20 luglio 2017

Recensione "Gocce di veleno" di Valeria Benatti

L’amore è come ghiaccio bollente,
un ossimoro.

La libertà di amare, di vivere un sentimento in totale coscienza, potendo abbassare le difese. Questo cerchiamo? Essere vestite delle nostre fragilità senza che vengano usate contro di noi, non doverci mettere sempre sull’attenti. Essere consapevoli della nostra strada, potendoci guardare allo specchio. Cos’è l’amore? Ce lo chiediamo spesso. Ma l’amore non è. L’amore è impalpabile, non possiamo vederlo, spiegarlo. È frutto di strani collegamenti, assurde collisioni. Qualcosa che si incolla da una parte e qualcosa che si scolla dall’altra. È razionale e irrazionale. È tutto il contrario di ciò che pensavamo. L’amore ha sfumature che non conosciamo. Per amore si intende, miei cari, ogni sensazione che dalla pelle, fatica a scivolare via.

Ma il confine fra amore e possessione spesso diventa labile. Una gabbia dorata. Il desiderio diviene sottrazione, e il sentimento, giustificazione.

Claudia: una vita a buttarsi nel vuoto. In quel posto buio e personale. Claudia si concede la vita a modo suo. La divora da ogni lato, ma non arriva mai al nucleo. Arranca, inciampa, cerca qualcosa. Ma cosa? L’amore, ovvio. Lo cerchiamo tutti. Solo che lei è pronta a tutto. Pronta a offendersi, arrendersi, dissolversi per un qualsiasi contatto, aspetta, lo anela, lo desidera così tanto, da rendersi trasparente dentro. Un corpo vuoto. Gli uomini vanno e vengono e poi vanno. Lei prende tutto ciò che viene prima che si chiuda la porta: niente. Perché certi uomini sono così: porte che sbattono, nel vero senso della parola. Presenti solo quando vengono, attenti solo quando ti spogliano. Ma Claudia in cuor suo spera che un giorno le sia concesso qualcosa di più di un giro di letto. Spera senza saperlo che qualcuno di loro si connetta alla sua anima. È uno strano modo di cercare amore, penserebbe qualcuno. Quel qualcuno non sa di cosa stiamo parlando.

“L’amore mi fa male. Mi ha sempre fatto male. Mai trovato un uomo che mi desse qualcosa di buono. Tutti che prendono, prendono, e se ne vanno sazi, senza neanche dire grazie.”

Barbablù: un soprannome, un uomo a senso unico. È una di quelle persone che annientano le persone come Claudia. Si fanno amare, si prestano a un gioco senza farne davvero parte. Barbablù odia le donne. Le usa, le prende poi le getta. La donna è un oggetto, da tenersi stretta per ogni necessità.

Ma cosa accade quando due persone così si incontrano?

“Non ho dubbi di averlo amato da morire, nel vero senso della parola. Oddio, amare da morire, solo ora mi rendo conto di quanto sia macabra e nefasta questa espressione, bisognerebbe semmai dire «Ti amo da vivere»!”

Di storie di amori malati ne abbiamo lette molte, ma credo che non siano mai abbastanza. Sapete perfettamente cosa accade, ma ricordatevi che nessuna storia è uguale all’altra. Ci sarà sempre qualcosa che vi sfugge, che non sapete, che non vedete.

Quella di Claudia possiede moltissime sfumature. Non è solo un amore malato, è una vita dimenticata in favore di una più comoda. È essere qui per non essere là, ché là fa male. È cercare amore, senza averne mai trovato una base solida all’interno della propria famiglia di origine, scoprendovi anzi, un enorme cratere, un passato indicibile. Ed è anche scusarsi, senza motivo. Piangere al buio, aspettando il prossimo mattino. Farsi coraggio e uscire a vedere il giorno, cercare aiuto nonostante la vergogna. Pretendere di tornare alla vita, anche quando ci pare essere finita.
La storia di Claudia è la realtà dei giorni nostri e di quelli passati, anche se fingete di non vederla o conoscerla affatto.

