13 marzo 2017

Recensione "Magari domani resto" di Lorenzo Marone

Restare, il verbo che preferisco. Mi fa sentire al sicuro. Mi ci riconosco. Io sono una che resta, questo lo so da un bel po’. Ho pensato che questo libro mi desse ragione. In cosa poi? Quelli che restano sono migliori di quelli che vanno? Dipende da cosa si intende. Per me, arrivare, esserci, è abbastanza (solo abbastanza) facile. Restare è difficilissimo. Ti amo e resto, anche quando le cose si mettono male. Sono tua amica e resto, anche se il momento è difficile. Sono tua madre, sono tua figlia, e resto anche se tutto è cambiato e posso solo dare, senza ricevere. Ah sì! Messa così, un applauso a chi resta. Poi succede che leggi un libro e qualcosa cambia, perché un certo Pasquale Di Notte dalle righe scritte di una pagina dice: “Non partite solo per fuggire, e non restate solo perché non avete il coraggio di prendere nuove strade”. Dunque è così allora. Resto solo perché sono codarda? Perché è più comodo? Perché sono allergica ai grandi cambiamenti? Ci penso e ci ripenso: sì, in parte è così. Ma in parte è proprio che restare mi fa sentire meglio, dentro. 

Magari domani resto, è il mio libro. È il libro di tante altre persone. Perché Lorenzo Marone non giudica le scelte di nessuno, e non giudica neanche chi è indeciso sul da farsi. Racconta con grande attenzione il cammino di una giovane donna che fa i conti con i suoi sentimenti, quelli che la legano al passato e faticano a proiettarla nel futuro. Anche se poi il futuro si costruisce adesso. È proprio questo che fa Luce Di Notte, la protagonista di questa storia: una donna trentenne del sud, di Napoli, anzi, dei Quartieri Spagnoli, una di quelle zone d’ombra nascoste alla vista dei turisti impegnati a guardare solo Via Toledo, senza faticare a spingere lo sguardo verso una di quelle viuzze laterali che portano laddove tutto è così diverso, eppure così vero. Luce Di Notte è una femmina che tiene le palle. Una di quelle che non fa giochetti, una pulita, una che è cresciuta in fretta, sveglia e attenta. Curiosa. Una che ha capito che l’amore, in tutte le sue forme, è fatto di attenzioni, da dare e da ricevere. È stanca Luce Di Notte, è stufa, ha voglia di cose nuove, ne ha bisogno. La sua famiglia si è scollata in diversi pezzi, non è più quella normale di un tempo lontano. Ma lei ha una grande fortuna: è capace di accorgersi che una famiglia strana può dare il meglio di sé e rendere felici tutti coloro che la compongono. Ma allora forse, per cambiare strada, non serve andare, forse si deve restare e vivere, amare, lasciarsi andare. Forse. 

Eccola allora una famiglia speciale, come ce la presenta Lorenzo Marone: una donna avvocato dal carattere forte e sotto sotto romantica, il suo Cane Superiore Alleria, un affascinante francesino che si guadagna il pane dipingendosi la pelle di verde, un vecchio filosofo su una sedia a rotelle e amante della vita, una rondine di nome Primavera, un bambino intelligente e sensibile, la sua chiassosa e strampalata mamma dal cuore grande, una madre avara di coccole e prodiga di sacrifici con un colonnello al suo fianco, un fratello affabile con una compagna simpatica e un bimbetto adorabile. 
Qui, non so come dire… qui è come se ci fosse tutto quello che ci deve essere”. 
Il resto cosa conta? Famiglia è dove c’è amore, dove ci sono attenzioni. Famiglia è amare un cane, è liberare una rondine, è lasciare che qualcuno vada, è rispettare qualcuno che resta, è volere un figlio, è seguire un amore fino in capo al mondo, è perdonare, è andare avanti. Insieme. Famiglia è esserci e restare, non è una questione di spazi e tempi, è una questione di cuore e anima. 

Vi lascio con quello che, per me, è un concetto di grande bellezza: 
“Tutti bramiamo una vita di grandi avventure, amori impossibili, sogni da inseguire e idee da far valere. Tutti moriamo dalla voglia di lanciarci a braccia aperte nel mondo per mostrare le nostre capacità, per farci dire che valiamo qualcosa, per succhiare le attenzioni altrui e trovare un senso a questa cosa immensa eppure così piccina che chiamiamo vita. La sera, però, tutti torniamo a casa e ci mettiamo comodi sul divano, ad aspettare che qualcuno infili i piedi freddi sotto le nostre gambe o ci dica che è pronto in tavola. Non le chiamerei semplicemente abitudini, ma un modo per rendere il cielo sopra di noi meno imponente, per sentire di avere un posto dove bastano i nostri soliti piccoli gesti quotidiani a far funzionare le cose. Essere abitudinari non è poi così da sfigati. I bambini sono abitudinari. E i cani. Il meglio che c’è in giro.” 
Ringrazio Lorenzo Marone perché mi ha insegnato qualcosa di me e perché so che questo romanzo mi resterà dentro, senza magari.
(La Books Hunter Barbara)



