9 giugno 2017

"Non la pensi come me? Allora ti banno!" di Jessica Moro

Bannare:
interdire la comunicazione o l'accesso di uno o più utenti ad un sito internet, un server, una chat, un forum.
Dal verbo inglese to ban, tradotto alla lettera in "bandire".
(Fonte: Wikizionario)

Sempre più associato ai rapporti social, bannare è ormai una parola d'uso comune fra gli internauti, che ancora non hanno capito però una differenza sostanziale:

bannare, cacciare, o come dir si voglia, sono azioni positive se applicate in situazioni in cui qualcuno si trova a essere parte lesa. Possiamo parlare anche di tutela e potremmo fare molti, moltissimi esempi.
Spesso è necessario eliminare utenti dalle nostre pagine Facebook per non permettere loro di reiterare in comportamenti dannosi per la nostra persona.

Ma perché BANNARE chi, per esempio, si permette di esprimere un'opinione diversa dalla nostra?

In questi giorni sul web abbiamo letto di come un'opinione negativa su alcuni libri, sia stata trasformata nel classico primo anello di una catena infinita di post accusatori e post difensivi.
Schieramenti, battibecchi velati, puntadito. 
Alcuni utenti hanno lamentato di esser addirittura stati levati dalle amicizie per la loro opinione schietta, sincera e netta su una lettura. Ma non è più bello parlarne, confrontarsi?

Come si può iscriversi e quindi lasciarsi coinvolgere dal mondo social, ma non riuscire a concepire che qualcuno tra le nostre amicizie, potrà non esser d'accordo con noi?
Capita nella vita reale, capita nel mondo di internet. Normale.

Mentre nella vita reale spesso si è incapaci di difendersi, nei social però si ha quel bottoncino che dà in qualche modo "potere" di essere qualcuno che faccia a faccia forse non si riuscirebbe a essere.
Tutte Wonder Woman, tutti Superman.

Noi che nel mondo della letteratura ci sguazziamo, ammiriamo chi, leggendo un libro, sente ancora il bisogno di dire ciò che pensa, senza remore, chi non ha bisogno di compiacere per forza le Case Editrici, chi nella maniera più chiara e, soprattutto, educata, riesce a fare una recensione sulla base delle sue impressioni senza essere condizionato da fattori esterni.

Avere un blog o una pagina Facebook, attraverso i quali si dà un proprio parere su un libro, è una responsabilità verso chi legge. Pertanto crediamo che si debba essere imparziali e onesti, dal momento che nessuno è stato obbligato a farlo.

Questo è il vero potere.

Jessica Moro

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