Valeria Benatti, con una scrittura senza freni, forte e dolorosa, ci racconta le mille schegge dell’amore. Lo fa toccando la nostra sensibilità, le nostre esperienze, i nostri ricordi. Intenta una causa contro e a favore di noi stesse. Ci inspessisce, ci redarguisce. Valeria ci mostra Claudia in ogni sua sfumatura, costruendo un personaggio che si muove in un contesto talmente convincente da commuovere. Ogni altro personaggio è essenziale perché il lettore possa conoscere lei, con tutto il suo bagaglio sentimentale. D’altro canto, l’autrice rende benissimo anche Barbablù, permettendo a chi legge di capire alcuni dei meccanismi di una mente malata. Non date per scontato mai questo aspetto, perché leggere è anche questo. Arrivare un po’ prima, laddove qualcuno è già arrivato prima di noi.
“Gocce di veleno”, instilla goccia dopo goccia, alcune fondamentali verità. Ci permette di analizzare il comportamento della protagonista, di scavare con lei nel suo passato e capire che il marcio, quella ricerca spasmodica d’amore, arriva da lontano. Claudia dentro Claudia.
In questo libro ci sono preziosi modi di capirsi, sentirsi, amarsi, volersi, ma anche di perdersi e ritrovarsi.
Non fate mai l’errore di pensare che di queste storie letta una, lette tutte.
Continuate a essere partecipi.
Raccontate la vostra Claudia. Restate sintonizzati.
(La Books Hunter Jessica)

P.S. Nel libro l’autrice cita moltissimi recapiti antiviolenza, in particolar modo il 1522 che è il numero di pubblica utilità, promosso da Dipartimento delle Pari Opportunità e, nello specifico, attraverso la protagonista, racconta l’attività svolta da “Cerchi d’Acqua onlus”, un centro antiviolenza di Milano che si occupa di accogliere le donne, ascoltarle e aiutarle nel lungo percorso di ricostruzione personale.


Titolo: Gocce di veleno
Autore: Valeria Benatti
Editore: Giunti
Genere: Narrativa non fiction
Uscita: settembre 2016 (prima edizione)
Pagine: 192
Prezzo (cartaceo): € 14,90
ISBN: 9788809819504

Trama:
Questa è la storia di Claudia, della sua ossessione per Barbablu, del suo tentativo di guarire da un amore malato e pericoloso. La gelosia di lui è eccessiva, le sue minacce reali: "Se mi tradisci, ti ammazzo". Ma Claudia glielo ha sentito dire così tante volte che non ci fa più caso. Non ha paura, pensa che lui si prenda gioco di lei, non crede che possa ucciderla davvero, anche se a Barbablu ogni tanto piace farle scorrere la lama di un coltello sulla pancia, percorrendola tutta, dal pube ai seni. Fino a quando un giorno, all'improvviso, vede negli occhi di lui lampi di odio puro e finalmente si spaventa. A quel punto la storia cambia, diventa un'altra storia, antica, rimossa, che risale indietro nel tempo, fino alle origini del suo male d'amore. Claudia inizia un viaggio doloroso verso la guarigione. Lungo il percorso, i volti caldi di amiche e psicologhe, ma anche lo sguardo freddo di chi rifiuta la verità. Un viaggio che ogni donna dovrebbe affrontare per capire se stessa e superare la propria, piccola o grande, ferita amorosa.

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Valeria Benatti sarà ospite al VareseFestival domani 21 luglio 2017, per info:


L'autrice:
Valeria Benatti, giornalista e voce storica di Rtl 102.5, ha pubblicato Love Toys (Giunti, 2014), Kitchen in love (Gribaudo, 2011), Fulminata dall’amore (Kowalski, 2013) e La scelta di Samir (Scripta Edizioni, 2014), quest’ultimo per sostenere la Onlus CINI, Child In Need Institute, con cui collabora da vent’anni (www.adottaunamamma.it). Tra i soci fondatori di Make a Change, movimento per lo sviluppo dell’impresa sociale in Italia (www.makeachange.it), ha diretto Serra Creativa, incubatore di talenti Rai, e condotto il talk show Fobie in prima serata su La7. Vive e lavora a Milano.

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