24 luglio 2017

Recensione "La fioraia del Giambellino" di Rosa Teruzzi

Sai tenere un segreto?
Sì.
Anch'io.

Cosa succede quando una futura sposa, nel giorno delle sue nozze, vorrebbe avere con sé tutta la sua famiglia, anche quella che non ha mai conosciuto? Semplice: iniziano i problemi, problemi che nascondono verità taciute. In altre parole vengono a galla i segreti.

Manuela, futura sposa, si rivolge a Libera, la fioraia del Giambellino perché possa aiutarla a scoprire chi è suo padre. Libera, che è tutto meno che una detective, ma che già con successo e non pochi rischi si era calata nella parte nel libro precedente di Rosa Teruzzi, inizialmente sembra non accettare, ma poi per una serie di eventi, fra cui un tornado chiamato Iole, si lascerà convincere che quell'indagine può esserle d’aiuto, o distrazione, per i suoi problemi personali.

Non è una storia facile quella della famiglia di Manuela, per questo Libera e sua madre Iole dovranno darsi davvero da fare e affidarsi certe volte anche alla fortuna per ottenere qualche informazione, l’importante è che quella che è rispettivamente figlia e nipote, ovvero Vittoria, non venga a sapere ciò che stanno combinando.
Vittoria, giovane e caparbia poliziotta, proprio non vuole tornare al clamore suscitato dalla loro indagine precedente, che a suo modo di vedere, ha arrecato non poco imbarazzo alla famiglia. Certo Vittoria, dal suo canto, ha un passato molto doloroso. Libera e lei hanno perso Saverio, marito e padre adorato, scomparso per mano di non si sa ancora chi dopo vent'anni. Forse diventare poliziotta è stata una scelta ovvia. Vendicare suo padre, anche lui poliziotto, aggrappandosi a quella speranza, deve essere una scelta di vita scomoda, complicata, uno scalpello che ne determina tratti e carattere dandogli una forma difficile da decifrare.
Libera invece, cercando di proteggerla, avrà grossi problemi a tenerla con sé, anche impaurita com’è da quel bigliettino ritrovato dopo tanti anni nella giacca del marito scomparso così prematuramente, e che potrebbe essere determinante per la riapertura delle indagini, un ulteriore shock per tutte.

Ma cosa può accadere in un giallo ambientato a Milano, in cui la casa di Libera, Iole e Vittoria è un vecchio casello ferroviario sul Naviglio, in cui c’è anche un cuoco innamorato di Libera e la stessa Libera impaurita dal sentimento che le nasce dentro ogni volta che il collega storico di suo marito, Gabriele, incrocia lo sguardo col suo? Come può finire se Libera ha una madre, Iole, che fa yoga, mangia vegano, si comporta da teenager, la rimbrotta sempre di non essere alla moda ed è matta da legare, con quel suo modo di prendere la vita con leggerezza, col sorriso e la libertà dentro che dà il nome alla figlia?

Libera sa bene che certe cose accadono solo nei libri, che spesso le verità sono amare, che le persone possono sorprenderci in modi che nemmeno sappiamo. Per questo si lascia coinvolgere dall'indagine di Manuela, cerca la verità e la trova, una verità davvero scioccante. Solo dopo riuscirà a concentrarsi sulle sue questioni personali: le indagini, Vittoria, Gabriele, il cuoco, la sua vita.

È il passato che non ci permette di andare avanti, quello è il vero nemico, ci tiene legati, permettendoci solo pochi passi. Questo Iole lo sa, che mai si è voluta privare della sua libertà. Lo saprà anche Vittoria, incapace di levarsi la catena che alimenta il bisogno di vendetta verso chi le ha strappato così presto l’amore di suo padre, lo sa anche Libera che schiava di quel fardello ha paura anche di quel nuovo sentimento che le fiorisce dentro, ma che teme di alimentare.

Con una scrittura brillante e divertente, Rosa Teruzzi ci mostra la sua ironia, creando un trio di detective fuori dalle righe. Personaggi che racconta come se esistessero, rendendoli reali, carne e ossa, nonostante siano pagine stampate. Una costruzione, quella della trama, che non ha nulla da invidiare ad altri gialli del momento, che non appare mai scontata, ma che anzi, è impreziosita dai caratteri così diversi, ma ben sottolineati, delle protagoniste, che in sé recano tratti ironici e riflessivi, che spesso aiutano il lettore a riprendere fiato dalle indagini.

Una riflessione sui nostri segreti, su quelle cose che ci trasciniamo dentro ma che vorremmo risolvere. Farci nemico il passato, vederlo mangiarsi il presente e non decidersi mai ad affrontarlo. Libera e Iole, risolveranno il mistero di Manuela, ma il finale lascia a bocca aperta, c’è un assaggio della prossima indagine, una frase che lascia il lettore in sospeso fino al prossimo libro dell’autrice, senza contare che il caso che occupa più di tutti il cuore delle tre donne, quello sull'assassinio irrisolto di Saverio, è ancora tutto da sbrogliare.
(la Books Hunter Jessica)

Titolo: La fioraia del Giambellino
Autore: Rosa Teruzzi
Editore: Sonzogno
Genere: Romanzi, gialli
Uscita: 18 maggio 2017
Pagine: 169
Prezzo (cartaceo): € 14,00
ISBN: 978-88-454-2644-5
Prezzo (ebook): € 9,99
EAN-13: 9788845497360

Trama
Avvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po’ all’antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all’altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l’ha mai conosciuto e non sa chi sia. È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a Manuela non resta che cercare aiuto altrove. Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fioraia con il pallino dell’investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie. Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l’oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l’ha conosciuta da giovane. E a mano a mano che si avvicineranno alla soluzione del caso, si troveranno di fronte al dilemma: rivelare la scabrosa verità, oppure no?

L'autrice:
Rosa Teruzzi (1965) vive e lavora a Milano. Ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado, in onda su Retequattro. Per scrivere si ritira sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario, dove colleziona libri gialli. Per Sonzogno, nel 2016 ha pubblicato La sposa scomparsa. Questo è il secondo volume della serie che vede come protagoniste le tre investigatrici milanesi.

0 commenti:

Posta un commento