19 luglio 2017

Recensione "Quello che mi manca per essere intera" di Ilaria Scarioni

Quello che mi manca per essere intera
Ci sentiamo interi? Siamo interi? Arriva un momento nella vita in cui acquisiamo consapevolezza sulla differenza tra il prima e il dopo l’essere interi? 
Essere interi è una sensazione? O è un modo di essere? O di percepire se stessi e gli altri? Di sicuro, per alcuni si tratta di una riflessione astratta, per altri invece è fondamentale sapersi dare delle risposte in merito. 

Fondamentale lo è per Bianca, protagonista di questo romanzo, nata con una malattia che costringe la sua anima ad abitare un corpo difettoso. Almeno è così che lo considera lei, che se lo sente. Lo vede negli occhi di chi la incontra, negli atteggiamenti di chi la circonda. Così le sembra. E a volte è tutto vero. Ma non sempre. Ma come può fare Bianca a capire la differenza? Se è lei la prima a sentirsi sbagliata, come può obiettivamente giudicare il comportamento degli altri? La vita insegna che non si può pretendere l’amore dagli altri se non siamo noi stessi i primi ad amarci. Bianca questo lo sa, ma ha tanta paura di accettarsi, di sentirsi bene con se stessa. Ha bisogno di fare un viaggio nel tempo per trovare la via di casa della sua anima, ha bisogno di scrivere lettere al dottore che l’ha curata per tanti anni all’ospedale Giannina Gaslini di Genova. Ha bisogno di ricordare quei giorni in cui affrontava interventi, visite, in cui incontrava gli occhi preoccupati di sua madre, e di tante altre madri che come la sua cercavano la salvezza e la speranza per i loro bambini. Ha bisogno di affrontare i suoi fantasmi, di liberare Ninetta e Gerolamo dalla prigione della sua mente, deve lasciarli andare. Gerolamo Gaslini nel 1938 diede vita all’ospedale dei bambini, in onore e memoria della figlia Giannina, morta a undici anni per una peritonite diagnosticata troppo tardi. Bianca cresce con la loro vita nel cuore, con i loro sorrisi e le loro lacrime. Li vede, parla con loro, li rispetta. È in sintonia con loro. Ma la sua mente è troppo affollata: Gerolamo, Nina, i fantasmi, Buco Nero. Quest’ultimo è il più temibile, sempre pronto a farla precipitare nel buio, laddove ci si perde. Non sono nemici, questo sia chiaro. Sono solo ancore che la legano al passato, impedendole di prendere il largo verso nuovi orizzonti. Verso il diritto di sentirsi amata. 

Cesare è colui che va oltre tutto questo, che la fa sentire completa: quando Bianca è tra le sue braccia ha una fortissima percezione del suo corpo, della sua carne, tutta. Bianca si sente viva in ogni centimetro del suo corpo. Cesare sa vederla già intera, la ama nella sua completezza, non a pezzi. Ma l’amore basta? Come si fa a stare insieme davvero? E a stare insieme per sempre? Questo Cesare dovrà capirlo da solo se vorrà rimanere al fianco di Bianca, o forse si accontenterà di scoprirlo giorno per giorno, perché la formula magica non c'è. 

Con questo esordio potente, Ilaria Scarioni ci racconta una storia di forza e coraggio, mai straziante, non è questo il suo intento. Non si piange per Bianca, non la si compatisce. Si prova piuttosto il desiderio di capirla, di provare a vestire i suoi panni per comprendere come ci sentiremmo noi, per arrivare al punto di partenza e chiederci se siamo davvero interi. 
Una scrittura delicata e precisa per raccontare una storia così intima e sfumata dagli infiniti colori della vita. Ilaria Scarioni ci regala una storia d’amore tra Bianca e se stessa e tra Bianca e Cesare: due sentimenti che diventano uno soltanto, due metà che fanno un unico intero.
(La Books Hunter Barbara)



Corpo incompiuto, difettoso, sbagliato. Bianca è questo: nata con una patologia congenita che le ha deformato le mani e i piedi, fino all'adolescenza ha trascorso molto tempo all'Istituto Gaslini di Genova, l'ospedale dei bambini, dove è stata sottoposta a innumerevoli interventi. I suoi ricordi d'infanzia hanno il colore del mare incorniciato dalle finestre della sala gessi e l'odore di cloroformio, collodio e patatine gommose. Adesso Bianca ha trent'anni e ha scelto di fare il medico, però il suo camice non è immacolato come quello dei dottori che l'hanno curata, è macchiato, stropicciato, non riflette il dolore come uno scudo ma lo assorbe. Le cicatrici che le ricamano la pelle le hanno marchiato l'anima, e anche l'amore appassionato di Cesare, che fa sentire Bianca viva come non mai, non le basta per non sentirsi diversa, diversa e sbagliata. Bianca ha bisogno di un senso, di dare un significato al suo corpo che non è come l'avrebbe desiderato, e per imparare ad abitarlo prova a tornare indietro nel tempo. Ripercorre i giorni in ospedale, quando si sentiva un burattino di legno fallato, racconta le storie dei piccoli pazienti come lei, e poi rievoca i volti e le voci degli uomini che negli anni successivi avrebbe amato. A guidarla nel viaggio ci sono i suoi fantasmi: quello di Giannina Gaslini, bambina per sempre, morta a undici anni per una peritonite non diagnosticata, e quello di suo padre Gerolamo, che costruì l'ospedale per non impazzire di dolore dopo la scomparsa della figlia. E sarà anche grazie a loro che Bianca riuscirà ad accettare se stessa e a sentirsi non più carne malfatta, ma carne viva, palpitante. Intera. Con una scrittura luminosa e venata di lirismo, Ilaria Scarioni, qui al suo esordio narrativo, ci porta per mano nei vicoli di una Genova schietta e un poco scontrosa come i suoi abitanti, e racconta la fatica di tutti noi, alla ricerca del nostro posto nel mondo e della nostra parte più vera.

Titolo: Quello che mi manca per essere intera
Autore: Ilaria Scarioni
Editore: Mondadori
Pagine: 204
Prezzo di copertina: € 18,00
Uscita: 20 giugno 2017
ISBN 9788804673323


Ilaria Scarioni, milanese d'origine, vive e lavora a Genova. Quello che mi manca per essere intera è il suo primo romanzo.

0 commenti:

Posta un commento