, mi ha però fatto riflettere su quel che non è nostro, su ciò che è bene non toccare. Perché fragile, perché libero.
(la Books Hunter Jessica)


Titolo: L'ultimo salto del canguro
Autrice: Paolo Vanacore
Editore: Castelvecchi
Genere: Romanzo
Uscita: 4 agosto 2017
Pagine: 160
Prezzo (cartaceo): € 17,50
ISBN: 9788832820478

Il libro:
Roma. Edoardo e Margherita, fratello e sorella, si vogliono un gran bene, sono molto legati. Edoardo è timido, introverso, riservato, al contrario di Margherita, esuberante, folle, imprevedibile, che ha scelto un lavoro forse troppo serio come quello dell'avvocato. L'esistenza di Edoardo, io narrante e protagonista del romanzo, viene sconvolta da due episodi: la sua inaspettata assunzione presso l'ufficio marketing e commerciale del bioparco di Roma e l'apparizione nella propria vita di Gabriele, il nuovo fidanzato di Margherita, conosciuto durante il concerto del primo maggio a San Giovanni. Edoardo si scopre innamorato di Gabriele, il fidanzato di Margherita. Da quel momento il rapporto tra il fratello e la sorella sarà messo duramente alla prova in un rapido alternarsi di colpi di scena. In mezzo a foche, pinguini, canguri e struzzi colorati, c'è un padre tanto amato, sempre assente, che vive una doppia vita, una madre casalinga che finge di non capire, due amici troppo intraprendenti e una movimentata trasferta di due mesi allo zoo di Dublino.

L'autore:
Paolo Vanacore, autore e regista teatrale, napoletano, vive a Roma, è laureato in Storia del Teatro. Nel 2006 il saggio Gennaro Pasquariello, attore e cantante di varietà vince il Premio Nazionale Studio 12 nella Sezione Teatro. Nel 2006 il racconto Che vuole Marta? viene inserito nell’antologia di racconti gay Men on Men vol.5 per Mondadori. Nel 2008 pubblica la raccolta di racconti Donne Romane, storie al margine sotto l’argine, nel 2011 Piccoli quadri romani dieci corti teatrali in dialetto romanesco, entrambi ambientati nella periferia romana (Edilet). Per Tempesta Editore pubblica nel 2014 Mi batte forte il cuore una fiaba per bambini sul tema dell’omogenitorialità e nel 2015 il romanzo Vite a buon mercato scritto con Silvia Mobili e Romeo Vernazza. Ha frequentato la scuola di scrittura Omero.
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