31 luglio 2017

Recensione "L'amore, quando muore" di Nadia Levato

L’amore è eterno,
finché dura.

L’amore si consuma, si odia, si presta, si difende, si diffonde. L’amore: così chiacchierato eppur così inconsistente. Dov’è l’amore? Dove se ne trova una dose? Come si fa a ricaricarlo quando sta per consumarsi? L’amore esiste nella misura delle nostre esperienze, dura finché i nostri occhi lo vogliono guardare. L’amore, che più lo studi e meno lo capisci.

Ci sono dei segnali per quando l’amore muore? Certo che ci sono, come in tutte le manifestazioni di sentimenti. Eppure non le vediamo. Perché? Chi lo sa. Il fatto è che vedere certe cose è un’ammissione concreta di fallimento, perciò meglio non vedere.
Finché, uno dei due, non inizia a sentire dentro un rimasuglio di cose a cui, incapace di dare nome, urla contro. Vi assicuro che vincono le cose senza nome. E ce l’hanno un nome. E anche quello verrà poi.

Elisa ha dentro qualcosa che fatica a comprendere. Il primo sintomo del “qualcosa non va”, “non ce la faccio più”. Le spalle anziché il cuore, un foglio anziché gli occhi, un impegno anziché un tramonto.
Le chiavi di casa che si perdono.
Una metafora che per Elisa diventa una verità difficile. Perdere l’amore è possibile, come perdere le chiavi? Ma dove va l’amore perso? È possibile ritrovarlo?
Non se la distrazione dell’altro è lampante.
Elisa resiste, cerca di mandare segnali di sofferenza, usa la sua sbadataggine, pur senza volerlo, per avvisare Matteo dell’imminente cambiamento che sta avvenendo dentro di lei, ma Matteo non è in quella fase, non vede, non vuole sentire forse, ma sta di fatto che è troppo occupato col suo lavoro, con le sue parole e i suoi libri, per capire.

Hai perso l’amore?
Ma l’amore non si perde. Nasce.
Finisce.
Ma non si perde.
Non è mica un mazzo di chiavi. Cerca bene.
Ma l’amore ce l’hai tu?
Ma perché non l’hai perso tu?
No, guarda dovevi tenerlo tu, eravamo d’accordo così. Eh no! Avevo detto a te di averne cura.
E adesso? Dove sarà? Lo ritroveremo?
Ma cosa vuoi ritrovare? Oramai è perso.

Elisa la confusione, l’amarezza. Matteo la rigidità, l’organizzazione, la distrazione, i silenzi.
E Carlo, l’amico di sempre di Matteo: quello libero, la risata, la spensieratezza, il divertimento.
Elisa e Carlo si sfiorano e succede l’irreparabile.
E la storia cambia, come cambia tutto quando l’amore sta dirottando, quando un ladro di cuori si porta via tutto.
Schiarisce ogni cosa quel ladro. Dà la forza a Elisa di dire basta, seppur con dentro un grande segreto, anzi due. Una cosa che fa paura confessare, l’altra che è bellissima ma fa paura ammettere come conseguenza della prima.
L’amore è un casino.
Confonde. Schiarisce da un lato e oscura dall’altro.
Tutto diventa imprevisto, anche la vita stessa. Dove, come, quando. Ogni cosa varia, si altera. Niente ha più controllo quando c’è di mezzo un cuore.

“Avevamo equivocato l’amore”.

Con una scrittura semplice, ma delicata e diretta, Nadia Levato ci racconta l’amore in un romanzo breve che si legge davvero rimanendovi ancorati con il cuore. Una storia come tante, è vero, ma proprio per questo capace di attrazione e azione sincera, con un finale doloroso e commovente insieme.
L’amore non si spiega, l’autrice non vuole fare questo, al contrario cerca di raccontarcelo, di districarsi in quella matassa complicata e piena di nodi che sono i sentimenti. E lo fa bene. Si concentra sui personaggi, dando loro spazio e tono, in particolar modo, permette a Elisa di narrarci del suo amore, con ogni fragilità, ogni sfumatura, ogni paura e irregolarità che l’amore stesso comporta.
In fondo la possibilità di ritrovare le chiavi non è così impossibile.
Magari qualcuno le ritrova al posto nostro e prima o poi busserà alla nostra porta o ci chiamerà per dirci che non sono più smarrite.
(la Books Hunter Jessica)


Titolo: L'amore, quando muore
Autore: Nadia Levato
Editore: Edizioni Montag
Genere: Romanzo breve
Uscita: dicembre 2016
Pagine: 75
Prezzo (cartaceo): € 12,00
ISBN: 9788868921651

Trama:
Elisa e Matteo sono una coppia come tante. Una casa, un lavoro, una storia consumata nel tempo e tra i passaggi della vita che li sorprende nella dimensione adulta. Matteo è uno scrittore affermato. Posa parole sui fogli di carta e inchioda con l’inchiostro le vite dei suoi personaggi. È totalmente assorbito dai suoi impegni professionali tanto da diventare disattento ed impermeabile a tutto il resto. Lavora prevalentemente di notte, perché è nel silenzio e nell’oscurità che trova la sua maggiore ispirazione. Sua moglie Elisa dorme nella stanza accanto. Così crede Matteo. Ma Elisa spesso se ne resta con gli occhi sgranati sul soffitto. Cullata dal rumore della tastiera su cui suo marito digita e cancella frasi e segni di interpunzione. Elisa pensa. A volte piange. Sogna. Spera. Desidera un figlio. Si stacca dalla realtà. Il presente fa un balzo in avanti staccandosi dal passato. Il presente fa un balzo indietro staccandosi dal futuro. Un futuro che lei non riesce più a immaginare. Un passato che lei non riesce più a far rivivere. L’amore sembra perdere consistenza. Piano piano evapora senza lasciare alcuna traccia di quello che è stato. Ma Elisa è bella. Giovane. Ha ancora bisogno di essere amata e di amare. Ha bisogno di una carezza sul cuore, un abbraccio per non perdersi e restare in piedi senza sgretolarsi come una bambola di cristallo precipitata sul pavimento. Carlo è il migliore amico di Matteo. Elisa sbaglia. Si pente. Soffre. La storia si complica. E il figlio tanto desiderato arriva. Confonde le carte. Getta ombre. E il padre? Chi è il padre? In un intreccio di vita e morte, verità taciute e lacrime soffocate, si dipana la storia di tre ragazzi dietro ai quali si innestano storie di altri personaggi che fanno loro da cornice. Una storia d’amore. Che nasce. Sorprende. Si perde e a volte muore.

L'autrice:
Nadia Levato è nata in Calabria. Si è laureata in Scienze Politiche a Pisa. In Toscana si è occupata di progetti per l’immigrazione e l’intercultura. Vive attualmente a Roma dove lavora nel campo della cooperazione internazionale allo sviluppo. La scrittura è una componente importante del suo lavoro ma è altresì una passione sperimentata in diversi ambiti. Ha partecipato a vari concorsi letterari ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni in antologie. A Giugno 2016 ha pubblicato il suo primo libro per bambini “Bobo e Mister Heimlich” con edizioni Leucotea. È risultata vincitrice del concorso Chiamatelo Amore, edizioni Montag, con il romanzo “L’amore. Quando muore”, opera pubblicata nel dicembre 2016. Con il racconto “Volo Via”, ha vinto la XLIV edizione del Premio Teramo per un racconto inedito.

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