12 dicembre 2016

Recensione "Il labirinto degli spiriti" di Carlos Ruiz Zafón

Mi ritrovo continuamente a pensare che, in questo libro, Zafón è più Zafón del solito. Pensavo di averlo già visto al meglio della sue prestazioni letterarie e invece, se possibile, si è superato. È cresciuto e maturato pur conservando quel suo tratto così unico e inconfondibile. Un libro di oltre 800 pagine che, per me, scorrevano lente. O meglio: le avrei volute sbranare avidamente perché ero completamente immersa nella storia, ma mi è stato impossibile. Mi imponevo di proseguire eppure non facevo che tornare indietro e soffermarmi sulle frasi, lette e rilette. Troppo belle per passare oltre. Ogni frase va vissuta per come merita, perché racconta una storia a sé. Tante frasi per tanti incipit. Carlos Ruiz Zafón è maestro negli artifici del linguaggio. Il concetto più semplice viene espresso con grazia e eleganza, ogni espressione  diventa poesia. L’ironia e la durezza sono perfettamente dosate e appropriate al momento narrativo. Tanti sono i personaggi che incontriamo in questo capitolo finale della tetralogia: molti sono, inevitabilmente, vecchie conoscenze mentre tanti altri sono nuovi incontri. L’impianto narrativo è costruito alla regola d’arte grazie anche alla scelta dell’utilizzo dei flashback (tecnica già usata dall'autore per l'intera serie), talmente efficaci da consentirci una navigazione temporale che tanto ci avvicina al percorso formativo di ogni personaggio. È così che arriviamo a comprendere le ragioni che muovono le azioni dei protagonisti, a conoscerli davvero fino in fondo. È così che arriviamo all’essenza dei nostri eroi, tanto a quella dei miserabili di questa storia, senza avere dall’autore uno sconto sulla crudeltà delle anime dannate. Ogni personaggio è se stesso fino in fondo, che ci piaccia o meno. Lo stesso vale per Barcellona che, come nei tre precedenti volumi della serie, è il perno su cui ruota l’intera vicenda. Una città a tratti ferita o carnefice, con la sua parte oscura così magnetica e intrigante. Non un luogo diviso in due tra ciò che è buono o cattivo, bello o brutto: piuttosto una miscela armoniosa di tutto, come una bella donna con vizi e virtù. Il Cimitero dei Libri Dimenticati è il posto dove tutto ha inizio e dove tutto ritorna e si compie. Il sito che accoglie le anime di chi è pronto a consacrarsi alla letteratura, così come accoglie i libri per proteggerli dall’oblio. Ci sono libri che non possono e non devono essere dimenticati. Anche la letteratura diventa protagonista a tutti gli effetti: in suo nome vengono commessi i peggiori crimini e diventa oggetto di pericolose ambizioni. Nessun elemento viene trascurato in questo ultimo capitolo della quadrilogia: il gran finale chiude tutti i cerchi e a suon di colpi di scena ogni mistero trova la sua spiegazione, pur senza toglierci quell’alone oscuro che abbiamo sempre sullo sfondo. Una storia non ha principio né fine, soltanto porte di ingresso: una frase scritta nel libro, parte della narrazione, e il cui principio è stato attuato dallo stesso autore per questa quadrilogia. Molte sono state le porte che Zafón ha aperto in questa lunga avventura, per consentirci di entrare nella storia e restarne travolti. Molti sono stati i punti su cui ci ha invitato a riflettere attraverso i pensieri dei nostri personaggi e gli avvenimenti così carichi di intensità. Per lo stesso principio delle bambole matrioska, questa è una storia che contiene tante storie: ecco  la grande magia che Zafón ha realizzato. Non esagero quando dico di aver letto un capolavoro.  Non vado oltre a quanto già ho detto: se volete un’idea della trama, basta leggere la sinossi. Se volete farvi toccare l’anima da una carezza speciale, leggete il libro.
(La Books Hunter Barbara)


Barcellona, fine anni '50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell'enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. E in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un'anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Dodici anni dopo "L'ombra del vento", Carlos Ruiz Zafón torna con un'opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. "Il labirinto degli Spiriti" è un romanzo fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l'apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l'arte di raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.



Titolo: Il labirinto degli spiriti (#4 Il Cimitero dei Libri Dimenticati)
Autore: Carlos Ruiz Zafón
Editore: Mondadori
Pagine: 819
Prezzo di questa edizione: € 23,00
Uscita di questa edizione: 22 novembre 2016 
ISBN-13: 978-8804674573



Carlos Ruiz Zafón


Autore di successo mondiale, vive dal 1993 a Los Angeles, dov'è impegnato nell'attività di sceneggiatore. Collabora regolarmente con le pagine culturali di El País e La Vanguardia. Tradotte in oltre quaranta lingue, le sue opere hanno conquistato milioni di lettori e numerosi premi nei cinque continenti. Ha iniziato la sua carriera nel 1993 con una serie di libri per bambini e ragazzi, tra cui Il principe della nebbia.
Nel 2001 esordisce nella narrativa per adulti con il suo quinto romanzo, L'ombra del vento (Planeta, 2001), che, uscito in sordina in Spagna, ha conquistato col passaparola il vertice delle classifiche letterarie europee, diventando un vero e proprio fenomeno letterario. L'ombra del vento è stato un successo, con più di 8 milioni di copie vendute nel mondo, e solo in Italia, un milione e mezzo, acclamato come una delle grandi rivelazioni letterarie degli ultimi anni. È stato tradotto in più di 36 lingue e ha ottenuto numerosi premi internazionali, tra cui Premio Barry per il miglior romanzo d'esordio nel 2005.
Il 17 aprile 2008 esce per Planeta il secondo romanzo El juego del ángel. La tiratura iniziale di questo libro è la più alta per una prima edizione in Spagna. Il 25 ottobre 2008 esce per Arnoldo Mondadori Editore la traduzione italiana del romanzo, Il gioco dell'angelo, mentre nel maggio del 2009 esce in Italia Marina.
Il 7 maggio 2010 esce, sempre per la Arnoldo Mondadori Editore, per la prima volta nelle librerie italiane Il palazzo della mezzanotte uscito in lingua spagnola nel 1994 con il nome di El palacio de la medianoche. La successiva opera, Il prigioniero del cielo (El prisionero del cieloPlaneta), è del 17 novembre 2011.
Il 22 novembre 2016 Mondadori pubblica Il labirinto degli spiriti (El laberinto de los espiritus), quarto libro della tetralogia dedicata al Cimitero dei libri dimenticati.

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