4 aprile 2018

[Recensione] "Un ragazzo normale" di Lorenzo Marone

Siamo tutti supereroi,
nella nostra normalità.

Qualcuno neanche sa di esserlo, qualcun altro ci spera. Chi lo è in funzione di una decisione presa in un soffio, chi lo è per la scelta di una vita. Insomma, tutti siamo supereroi, o lo siamo stati o lo saremo. Straordinari nella nostra normalità. Così come lo sono i personaggi che popolano la storia che Lorenzo Marone crea in questa sua nuova, superlativa, prova narrativa.

Leggere questo libro è come stare affacciati alla terrazza assolata della famiglia Scognamiglio, guardando i meravigliosi tramonti che si stagliano sul mare in lontananza, lasciando che lo sguardo vagabondi randagio sui tetti di Napoli. 
È come assistere alla proiezione di un film degli anni ’80, quando in TV davano il Festivalbar al martedì, in radio passava insistentemente Cosa succede in città di Vasco e nelle piazze si riunivano i paninari. Quando i telegiornali davano notizia dell’attentato mafioso ai danni di Ninni Cassarà e dell’agguato camorristico che stroncava la giovane vita del giornalista Giancarlo Siani. 

Lorenzo Marone dà vita a un capolavoro letterario commovente e genuino, in cui fantasia e realtà si sposano nella giusta prospettiva di romanticismo e vita vissuta nella quotidianità. 

Ci coinvolge con la straordinaria profondità d’animo di questo piccolo grande Mimì, affaccendato tra l’infanzia e l’adolescenza alla ricerca della sua vera identità, lui che parla con un linguaggio aulico e che risulta strambo un po’ a tutti, che sente il bisogno di libertà farsi strada sotto pelle, pronto a esplodere. Lui che sa di poter fare la cosa giusta indossando il suo costume da Spiderman, che impara le gioie e i dolori dell’amore. 
Mimì che vuole volare lontano, legge tanto per soddisfare la sua insaziabile curiosità e scrive perché scrivere lo fa sentire vivo, lo emoziona nel profondo. 
Mimì che in ogni momento prova a riempire di vita i giorni dopo i giorni
Mimì che impara la vita da quella sua famiglia numerosa, a volte soffocante e a volte rassicurante, ammassata in un paio di locali nella palazzina del quartiere Vomero; che impara le regole della strada e della solitudine dal suo amico senzatetto Matthias (e secondo me anche in questo romanzo, come in “Magari domani resto”, c’è un Cane Superiore che qui si chiama Beethoven); Mimì che vuole nutrirsi della leggerezza con cui il suo impavido e strafottente amico Sasà si destreggia nella vita; Mimì che dà il suo primo bacio a Viola, di cui è perdutamente innamorato e che a contatto con l’apparecchio ai denti di lei prova l’irrefrenabile istinto di allontanarsi e pulirsi le labbra. Sì, proprio lui che a occhi aperti sogna l’amore romantico e si chiude in bagno a soddisfare le sue fantasie in compagnia dell’immagine di una seducente Sabrina Salerno.

Mimì che diventa amico di Giancarlo Siani, conquistando le sue attenzioni poco alla volta: è giovane Giancarlo, è sempre sorridente, guida una Mehari verde e scrive articoli sulla camorra. Quel nome, camorra, che Mimì non conosce troppo bene, pur sapendo che fa paura persino pronunciarlo. E Giancarlo che quella paura la vince e prova a farla vincere agli altri. Diceva il giovane Siani ( e lo diceva per davvero):
“Le persone per scegliere devono sapere, devono conoscere i fatti. E allora quello che un giornalista giornalista dovrebbe fare è questo: informare”. Mimì lo vede come un supereroe, ma capirà che è un ragazzo normale che ha fatto una scelta coraggiosa. Capirà di non credere in Dio, ma nelle persone e nel loro potenziale. Nonostante tutto. Nonostante l’umanità si macchi di azioni gravissime, nonostante ci siano due ragazzi che spareranno dieci colpi sul corpo di quel giovane giornalista che provava a cambiare il mondo con il grande potere delle parole.

Lorenzo Marone scrive parole che profumano di vero, che odorano del buono delle brave persone, che sanno di vita vissuta un giorno dopo l’altro, con le aspettative di ognuno di noi, a volte tradite da una vita vigliacca, altre volte soddisfatte dai piccoli gesti che fanno grandi le persone. Lorenzo Marone dà voce ai sentimenti che appartengono a ognuno di noi, ci fa riflettere sulle semplicità che rendono grandi le sue storie e le nostre vite.
(La Books Hunter Barbara)


Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karaté Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l'anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spider-Man e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Morla, la tartaruga che vive sul terrazzo all'ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un'agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de "Il Mattino" che cadrà vittima della camorra proprio quell'anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l'importanza dell'amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma le persone speciali e le loro piccole, grandi azioni non muoiono mai e sono come il mare: luccicano in eterno.

Titolo: Un ragazzo normale
Autore: Lorenzo Marone
Editore: Feltrinelli
Pagine: 283
Prezzo di copertina: € 16,50 - ebook € 9,99
Uscita: 22 febbraio 2018
ISBN: 978-8807032783


Lorenzo Marone (Napoli, 1974), laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Autore di successo, ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015; Premio Stresa 2015, Premio Scrivere per amore 2015, Premio Caffè Corretto - Città di Cave 2016, 15 edizioni in Italia, 15 traduzioni all’estero e un film, La tenerezza, con regia di Gianni Amelio), La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016; Premio Città di Como 2016), Magari domani resto (Feltrinelli, 2017; 7 edizioni, Premio Selezione Bancarella 2017) e Un ragazzo normale (Feltrinelli, 2018). Collabora con “La Repubblica di Napoli” con una rubrica fissa dal titolo “Granelli”. Vive a Napoli con la moglie, il figlio e la bassotta Greta.

1 commento:

  1. Che meraviglia!!! Grazie di cuore :)
    (Lorenzo Marone on Facebook)

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