9 gennaio 2017

Recensione "Il libro dei Baltimore" di Joël Dicker

Questo libro mi è piaciuto tantissimo. Ho apprezzato la trama tanto quanto il modo in cui l’autore ha deciso di costruirla e svelarla. Quello stile così limpido eppure zeppo di cose non dette. Joël Dicker ha saputo instillare nella mia mente il seme della curiosità, mi ha portato riga dopo riga a compiere scelte di interpretazione che nulla avevano a che vedere con l’azzardo, mi ha servito su un piatto d’argento la possibilità di auto-conformarmi al facile pregiudizio, per poi dirmi che, forse, non era vero niente. Quanto siamo bravi noi a giudicare! Le persone e prima ancora i comportamenti. Siamo subito giudici dell’altrui atteggiamento, abbiamo la presunzione di possedere la verità assoluta e indiscutibile, e soprattutto ci risparmiamo la fatica di dare all’imputato una seconda possibilità. Neghiamo a noi stessi la possibilità di pensare che, forse, c’è una spiegazione alternativa. Che forse è vero che l’errore è stato commesso ed è vero che forse è stato grave, ma forse si possono comprendere i motivi che hanno spinto quella persona a compierlo. Sì, è vero: ho usato molte volte l’avverbio forse. Volutamente, d’obbligo direi. 
Se consultiamo il Saggio Google su questo avverbio, ci risponde così:
Indica il dubbio ( f. è lui il colpevole ), la probabilità ( f. è già arrivato ), l'approssimazione ( ci sarà f. un chilometro ), l'attenuazione ( f. non mi crederai ).
Sono di particolare interesse "indica il dubbio" e "l'attenuazione".
Forse dovremmo imparare a usarlo più spesso nei nostri pensieri e nella vita complicata della nostra coscienza. 
Questo è il messaggio che Il libro dei Baltimore mi ha trasmesso forte e chiaro. 
Ho dovuto riflettere molto su questo aspetto durante la lettura e io sono una che apprezza i libri che portano a ragionare. 
Detto questo, aggiungo che in alcuni momenti della narrazione mi sono ritrovata a pensare al Grande Gatsby. Non per particolari analogie nella trama, piuttosto per come il narratore sia un attento osservatore dei comportamenti e dei dettagli. Dicker ha raccontato benissimo le vicende dei Goldman. Quelli di Montclair e quelli di Baltimore, capeggiati dai due fratelli Nathan e Saul. Due famiglie che sembrano così diverse: una conduce una vita semplice e dignitosa, l’altra una vita di gloria e magnificenza. Non potrebbero essere più differenti di così, eppure (o proprio per questo) sono sempre sul filo della competizione, troppo spesso confusa con l’ammirazione. Marcus è di Montclair, Hillel e Woody sono di Baltimore. Woody in verità non ha sangue Goldman nelle vene, ma lo è nell’anima. Tre cugini uniti e inseparabili, al punto di consacrare il loro legame con la fondazione della Gang dei Goldman. Un’infanzia felice è per i tre la premessa di un’adolescenza un po’ più burrascosa: è possibile mantenere così salda un’amicizia quando tutti sono innamorati della stessa ragazza? Alexandra è il loro punto debole, la loro ossessione. Che cosa si è disposti a fare in nome dell’amore? Fino a che punto è possibile rinunciare al Sentimento dei Sentimenti? Il Libro dei Baltimore racconta dell’amicizia, della fratellanza, dell’amore, del tradimento. Del perdono che va oltre ogni cosa e che diventa persino irrazionale. Racconta della confusione che i sentimenti possono generare, dei sacrifici compiuti per aiutare gli altri mettendo in discussione se stessi. Un libro che alza il sipario su vicende che potremmo riconoscere nelle nostre vite, o che neanche immaginiamo nelle vite di chi ci sta vicino. Poco importa se siamo Montclair o Baltimore: siamo tutti, ugualmente, vulnerabili.
(La Books Hunter Barbara)


Sino al giorno della Tragedia, c'erano due famiglie Goldman. I Goldman di Baltimore e i Goldman di Montclair. Di quest'ultimo ramo fa parte Marcus Goldman, il protagonista di "La verità sul caso Harry Quebert". I Goldman di Montclair, New Jersey, sono una famiglia della classe media e abitano in un piccolo appartamento. I Goldman di Baltimore, invece, sono una famiglia ricca e vivono in una bellissima casa nel quartiere residenziale di Oak Park. A loro, alla loro prosperità, alla loro felicità, Marcus ha guardato con ammirazione sin da piccolo, quando lui e i suoi cugini, Hillel e Woody, amavano di uno stesso e intenso amore Alexandra. Otto anni dopo una misteriosa tragedia, Marcus decide di raccontare la storia della sua famiglia: torna con la memoria alla vita e al destino dei Goldman di Baltimore, alle vacanze in Florida e negli Hamptons, ai gloriosi anni di scuola. Ma c'è qualcosa, nella sua ricostruzione, che gli sfugge. Vede scorrere gli anni, scolorire la patina scintillante dei Baltimore, incrinarsi l'amicizia che sembrava eterna con Woody, Hillel e Alexandra. Fino al giorno della Tragedia. E da quel giorno Marcus è ossessionato da una domanda: cosa è veramente accaduto ai Goldman di Baltimore? Qual è il loro inconfessabile segreto?

Titolo: Il libro dei Baltimore
Autore: Joël Dicker
Editore: La nave di Teseo 
Pagine: 592 
Prezzo di copertina: € 22,00
Uscita: 29 settembre 2016
ISBN-13: 978-8893440615

Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985. Ha pubblicato Gli ultimi giorni dei nostri padri, che ha ricevuto il Prix des écrivains genevois nel 2010, e La verità sul caso Harry Quebert, che ha ottenuto il Grand Prix du roman de l’Académie Française 2012 e il Prix Goncourt des lycéens 2012, ed è stato tradotto in oltre 35 paesi.

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