Luce, una trentenne napoletana, vive nei Quartieri Spagnoli ed è una giovane onesta, combattiva, abituata a prendere a schiaffi la vita. Fa l'avvocato, sempre in jeans, anfibi e capelli corti alla maschiaccio. Il padre ha abbandonato lei, la madre e un fratello, che poi ha deciso a sua volta di andarsene di casa e vivere al Nord. Così Luce è rimasta bloccata nella sua realtà abitata da una madre bigotta e infelice, da un amore per un bastardo Peter Pan e da un capo viscido e ambiguo, un avvocato cascamorto con il pelo sullo stomaco. Come conforto, le passeggiate sul lungomare con Alleria, il suo cane superiore, unico vero confidente, e le chiacchiere con il suo anziano vicino don Vittorio, un musicista filosofo in sedia a rotelle. Un giorno a Luce viene assegnata una causa per l'affidamento di un minore, e qualcosa inizia a cambiare. All'improvviso, nella sua vita entrano un bambino saggio e molto speciale, un artista di strada giramondo e una rondine che non ha nessuna intenzione di migrare. La causa di affidamento nasconde molte ombre, ma forse è l'occasione per sciogliere nodi del passato e mettere un po' d'ordine nella capatosta di Luce. Risolvendo un dubbio: andarsene, come hanno fatto il padre, il fratello e chiunque abbia seguito il vento che gli diceva di fuggire, o magari restare?

Titolo: Magari domani resto
Autore: Lorenzo Marone
Editore: Feltrinelli
Pagine: 272
Prezzo di copertina: € 16,50 - ebook 9,99
Uscita: 9 febbraio 2017
ISBN: 9788807032202

Lorenzo Marone




Sono nato a Napoli, dove vivo, nel 1974. Per quasi dieci anni ho esercitato la professione di avvocato, anche se dentro di me sentivo che quella non era la mia strada. Nel frattempo scrivevo racconti che non facevo leggere. Poi un bel giorno ho deciso di non farmi più trasportare dal vento e ho iniziato a inviare i miei scritti in giro, cosa che mi ha portato a vincere alcuni premi letterari e pubblicare due libri con editori più piccoli (Daria e Novanta), prima di approdare a Longanesi prima e Feltrinelli poi.
A gennaio 2015 è uscito “La tentazione di essere felici” (Premio Stresa di narrativa 2015, Premio “Scrivere per amore” 2015, Premio Caffè corretto Città di Cave 2016), giunto ormai alla dodicesima ristampa, i cui diritti sono stati venduti in Germania, Francia, UK, Spagna, Portogallo, Norvegia, Ungheria, Serbia, Bulgaria, Israele e Corea. E nel 2017 uscirà nelle sale “La tenerezza”, film liberamente ispirato al libro per la regia di Gianni Amelio, con un cast di tutto rispetto (Renato Carpentieri, Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno, Micaela Ramazzotti). Nel 2016 ho pubblicato “La tristezza ha il sonno leggero” (Premio Città di Como 2016), ancora per Longanesi, giunto alla seconda ristampa. Il 9 febbraio 2017 uscirà, invece, il mio nuovo romanzo “Magari domani resto”, stavolta per Feltrinelli. Da dicembre 2015, inoltre, è iniziata la mia collaborazione con La Repubblica Napoli, sulla quale ho una rubrica intitolata “Granelli”.
Vivo con mia moglie Flavia, mio figlio Riccardo, nato nel 2015, e una simpatica e furbetta bassottina di nome Greta. Amo i cani e tutti gli animali, corro tre volte a settimana, ascolto musica in ogni momento del giorno, soprattutto la scena indie italiana, gruppi rock semisconosciuti, leggo la sera nel letto, in genere testi di autori contemporanei, ho difficoltà a lasciare un romanzo a metà, sono molto freddoloso, adoro il cinema e le persone curiose, mi fanno paura i ragni, e per prendere l’aereo mi devo imbottire di calmanti. Preferisco la birra al vino, il salato al dolce, il cioccolato fondente a quello al latte, e i cattivi rispetto ai finti buoni. Mi piacerebbe saper cucinare, ma sono una frana, come in ogni attività manuale. Però so farmi scrocchiare la schiena con un solo movimento.
Tra i miei futuri obiettivi, oltre a tramutare in romanzi le mille idee che mi frullano per la testa, c’è quello di tornare ad abitare in un palazzo antico, con soffitti alti e mura spesse, visitare “Napoli sotterranea” (sì, non ci sono mai stato), fare un Coast to Coast degli Stati Uniti a bordo di un vecchio furgone Volkswagen, comprare una Mini-Minor, correre dieci chilometri in cinquanta minuti, e leggere le storie di Asterix e Obelix a mio figlio, la sera nel letto.
Ah, la Mini nel frattempo l’ho comprata…e l’ho pure rivenduta! E sono tornato anche ad abitare in un palazzo antico, con le mura in tufo, le vecchie riggiole napoletane a terra e le porte e le finestre che cigolano. E va bene così…:)
Fonte: www.lorenzomarone.net
Il 10 marzo 2017 a Lorenzo Marone è stato assegnato il Premio Selezione Bancarella per il libro "Magari domani resto".



0 commenti:

Posta un commento