5 giugno 2017

Recensione "Zanne (L'eredità del cane)" di Piero De Fazio

C’è un po’ di sottile ironia e spietato autocompiacimento,
nella giustizia fai da te.


Qual è il modo giusto di fare giustizia?
Come ci si può arrendere all’idea di restare per sempre vittime?
Queste e molte altre domande se le pone l’ispettore Pietro De Falco.
Com'è possibile che le persone che lui cerca di aiutare siano effettivamente ostacolate da quella stessa legge che dovrebbe aiutarle a tornare a vivere? In realtà pare che si rimettano in piedi prima i carnefici delle vittime stesse.
Un meccanismo, una consuetudine ormai consolidata, che stona e urta il modo di pensare di Pietro De Falco, a cui il destino riserverà un dono pericoloso e affascinante insieme.

Cercherò di non svelarvi i particolari di questo dono, ma soprattutto proverò a non svelarvi proprio di cosa si tratta, ma dovete sapere che spesso noi siamo ciò che non pensiamo di essere. Abbiamo qualcosa dentro che cova tutti i sentimenti opposti a ciò che presentiamo al mondo e a cui basta un morso nel punto giusto, per cominciare a urlare la propria presenza. Questo accadrà anche a Pietro De Falco.
Ogni sua emozione, oltre che i suoi sensi, si amplificheranno quando un “incidente” farà di lui una creatura umana dalle doti straordinarie, fin quando la storia narrata da uno sconosciuto, che poi diverrà un amico, una parte fondamentale della sua vita, sarà per lui un punto di partenza essenziale per capire come quel dono possa davvero essere il suo alter-ego pericoloso, anche se ben usato.
Chi conosce da sempre l’ispettore, saprà che in lui qualcosa è stato smosso. Saprà che l’amico, il collega, non è più lo stesso. Lui invece pare sorprendersene molto meno, troppo intento a usarsi per fare quella famosa giustizia che viene meno e affossa le vittime. Pietro De Falco proseguirà imperterrito la sua corsa, scorrendo la lunga lista di carnefici che nel tempo hanno ritrovato una libertà immeritata, condannati poco e male, e senza volerne il merito, eppur provando un grande compiacimento, lascerà morte laddove nessuno aveva osato metter mano, laddove la legge ha miseramente fallito. Seguirà un nuovo istinto, mentre qualcuno non perderà di vista nemmeno una sua mossa.

“Le domande sono come lenze da pesca, gettate nel mare. Non a tutte rimane attaccata una risposta.”

Ed è così che Pietro si accorge che le risposte che cercava di dare mietendo morte, non possono dare risposta alle domande di chi cerca un perché a quel suo comportamento ben lontano dal suo giuramento. Non può darne, perché non può averne. Lui sa che è giusto, ma come fa a far quadrare ciò che è ora, con la legge universale dell’uomo?
Come si fa a fermare qualcuno che pensa di fare bene, pur facendolo nella maniera sbagliata? Dove si mette il punto di sutura in una storia completamente lacerata e sanguinante? Basterà poi quella sutura, a fermare il fiume rosso?
Pietro De Falco dovrà fermare la sua folle corsa ben due volte: una per colpa dei sospetti dell'amico di una vita e l'altra da parte di sconosciuti che sanno bene di cosa si compone la struttura di quel dono, e di come il suo agire possa diventare un problema.
Eppure la sua determinazione resterà sempre la stessa. Resterà sempre dalla parte delle vittime, pur divenendo carnefice.
Ma quello che fin qui si è chiamato dono, continuerà ad essere tale? O potrà trasformarsi in una maledizione?

In una narrazione al tempo presente, cruda, forte, efficace e a tratti ironica, Piero de Fazio racconta una storia in cui la fantasia affligge la realtà, dandole sfumature avvincenti e pericolose. Una storia oscura, partecipe e consapevole, che non lascia la mano a ciò che viviamo ogni giorno, ma anzi, gli dipinge sotto il naso una via d’uscita, sì fantastica, ma che spiega perfettamente quanto vorremmo vincere ciò che ci piega in una comunità usata dalla legge, e non che si avvale di essa.
L’autore alla sua prima prova di scrittura, mette basi serie e forti per poter essere considerato un ottimo narratore, che rimane sempre presente ai suoi personaggi, fedele alle loro sfumature, con i loro modi di esprimersi, spesso con parole forti, ma che sono tipici del genere di storia che Piero De Fazio voleva raccontarci. Un libro a cui sembra possibile affiancare un nuovo capitolo e che si aggiunge alle letture a cui sono contenta di essermi dedicata.
(la Books Hunter Jessica)

Titolo: Zanne (L'eredità del cane)
Autore: Piero De Fazio
Editore: Antonio Tombolini Editore
Genere: Fiction, Thriller
Uscita: 21 novembre 2016
Prezzo (ebook): € 4,99
ISBN: 9788893370622

Trama:
Solo chi è vigliacco o chi ha un cuore puro sogna di diventare un supereroe. Ma cosa succede quando qualcuno riesce davvero ad acquisire straordinarie capacità, elevandosi così dalla massa degli uomini?
A questa domanda, l’ispettore di Polizia Pietro De Falco, tormentato e in crisi di vocazione, non può ancora rispondere. Non completamente. Sebbene sia dotato di eccezionali competenze e impensabili abilità, la sua è una vita di interrogativi. Mosso da un istinto che non riesce a tenere a freno, in bilico tra morale e giustizia, tra lecito e mostruoso, si avventura in strade che non dovrebbe frequentare, sfrutta facoltà che nessun uomo potrebbe immaginare.
Eppure la sua è una personale battaglia contro il male.
Il buio è insieme compagno e nemico, è il solo custode di un segreto che arriva da lontano. Il destino che si delinea ha la forma di una notte carica di promesse e portatrice di un’eredità ancestrale e pericolosa.

L'autore:
Piero De Fazio è nato a Carrara nel 1972. Non gli piace parlare di sé.
A dirla tutta, non gli piace proprio parlare. Forse è per questo che scrive.
Racconta il suo mondo. Le cose che ha visto, quelle ancora da vedere. E quelle che non vuole vedere mai più.
“Zanne (L’eredità del Cane)” è il suo primo romanzo.

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