17 luglio 2017

Recensione "Un luogo a cui tornare" di Fioly Bocca

La meta di ognuno di noi,
è il ritorno.


Cambiare: il viaggio più difficile da intraprendere. La possibilità di modificare le nostre idee, le nostre abitudini; quella di lasciare andare chi con la nostra vita non c’entra più nulla; la parte più complicata, perché quando un corpo si abitua a un altro corpo, nessuna via diversa ci sembra accessibile e ogni cosa sembra arrancare. Forse il segreto per cambiare, è non chiederselo, lasciare che dentro muti ogni cosa secondo tempi stabiliti da non si sa cosa e chi, lasciare che la vita operi a modo suo e che sia la nostra coscienza ad arrendersi al nostro nuovo modo di vedere le sue sfumature.

Argea, una donna forte, indipendente, messa a soqquadro da un amore difficile, che non basta, che non resta, che va e viene, che l’ama ma che forse non la completa. L’evoluzione dell’amore è così: inizialmente sembra di avere tutto il necessario per quel viaggio fatto di cuori, più tardi scoprirai, nel suo crescendo, che lo spazio si espande per l’arrivo di qualcos’altro. Si chiama crescere; imparare a stare in due laddove c’è uno spazio piccolo, potendoci ancora mettere qualcosa in più, si chiama amare e voler costruire.

La costruzione, che poi sarà meglio definire ri-costruzione, per Argea parte da un incidente in auto. I giorni di ospedale, la consapevolezza della colpa che invece Gualtiero, il suo uomo, tenta di sotterrare in quella maniera pratica, difficile da contestare. Eppure Argea si sente in colpa, un uomo è in coma per la sua distrazione, un uomo che si è preso la colpa di tutto. È per questo che Argea inizia a sostare fuori dalla sua camera, cercando di capire perché quell’uomo non riceva mai visite. 
E così, diventa lei il suo parente, colei che lo va a trovare; prima con timore, poi sempre più con sicurezza, consapevole che a Zeligo faccia piacere, che si stiano conoscendo, che nonostante quella verità nascosta la faccia sentire in colpa, lui si fidi di lei. E si conoscono, si incrociano. Zeligo è un senza tetto, un uomo che della vita può parlare come fosse una sottrazione, eppure ha ancora un modo azzurro di vederla.

Nella vita di Argea qualcosa sta cambiando. Ci sono consapevolezze nuove. Zeligo le rischiara la via, le racconta dei suoi dolori, quel figlio che non vede da tempo per vergogna, le racconta della moglie, portata via dalla malattia troppo presto, di una vita di dolore, ricca ancora di speranza. Argea ascolta, cerca di aiutarlo, lo fa col cuore, perché comincia ad affezionarsi a quell’uomo, a sentire che non è solo redenzione la sua, ma affetto. In tutto questo cerca di capire perché fra lei e Gualtiero tutto sia rotolato e desidera, desidera completare quel rapporto fatto di partenze e arrivi, ma quasi mai di ritorni.

Toccherebbe essere capaci di fare come ’sta gramigna.
Fare cosa, mamma, ho chiesto io dal mio angolo.
[…] Aggrapparsi e resistere.


Resistere, tenersi stretti, ancorarsi nella speranza di uscire dalla tempesta sani e salvi. E quando la tempesta è finita poter respirare di nuovo, sapendo che qualcuno “è venuto a prendersi cura della mia tentazione di cadere a pezzi”. Un nuovo viaggio, inaspettato e duro, busserà da Argea e Zeligo che ormai vivono la vita in amicizia e affetto, aiutandosi reciprocamente e fondendo le loro anime così diverse, eppure eguali.
Poi “l’amore che comincia a fare rumore”, in quel modo e di quelle sfumature tutte sue.

“Non è quello che accade, Argea. Ma quello che uno fa, delle cose che accadono.”

Con delicatezza si plana in questa storia e con altrettanta delicatezza se ne esce. Fioly Bocca, racconta così, con una voce appena udibile, che ti culla, le sue storie di cambiamenti, conquiste, traguardi, rinunce e dolori. Una scrittura che con semplicità, parla della cosa più importante che abbiamo: la vita. Lo fa con sicurezza, costruendo intorno ai suoi personaggi le nostre caratteristiche, le nostre debolezze e i nostri punti di forza. Spaziando ed evolvendo. Perché alla fine di ogni viaggio, ebbri del mondo e di cose da raccontare, quello che ci fa sorridere, è la sicurezza di poter tornare in un luogo chiamato casa.

(la Books Hunter Jessica)

Titolo: Un luogo a cui tornare
Autore: Fioly Bocca
Editore: Giunti Editore
Genere: Romanzo
Uscita: 21 giugno 2017
Pagine: 250
Prezzo (cartaceo): € 12,90
ISBN: 9788809847156

Trama:
«Sempre così, ogni volta la stessa storia» pensa con rabbia Argea mentre guida veloce per le strade battute da una pioggia torrenziale. Le lacrime che le offuscano la vista, la musica alta, il movimento ipnotico dei tergicristalli. Poi, all’improvviso, una sagoma scura le si para davanti.
Argea si risveglia in ospedale, accanto a lei c’è Gualtiero, il suo fidanzato, lo stesso che quella sera le ha dato buca per l’ennesima volta. Via via che la mente si snebbia, si fanno largo i sensi di colpa: ha investito un passante? lo ha travolto con la sua auto?
Solo qualche stanza più in là, nel reparto di terapia intensiva, Zeligo è in coma. Le uniche cose che ha con sé sono una carta di identità scaduta e la foto di un bambino. L’ispettore dice che si tratta di un rifugiato bosniaco, un senzatetto, probabilmente ubriaco. Nessuno viene mai a trovarlo.
Spinta dai rimorsi e dall’inquietudine per una vita che non la soddisfa del tutto, Argea comincia a fare visita a Zeligo e, quando l’uomo finalmente si risveglia, scopre la sua straziante storia. È così che viene a contatto con un mondo sommerso, doloroso ma anche libero da ogni vincolo, che la attrae e la spaventa al tempo stesso. Determinata ad aiutare Zeligo, Argea non sa ancora che, proprio come hanno predetto i tarocchi, grazie a questo incontro tutto nella sua vita è destinato a cambiare.

Recensione di "Ovunque tu sarai": QUI

L'autrice:
Fioly Bocca vive sulle colline del Monferrato ed è madre di due figli. Laureata in Lettere all'Università degli Studi di Torino, si è specializzata con un corso in redazione editoriale. Ovunque tu sarai, il suo romanzo d’esordio nel 2015, è stato un grande successo del passaparola, cui ha seguito L'emozione in ogni passo. I diritti di traduzione dei suoi romanzi sono stati venduti in Germania, Francia, Norvegia, Olanda e Turchia.

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