11 novembre 2016

Arte - "I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d'avanguardia", la mostra

Cento opere che raccontano il fascino della semplicità


“I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia": è un'affascinante mostra che racconta un’interessantissima vicenda d’arte. I grandi pittori di fine ‘800 e primi del ‘900, tra cui Emile Bernard, Cuno Amiet, Charles Cottet, Paul Gauguin, Felix Vallotton, Paul Sérusier, Gino Rossi, Oscar Ghiglia, Cagnaccio di San Pietro daranno vita ad un viaggio iconografico tra cromie e sentimenti. Da mare a mare, anzi da Oceano a Laguna, lungo itinerari che si sono dipanati, intrecciati, fusi in giro per tutta l’Europa. Un percorso di colori e di emozioni; unitario eppure variegato, fitto di storie che sono diventate leggende, anticipatore di tendenze e di mode. E non solo nel campo dell’arte.

“Una mostra di emozioni e di storie intense. Storie di artisti in fuga, da città, da legami, da loro stessi, in molti casi.
Che trovano rifugio in riva al mare, quello potente della Manica o quello dolce e casalingo della Laguna veneziana.
Quasi fossero alla ricerca del valore purificatore dell’acqua e degli elementi naturali”. Giandomenico Romanelli, Curatore dell’esposizione.

A Rovigo fino al 14 gennaio 2017 a Palazzo Rovella.

Per info:

Per chi volesse approfondire:

Titolo: I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia
Autore: -
Editore: Marsilio
Genere: Storia dell'Arte
Pagine: 231
Uscita: 29 settembre 2016
Prezzo (cartaceo): € 34,00 (scontato online)
ISBN 9788831724760

In continuità con le mostre "L’ossessione nordica" e "Il demone della modernità", anche Il fascino della semplicità si insedia in quel periodo che raccoglie gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento, prendendo in esame ancora una volta il rapporto tra Italia ed Europa. Lo straordinario punto di partenza, questa volta, è Gauguin nel suo periodo bretone assieme ai Nabis; il percorso prosegue attraverso i pittori europei che subirono il fascino di questo richiamo al primitivo e alla semplicità, per approdare poi agli artisti italiani che ne furono profondamente influenzati. Non da ultimo, il veneziano Gino Rossi, che fece dell’isola di Burano la sua Pont-Aven.

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