[Recensione] "Il Libro della Polvere - La Belle Sauvage" di Philip Pullman

Cos’è la coscienza?
È qualcosa di puramente mentale?
È qualcosa di spirituale?
E se fosse materia? Materia tangibile? Allora avrebbe un peso, una misura?
Allora sarebbe libera, o ancora qualcuno avrebbe la presunzione di comandarla e influenzarla?

Il genio di Philip Pullman si è nuovamente messo al servizio del benessere mentale e spirituale della nostra essenza più profonda. Lo aveva già fatto con la trilogia “Queste oscure materie” e ora torna a parlare alla nostra coscienza, alla percezione che abbiamo di ciò che è giusto o sbagliato. Non pretende di insegnarci qualcosa, questo sarebbe troppo consueto, piuttosto prova a farci riflettere. Forse vuole anche condurci alle sue stesse deduzioni, ma sicuramente pretende che lo facciamo pensando con la nostra testa. Chi lo accusa di essere uno scrittore che strumentalizza, chi addirittura ha pensato di censurarlo, forse si illude che non ci siano liberi pensatori su questo mondo. Non tutti possono permettersi di raccontare una storia in cui chi dovrebbe essere il buono per eccellenza diventa il cattivo. Non tutti possono sovvertire quello che, nel comune pensiero (non di tutti, ma di molti), è il giusto ordine delle cose. Pullman non solo può, ma lo fa, e lo fa alla grande. Lo fa raccontandoci la storia di Malcolm e Alice, due ragazzi come tanti che tutto sono fuorché due ragazzi come tanti. La normalità è apparenza. No, non hanno superpoteri e no, non sono supereroi. Di straordinario hanno la purezza dell’anima, quella che li rende coraggiosi e intraprendenti per salvare la piccola Lyra dal pericolo che su di lei incombe come la più terribile delle profezie. Di straordinario hanno la verità dei loro sentimenti. Di eccezionale hanno la loro strabiliante semplicità. Il cuore pulito.

In questa storia parallela alle vicende narrate in “Queste oscure materie”, ritroviamo Lyra Belacqua, che qui è una neonata ripudiata dalla madre e affidata alle amorevoli cure delle monache di un convento frequentato da Malcolm e Alice. La piccola è in pericolo e saranno i due ragazzi a prendersi cura di lei durante l’alluvione predetta dai gyziani, che loro affronteranno a bordo della canoa La Belle Sauvage. Il viaggio che affronteranno i nostri protagonisti è certo una grande avventura, ma è sopra ogni cosa un viaggio introspettivo: Malcolm e Alice hanno ben in vista la meta che devono raggiungere, ma mai si sarebbero aspettati di arrivare anche all’interno di loro stessi, scoprendosi diversi da come credevano.

Anche in questo libro ritroviamo l’energia ambarica (non provate a cercare su Wikipedia, non la trovereste, se non contestualizzata nelle opere di Pullman) e gli alietometri:
«Hannah potrebbe spiegarcelo con più precisione, ma penso che la difficoltà abbia a che fare con la lega di cui sono fatte le lancette o gli aghi indicatori; in ogni caso lo strumento di per se è soltanto una parte del problema. Ciascuno di essi forma un tutt’uno con il suo lettore. Altrimenti nessuno dei due è completo, dal punto di vista del funzionamento.»
E poi ci sono i daimon. Una creazione geniale di Pullman, che ha voluto dar vita a un mondo in cui non esiste la solitudine. Ciascun essere umano ha il suo, una parte staccata di sé in forma animalesca, di sesso contrario, dotata di eguali emozioni e sentimenti eppure indipendente nel pensiero. L’umano e il suo daimon sono inseparabili, non è loro consentito allontanarsi l’uno dall’altro oltre un certo limite, pena un dolore fisico esasperante e la disperazione dell’anima.

Con la sua scrittura poetica e unica, Pullman ci regala un mondo nei mondi, ci mostra l’oltre dei nostri limiti, ci parla di fantasia impregnata di grandi verità, costruisce metafore che contengono le chiavi di accesso al nostro io.

«Com’è possibile che il tempo abbia degli stati d’animo?» chiese Papadimitriou.
La risposta del gyziano fu: «Non crederà che il tempo sia soltanto un fatto
esterno? È anche qui dentro, sa» disse toccandosi la testa.
«Insomma, vuol dire che lo stato d’animo del tempo è semplicemente
nostro
«Di nulla si può dire
semplicemente» rispose il gyziano, che non aggiunse altro. 


(La Books Hunter Barbara, che ringrazia la sua anima gemella Jessica per averle regalato questo libro, il dono più bello che potesse ricevere per il suo compleanno).



Malcolm Polstead ha undici anni, è curioso e diligente, di giorno va a scuola e di sera aiuta i genitori alla locanda sul fiume e fa qualche commissione per le suore del convento vicino. La sua vita scorre tranquilla, gli amici non gli mancano, si diverte con Asta, il suo daimon, soprattutto quando vanno in canoa, sulla Belle Sauvage. Fino al giorno in cui alla locanda arrivano tre misteriosi personaggi e finché alle suore non viene affidata una bambina di pochi mesi, che Malcolm dovrà proteggere da un grave pericolo e alla quale sente di essere profondamente legato. È Lyra. Insieme a lei affronterà una sfida mortale e un viaggio che lo cambierà per sempre… Philip Pullman, uno degli scrittori più letti e amati al mondo con La bussola d’oro, creatore di uno dei più visionari e potenti universi della letteratura, torna dopo ventidue anni al mondo di Lyra con una storia che ha definito ‘parallela’ alla trilogia Queste oscure materie: una gioia, quasi un ritorno dopo un lungo esilio, per i suoi tanti lettori, e una possibilità straordinaria, per chi non l’ha ancora fatto, di scoprire un mondo intero, popolato di daimon, energia ambarica e aletiometri. Un universo ricco di illuminanti e profonde metafore, un mondo simile al nostro, le cui differenze lo rendono non più fantastico ma più reale del reale, al cospetto del quale la nostra vita quotidiana sembra più vuota, più pallida, più povera di significato.

Titolo: Il Libro della Polvere - La Belle Sauvage 1#
Autore: Philip Pullman
Editore: Salani
Pagine: 480
Prezzo di copertina: € 18,00
Uscita: 19 ottobre 2017
ISBN: 9788893812801


Philip Pullman è uno dei più grandi scrittori inglesi viventi. È nato a Norwich in Inghilterra, da bambino ha vissuto in Australia e in Zimbabwe, si è laureato a Oxford. Il suo primo romanzo, Il conte Karlstein, è uscito nel 1982. Da allora ha pubblicato 33 libri per ragazzi e per adulti. Con La bussola d’oro e la trilogia Queste oscure materie ha vinto, tra gli altri, la Carnegie Medal, il Guardian Children’s Book Award e il Whitbread Award. Nel 2005 è stato premiato con l’Astrid LindgrenMemorial, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. La bussola d’oro nel 2007 è stato nominato il migliore tra i libri vincitori della Carnegie Medal negli ultimi settant’anni.
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