16 gennaio 2017

Recensione “Le dimensioni della fantasia” di Andrea Scodeggio

Di quante dimensioni ci componiamo? Siamo le mille sfaccettature del cristallo. Siamo tante personalità, e le mostriamo solo quando abbiamo paura che quella che avevamo fino a quel momento, non possa bastare a proteggerci. Siamo perciò maschere intercambiabili e non lo sappiamo finché non vestiremo la prossima.

Dopo aver letto i primi due racconti, scivoli dentro alla sensazione di conflittualità: personaggi, reali e astratti, che fanno a “botte” per prevaricarsi l’un l’altro.
Dalla fantasia e l’onirico, si salta a piè pari nel viaggio, quello del ritorno provvisorio, l’altra faccia della realtà. Si incontrano atmosfere fumose, si fa a cazzotti con la confusione del luogo, del personaggio, del momento.
A rischiarare questi momenti, la musica, che l’autore usa allo scopo di spiegare i diversi stadi della vita dei suoi personaggi, che si animano spesso attraverso note, ricordi e strofe.
Quindi ecco che la morte dà l’ultima possibilità prima dell’oblio.
Ogni dimensione va esplorata, nell'estremo di essa. Nell'eccesso, fino al mondo contrario, quello in cui le regole sono altre.
Si nota che i personaggi tendono sempre ad affrontare una sola personalità opposta a sé alla volta, sia questa una persona lontana dal loro modo d’essere e vivere, ma anche un paese dall'essenza protettiva. Ed è a questo punto che l’autore opera un’evoluzione: mette il suo personaggio chiave in discussione con un elemento impossibile, e con un uomo che dell’elemento impossibile ha già capito tutto.
Diverse storie, anime e tempi, diverse lacerazioni umane: droga, violenza, oppressione, alcool, dolore fisico e mentale, confusione, costrizione.
È come se l’autore si fosse prefigurato un unico personaggio e l’avesse messo a confronto con le peggiori facce della realtà, per testarne la resistenza, lasciandosi intimorire, esasperare dal personaggio opposto, arrendendosi anche alla tragicità delle storie senza cercarne per forza il lieto fine.
Racconti in cui la follia non si risparmia, dove non va a finire come si spera, ma come deve. Perché non tutti i personaggi devono salvarsi, perché gli errori vanno pagati, le chance non vengono date a tutti, l’ultima telefonata non sempre salverà la vita.
Nell'ultimo racconto, l’epilogo.
L’inchiostro che raccogliere ogni riga, ogni parola e cola addosso a chi osa smettere di usarlo.
L’ultimo personaggio è un po’ tutte quelle personalità: è una penna che ha scritto di loro e poi si è persa nella propria vita, per poi capire che la scrittura è insieme una benedizione e una condanna. La ami e la odi per quanto ti si incolla addosso fondendosi con la pelle e le ossa.
Ti fa vivere al limite.

Marcire nelle parole e al contempo navigarci dentro e sentirsi liberi di andare.
Andrea Scodeggio esplora le mille strade che la scrittura rappresenta per lui, interpretando personaggi avversi, al limite, remoti e futuri. Visita la fantasia, come dovrebbe visitarla chi ama scrivere, a volte dandosi torto, altre dandosi ragione. Traccia i personaggi con l’arma libera, che è la penna. Li smonta e rimonta senza paura di sembrare eccessivo o troppo misurato.
Che senso avrebbe la fantasia se non potessimo usarla come ci comoda?
Non è forse vero che essa è l’anticamera della nostra realtà?

“Le dimensioni della fantasia” è una raccolta di dieci racconti. Dieci personalità che contengono l’autore, o forse che l’autore contiene…
(la Books Hunter Jessica)

Titolo: Le dimensioni della fantasia
Autore: Andrea Scodeggio
Editore: Giuliano Ladolfi Editore
Genere: Racconti, Narrativa
Uscita: 2016
Pagine: 152
Prezzo (cartaceo): € 12,00
ISBN: 978-88-6644-294-3

Il libro:
«Immaginatevi un bambino, dall’età approssimativa di tre anni, che si imbatte in un cubo di rubik. Con molta probabilità ne potrebbe rimanere attratto dalla molteplicità dei colori e iniziare a giocarci […] Ecco, lo scrittore parte da questo stesso processo». Comincia con questa metafora l’introduzione del libro “Le dimensioni della fantasia”, un viaggio cupo, splatter e paranoico dove i protagonisti dei dieci racconti brevi vengono messi a dura prova sulle loro vite e sui destini a cui andranno incontro. Ogni storia rappresenta un nucleo a sé, una dimensione della vivace fantasia dell’autore che si diverte a giocare con i sentimenti più reconditi dell’animo umano. Un bellissimo mestiere di un gioco infinito.

L'autore:
Andrea Scodeggio, nato a Verbania il 28 settembre 1987, vive da sempre a Miazzina, dove ha iniziato a scrivere i suoi primi racconti. L’amore per la scrittura è sempre stato presente nella sua vita, ma la convinzione a scrivere storie proprie le è stata data dopo la lettura di Dylan Dog. Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università IULM di Milano nel luglio del 2011, collabora con diverse testate giornalistiche di Verbania e Torino. È iscritto all’Ordine dei Giornalisti Piemonte dal maggio 2016.

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