27 gennaio 2017

"Cara Anna", per non dimenticare - Giornata della memoria di Jessica Moro

Cara Anna,
ogni giorno scorre veloce sui pensieri, rincorrendo i fili del futuro, cercando di aggrapparsi forte, per non perdersi nemmeno un istante del tutto.
Oggi come ieri, così accadrà anche domani, siamo e saremo tutti occupati a trainare la nostra vita sul quel carretto che trasparente, vaga sul fondo delle nostre coscienze.
In fondo, siamo persone con un unico obiettivo: vivere.
Ma sai cara Anna che succede qui, nel 2017? Succede che come ogni anno, ricordiamo.
In questo giorno vogliamo esserci, presenti a noi stessi, concentrati su un unico fervido pensiero, impresso indelebile sulle pagine della nostra vita.

Oggi dicono tutti questa frase: PER NON DIMENTICARE.
Dimenticare il proprio passato, è riportarci sulla strada dissestata degli errori già compiuti. Quindi noi, non dimentichiamo.
Saresti libera oggi, Anna.
Libera di chiacchierare ad alta voce, di piangere senza nasconderti fra le coperte stringendo forte il cuscino, vedresti il sole quando c'è, non quando puoi. Ti bagneresti di pioggia. Saresti libera.
Oggi sei una scrittrice, forse questo ti rende la vita che ti è stata negata, anche se io penso sia una consolazione a metà, perché per quanto io possa non dimenticare, non dimentico nemmeno che tu non sei qui a godere del mondo, a camminarci sopra lasciando impronte di te.


A volte per capire le atmosfere dei luoghi e l'essenze delle persone, devi viverli e viverle.
Sai Anna, io ci sono venuta lì, ho calpestato Amsterdam, guardato i numeri 263-267 lungo il canale Prinsengracht, nel quartiere di Jordaan. Da fuori qualcosa stona con tutta quella storia orribile, dentro tutto stona con quello che dovrebbe essere una vita.
Forse è come dici tu: "Finché questo c'è ancora, - pensai, - e io posso godere questo sole, questo cielo senza nuvole, non ho il diritto di essere triste."
Ieri come oggi, ci lamentiamo di tutto, non siamo mai abbastanza per noi stessi e per gli altri. Solo in pochi sanno guardare un cielo senza nuvole e capirne il senso.
Chissà quanto e cosa avresti scritto del mondo e di te se avessi potuto avere un computer, un blog. Magari come questo, pieno di cose e libri, persone e parole.
Leggere è libertà, avresti affermato. Si va ovunque senza spostarsi di nemmeno un millimetro.
Eppure sai, spesso è grazie ai luoghi descritti su un libro che ci si ritrova a viaggiare.


Ho salito tante scale, ma mai strette come quelle nell'alloggio segreto, Anna.
Ho varcato tante porte, ma mai una libreria girevole.
Ho sfiorato tante articoli di giornale, tante foto o cartoline, attaccato tanti poster, ma mai li ho guardati mentre mi passava dentro così tanta emozione.
Ho ascoltato e letto tante storie, ma nessuna mi sembra così incredibile come la tua.
L'incredibilità della tua storia è che nonostante tutto, tu eri una ragazza di quattordici anni pronta ad innamorarsi, arrabbiarsi, confrontarsi, vivere. Non vedevi l'ora di essere qualcuno là fuori.

Nonostante tutto.
Ma come facevi Anna?

Amsterdam è una città meravigliosa, ma non ci si può passare senza fermarsi lì, dove c'eri tu con la tua famiglia. Pazienza se la vita corre veloce, qualche volta dobbiamo necessariamente rallentarla; tirare le redini e fare i conti col passato.


PER NON DIMENTICARE, questo blog oggi ha voluto scriverti. Crediamo nella comunicazione, in qualunque modo essa avvenga. Tu riempivi fogli scrivendo a Kitty. Noi abbiamo voluto essere un po' la tua Kitty in questo 27 gennaio 2017 e risponderti.
Perché, cara Anna, pur non sapendolo, quando buttavi i tuoi pensieri su quei fogli, li donavi a tutti noi. E noi pensiamo che pensieri così, meritino risposta.

Grazie,
Jess - Books Hunters Blog


La Casa Museo di Anna Frank è stata fondata dal padre di Anna, Otto Frank, nel 1960. Grazie a lui, e a chi li nascose, i diari di Anna trovarono pubblicazione.
Ad oggi, il diario, è stato tradotto in 70 lingue e pubblicato in più di 60 paesi.

0 commenti:

Posta un commento