8 maggio 2017

Wikipedia: il sito oscurato in Turchia

 Se in questi giorni avete visitato le pagine di Wikipedia, non vi sarà sfuggito il messaggio che campeggia in alto:

Si legge:
"Il 29 aprile le autorità turche hannno bloccato l'accesso a tutte le versioni linguistiche di Wikipedia, ledendo il diritto di milioni di persone di accedere a informazioni storiche, culturali e scientifiche neutrali e munite di fonti verificabili. La comunità di lingua italiana esprime la sua solidarietà alla popolazione turca e chiede il ripristino del libero accesso all'enciclopedia".

Ma cosa è successo? 

Wikipedia, nelle notizie riportate tra le sue pagine web, ha inserito la Turchia sotto le voci Paesi stranieri coinvolti nel conflitto in Siria e Stati che hanno fornito sostegno al terrorismo jihadista.

Le autorità turche non hanno gradito la cosa, al punto da ritenere opportuno l'oscuramento totale del sito, dal 29 aprile inaccessibile in ogni suo contenuto in tutta la Turchia.

La Fondazione Wikimedia ha presentato un appello verso questa decisione, basandosi sulla presunta violazione della libertà di espressione, insistendo sul fatto che le pagine incriminate sono soltanto due e non è necessario bloccare il sito intero (secondo quanto stabilito dalla Corte, però, impedire l'accesso alle sole due pagine sarebbe tecnicamente impossibile).

La corte di Ankara ha però respinto l'appello e quindi il sito resta inaccessibile in tutta la Turchia, almeno fino a quando le informazioni dichiarate su Wikipedia non saranno uniformate ai cambiamenti imposti dalle autorità turche.

Da una parte Wikipedia rivendica il diritto di espressione, mentre il presidente dell’Authority per le comunicazioni telematiche (Btk) turco rivendica il diritto a un'informazione corretta in rete.

Il blocco è imposto non solo per la lingua turca, ma è generalizzato a tutte le altre lingue.

Osservatori turchi e esteri per la libertà di espressione e i diritti umani avanzano l'ipotesi che la Turchia si voglia avvicinare alla chiusura di Internet, per impedirne l'accesso alla popolazione. Del resto si sa, informazione e cultura spaventano sempre i potenti.

La polemica è ovviamente aperta, vedremo cosa succederà.

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