13 ottobre 2017

"C’è una strana espressione nei tuoi post", l'editoriale di Roberto Bonfanti

Buongiorno Hunters, è con immenso piacere che pubblichiamo questo editoriale propostoci dallo scrittore e nostro caro amico, Roberto Bonfanti.

C’è una strana espressione nei tuoi post

Sicuramente sarà capitato anche a voi di leggere in qualche post su facebook, su twitter o su altri social, la frase “può accompagnare solo”. Le prime volte che mi sono imbattuto in questa strana espressione ho pensato a un problema col t9, il correttore automatico che sorveglia e uniformizza le nostre comunicazioni con lo smartphone, poi, notando la frequenza con cui veniva ripetuta, ho capito che non era così, che era un tormentone in voga. Andando a braccio ho dato una mia interpretazione al senso criptico di quella frase, traducendola in un approssimativo “non è all’altezza”. Per esempio, nell’ambito che frequento di più su internet, quello letterario, si può trovare un “Fabio Volo, parlando di Gabriel Garcia Marquez, può accompagnare solo”; c’è bisogno di spiegarlo?

Non sono un nativo digitale, pensate che quando ero ragazzo c’erano i flipper, il calcio balilla e il juke-box, ma non per questo mi faccio intimorire da una ricerca su internet, quindi, con la curiosità che ho verso i nuovi media e le loro sfaccettature, mi sono deciso ad approfondire la questione. Con una semplicissima ricerca su Google ho trovato un articolo che spiega l’origine di questa espressione, che non è neanche recentissima. Per farla breve un motociclista palestrato, a un raduno del 2013, rispondendo all’intervistatore che gli chiedeva perché si personalizzano le Harley Davidson, ha detto testualmente: “Guarda non è che c’è tanto da vedere, uno stile di moto così, come vedi qua, c’è uno stile di fisico del genere, può accompagnare solo”. L’articolo contiene anche il video e, integrando l’approssimativa comunicazione orale dell’intervistato con quella meta-simbolica (peraltro ben poco espressiva) del suo modo di porsi, ho finalmente compreso il vero significato della frase. Che è palesemente in contrasto con quello comunemente usato nei social, infatti, e correggetemi se sbaglio, voleva significare “solo chi è all’altezza può fare certe cose”.

Ma perché un frammento di una frase, fra l’altro carente sia nel significato che nel significante, è diventata così diffusa? La risposta è nel prosieguo dell’articolo e del video: Il centauro, così sicuro di sé, poco dopo aver pronunciato la fatidica espressione, si è esibito in una goffa scivolata con relativa caduta, procedendo a passo d’uomo in parata col suo scintillante cavallo d’acciaio, rendendo grottescamente ossimorica tutta la sua baldanza. Ovviamente la storia non finisce qui, il video è divenuto, come si dice oggi, virale ed ha avuto non so quanti milioni di visualizzazioni e, recentemente, la notorietà del malcapitato protagonista è stata rivitalizzata dalla sua partecipazione a un videoclip di Rovazzi (sì, quello di Andiamo a comandare…). Ora, senza voler sembrare snob, sono poco attratto da Rovazzi, dai “meme” (sapete cosa sono, vero?) e dai tormentoni su internet (mentre lo sono più dalle moto, essendo io stesso motociclista, anche se non guido una Harley né ho quei muscoli) quantunque, talvolta inconsciamente, li subisca, quindi perdonate la mia tardiva conoscenza dei fatti sopra esposti. Ma tornando al tema iniziale, che in fondo è quello che mi interessa, mi chiedo: tralasciando i motivi che rendono un’espressione di uso comune, perché spesso (o almeno in questo caso) il suo significato diverge da quello originale? 

Ogni delucidazione in merito è ben accetta.

(Roberto Bonfanti)

2 commenti:

  1. Grazie per insistere a pubblicare i miei articoletti!

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    1. Grazie a te, caro Roberto, che li affidi a noi. Questa lettura fa riflettere, ma devo anche ammettere che l'esempio Fabio Volo e Marquez, rende moltissimo... C'è, appunto, bisogno di dire altro? Grazie! (Jess)

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