[Recensione] "La perfezione non è di questo mondo" di Daniela Mattalia

“Non importa. Sa come si dice, la perfezione non è di questo mondo”. Che rilassante banalità.
“Se è per questo, neppure dell’altro”.

E in effetti, chi dice che il luogo in cui approdano le anime dopo la morte sia perfetto? E soprattutto, perché dovrebbe esserlo il mondo in cui siamo vivi? Perché l’essere umano dovrebbe ambire a raggiungere la perfezione, soprattutto visto che nessuno si può arrogare il diritto di definirne i requisiti? Vuoi vedere che il segreto della serenità, è rassegnarsi all’essere imperfetti? Non che cercare di migliorarsi non sia uno tra i più nobili scopi della vita, questo è bene, ma a un certo punto bisogna pure rendersi conto che possiamo considerarci esseri ben compiuti anche con qualche pecca. E non solo noi stessi. Anche gli altri. Anche la vita. 

Con questo suo primo romanzo, Daniela Mattalia ci spinge verso queste riflessioni, regalandoci una storia che è come un alito di vento caldo durante una giornata gelida. Una carezza che solletica le nostre più profonde emozioni, l’abbraccio della vita che ci strizza come una vecchia amica. Daniela parla di morte, di chi resta e di chi se ne va, della disperazione e della consolazione. Dell’assenza quando è irreversibile. Eppure questo libro non è mai triste, anzi è pura armonia. Secondo i protagonisti di questo romanzo quando si muore, semplicemente si va. Oltre. Giusto di là. Che non è mica così lontano. 

Daniela tratta il tema con grande sensibilità e delicatezza. E ironia, il che conferisce quel tocco così giusto e opportuno a questa deliziosa storia, in cui l’intreccio tra le vicende dei personaggi cresce pagina dopo pagina, si rivela pian piano edificando nel lettore un grande sentimento di tenerezza e simpatia.
E c’è una cosa di cui Daniela scrive con grande maestria, senza sbattercela in faccia, ma sussurrandocela appena, in modo continuo: tra le persone che sono di qua e le anime che sono di là, c’è un elemento in comune che è quasi imprescindibile ed è la dignità. C’è l’amore certo, con tutto il corollario di emozioni affini, ma non siamo niente senza dignità. 

Trascinati da un ritmo narrativo vivace e sostenuto, ci lasciamo travolgere in questa storia, che mai ci lascia indietro, ma ci tiene al suo fianco, come nel migliore dei rapporti. La scrittura di Daniela è autentica, diretta, grintosa, attraente. Mi piace quello che dice e mi piace come lo dice. Adoro i personaggi a cui ha dato vita e ai quali mi sono irrimediabilmente affezionata.

E il salto finale che Archibald, un bracco di trentadue chili, compie per guadagnarsi il lettone, mi sembra un inno alla libertà, all’amore, un tuffo perfetto in questa vita imperfetta. Be’ non che il balzo di un cagnone sia questa gran cosa, direte voi. Una cosa meravigliosa, vi dico io che ho letto questo libro.
(La Books Hunter Barbara)



“E adesso, che si fa?” chiese.
“Adesso si va.”
“Sì, ma dove?”
“Io torno alle Molinette. Tu puoi andare oltre, o venire con me.”
“Ma senti: di là com’è? Cosa c’è?”
“A dirti la verità, mia cara, non ne so granché. Non ci sono ancora stato, rimando sempre.”

Torino, tra le Molinette e il Valentino.
Adriano, professore ottantaduenne che ha appena perso la moglie, ha un segreto di cui si vergogna un po’: da quando Giulietta non c’è più, continua a vederla tra le corsie delle Molinette, anche se sa che non può essere vero. O forse sì?
A soccorrerlo dal dubbio di essere sull’orlo della pazzia intervengono uno stravagante tassista, per il quale è normalissimo che i morti rimangano accanto ai loro cari, e altre tre persone che incrociano la sua strada: Gemma, libraia trentenne che nel fine settimana fa la volontaria al Filo d’Argento, un call center per anziani; Olga, un’arzilla zitella ricoverata con una gamba rotta; e Fausto, giovane grafico precario fidanzato a una ragazza della Torino bene e padrone di Archibald, bracco con il vizio di darsi alla macchia proprio nel parco dove Gemma fa jogging.
Le vite di questi quattro personaggi si intrecciano, come in una danza, tra il parco e l’ospedale, dove si aggirano altre inafferrabili presenze. Perché chi l’ha detto che morendo si deve per forza andare nell’aldilà, in un paradiso perfetto, algido e lontano? Non è forse più consolante – e infinitamente più divertente – immaginare di poter restare nell’aldiquà, invisibili a tutti tranne a chi ci vorrà vedere, fantasmi della porta accanto con le piccole fissazioni e manie di sempre, con le nostre stupende imperfezioni?
Un folgorante romanzo d’esordio, che arriva dritto al cuore. Una commedia fresca e delicata, che si rivolge a tutti quelli che, almeno una volta nella vita, hanno sofferto per una perdita e che, con la sua dolcezza, aiuta a rendere più bello e abitabile il nostro fragile mondo imperfetto.

Titolo: La perfezione non è di questo mondo
Autore: Daniela Mattalia
Editore: Feltrinelli
Pagine: 176
Prezzo di copertina: € 15,00 
Uscita: giugno 2017
ISBN: 9788807032455


Daniela Mattalia, giornalista, è nata a Torino. Ha provato a vivere a Brescia, Genova e Verona prima di decidere che Milano, dove si è trasferita dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, è il suo habitat ideale. Lavora come caporedattore a “Panorama”, dove si occupa di tutto un po’ ma in particolare di scienza, dalla medicina all’astrofisica. Vive con il marito Luca e la setterina Bughi. Feltrinelli ha pubblicato La perfezione non è di questo mondo (2017), il suo romanzo d’esordio.

A questo link il nostro incontro con Daniela.
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Commenti

  1. Una recensione bellissima, thank you!
    Daniela Mattalia (on Facebook).

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