26 luglio 2017

I libri si leggono per intero? Ecco cosa si diceva alla finale del Premio Strega. L'editoriale di Books Hunters Blog

Buongiorno amici, torniamo a parlare del Premio Strega, ma non riferendoci al Premio in sé, piuttosto a uno dei giurati.

Durante la diretta Rai che si è tenuta al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, lo scorso 6 luglio, la presentatrice, durante la conduzione della trasmissione, si è fatta accompagnare da uno dei giurati. Nel momento in cui lei gli ha posto una domanda sui libri in finale, lui, molto candidamente, ha dichiarato che “i libri non li ha letti, li ha solo annusati". Accipicchia, avrà preso alla lettera la locuzione “farsi di cultura”. Forse pensava che sniffando i libri ne avrebbe acquisito il contenuto. Ma no, ha chiarito che per annusare intendeva che ha letto dei piccoli brani qua e là. Ok, già meglio.
Inutile negare la perplessità della conduttrice, che di fronte a tale dichiarazione è rimasta in imbarazzo, anche se è stata molto abile a dissimularlo nel minor tempo possibile. A lui però non è sfuggito e quindi ha precisato che “per dire se in un ristorante si mangia bene, di solito si assaggiano solo pochi piatti e non certo tutto il menu”
Il programma è andato avanti senza intoppi e alla fine la conduttrice ha offerto al giurato una possibilità di riscatto, provando a strappargli la promessa di un’imminente lettura intera almeno del libro vincitore del concorso. Lui però, poco brillantemente, non ha saputo cogliere appieno e ha dichiarato che lo avrebbe fatto se avesse avuto tempo.
Ecco, fino a qui i fatti.

Noi abbiamo seguito la diretta e non potevamo tacere di fronte a queste dichiarazioni rilasciate, peraltro, in modo molto poco furbo. Almeno fosse stato un outing, invece sembrava stesse dicendo un’ovvietà. Come se per lui fosse la normalità. Ma per quale motivo un giurato dovrebbe non leggere per intero il libro che sta giudicando? Oltretutto parliamo della finale del Premio letterario più prestigioso del nostro Paese. 
Se il compito del giurato fosse stato quello di fare una scrematura iniziale per un concorso di primo livello, si sarebbe potuto capire il ragionamento: “Sfoglio il libro e prendo dei brani, trovo frasi sconnesse, strutture cedevoli, punteggiatura assente, errori grammaticali grossolani… allora sarei autorizzato a pensare che un libro così non può essere ammesso. Anche se la trama fosse buona, si tratterebbe di un autore troppo acerbo per farlo accedere a un concorso letterario”. Il tutto avrebbe avuto un senso o quanto meno sarebbe stato capibile.

Ma qui si parla del Premio Strega quindi di libri che le case editrici hanno deciso di candidare per concorrere al Premio letterario primo per importanza in Italia, libri su cui hanno puntato. E parliamo di libri che hanno già passato diversi gradi di giudizio e sono arrivati in finale. Si spera dunque che sì, siano scritti in modo eccellente e si presuppone che leggendone estratti qua e là si incontrino frasi molto ben costruite, ragionate, strutturate, concetti interessanti e ponderati. Va da sé che quindi, per giudicare un libro che è arrivato in finale allo Strega, si debba fare lo sforzo di leggerlo interamente, per averne un'idea completa e globale. Ma non dovrebbe essere questa la cosa scontata? Non dovrebbe essere questa la normalità? Davvero non lo si avverte il senso di responsabilità del proprio voto? Davvero in un Paese in cui si tentano tante campagne di sensibilizzazione all'importanza della lettura, ci sono giurati che esprimono il loro voto senza aver letto i libri in gara? Sì, a quanto pare è tutto vero. Il giurato in questione non ha certo fatto una bella figura, e soprattutto non è un esempio da imitare.

Sempre lui, ha anche dichiarato che relativamente al suo voto, ha ricevuto pressioni dalle case editrici in concorso, ma lui, che è un saggio, ha assicurato la sua preferenza a tutti, così, almeno a parole, non avrebbe scontentato nessuno.
Ma questa è un’altra storia…

Books Hunters Blog


1 commento:

  1. sono senza parole.. siamo proprio un paese in declino.

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