19 ottobre 2016

Recensione "Harry Potter e la maledizione dell'erede" di J.K. Rowling

Vorrei concedermi due premesse prima di parlare di questo libro. La prima: amo la storia di Harry Potter, i sette libri e le otto trasposizioni cinematografiche. Mi piace parlarne e mi perdo nel mondo magico, quasi dispiaciuta di essere una babbana. La seconda: fin da quando si è cominciato a vociferare di questo ottavo capitolo dell’avventura potteriana sono stata perplessa. Come di solito lo sono quando si cerca di riproporre al pubblico un nuovo sviluppo di una storia già conclusa. Si è detto e fatto tanto intorno alle vicende di uno dei maghi tra i più famosi al mondo, su Pottermore, tra le comunità dei milioni di fans che si sono organizzate nel mondo e sul web. Tutti ci siamo accorti degli sforzi che la stessa autrice e il suo team hanno fatto per tenere alta l’attenzione sul mago dagli occhiali tondi (come se davvero ce ne fosse bisogno): la Rowling ha addirittura dichiarato di aver fatto convolare a nozze le persone sbagliate, confessando che Harry avrebbe dovuto sposare Hermione. Poi la notizia dell’uscita dell’ottavo capitolo della saga. Che poi è davvero da considerarsi tale? Le opinioni sono contrastanti in effetti, anche per il fatto che questa nuova avventura è scritta come sceneggiatura dell’omonimo spettacolo teatrale. Le domande che quindi mi porgo alla luce di queste considerazioni sono queste: 
“Era davvero necessario proporre una nuova storia? No”. 
“Ho letto volentieri questo libro? Assolutamente sì”. 
“Questo nuovo capitolo mi ha regalato qualcosa in più sulla storia originale? No, e probabilmente non era quello l’intento”.
In Harry Potter e la maledizione dell’erede non si cerca di aggiungere qualcosa a una vicenda già completa. Semplicemente, si racconta una storia nuova, anche se ritroviamo gli stessi personaggi (ma non mancano le new entry), gli stessi luoghi, e persino gli stessi tempi. Riconosciamo amici e nemici vecchi e ne scopriamo di nuovi. Sono passati 19 anni dalla Battaglia di Hogwarts, un lasso di tempo in cui la vita nel mondo magico è trascorsa tranquilla. A casa Potter invece ci sono turbolenze. Il grande Harry Potter, il ragazzo che ha salvato il mondo dalle tenebre, fatica ora a salvare il suo complicato rapporto con il figlio Albus Severus. Colui che ha sconfitto le forze del male è ora in seria difficoltà nella gestione del più grande degli affetti. Una cosa che trovo molto realistica: essere buoni genitori di un adolescente è davvero un’impresa eroica. Leggere di Harry impacciato che si sforza di riuscire a far bene il padre è stato molto bello. Lui che non ha potuto fare il figlio si trova a affrontare la sfida più importante senza avere punti di riferimento. Nemmeno punti di partenza. E se per Harry è tanto difficile essere un buon padre, per Albus è altrettanto pesante essere un buon figlio. Essere il buon figlio di Harry Potter. Se solo riuscissero a comunicare, a parlarsi con la volontà di comprendersi e aprirsi l’uno all’altro, allora troverebbero un punto di incontro, dal quale iniziare a costruire un rapporto solido e unico. Abbattere il muro dell’orgoglio e cercare un dialogo per dare spazio all’amore: a quanto pare, una regola che vale indipendentemente dal mondo in cui si vive. E, a quanto pare, non è l’unica. Quante volte abbiamo pensato: "se solo potessi tornare indietro, cambierei questo fatto, farei un’altra scelta, prenderei una strada diversa…". Ma se davvero fosse possibile, quali conseguenze ci sarebbero nella nostra vita e in quella degli altri? Qualcosa che sarebbe meglio per noi potrebbe essere disastrosamente peggio per altri. O viceversa. Lo faremmo davvero? Saremmo sul serio disposti a rischiare? Non importa se si è maghi o normali essere umani, eroi o vili: con il tempo non si scherza. Mai.
Ecco quindi che sul filo conduttore di concetti maturi e temi complicati si sviluppa questa storia dalla trama intrecciata e ben costruita, in simil stile Rowling. 
Una nota dolente va allo scontro finale, che sembra sviluppato un po' frettolosamente: è vero che stiamo parlando di un adattamento teatrale ma la Rowling ci ha abituato a lotte di ben altra portata.
I personaggi che avevamo imparato a conoscere li ritroviamo qui, adulti ma con il loro personale carattere ben conservato anche se più formato. Solo il Severus Piton del mondo alternativo mi è sembrato un tantino scostante dal personaggio che ho tanto amato nella storia originale. Non diverso nei principi, solo un po’ troppo loquace e estroverso, abituata com’ero al suo essere asciutto, quasi asettico. Anche i nuovi protagonisti sono ben dotati di personalità e anche in questa storia la Rowling si dedica con grande attenzione a uno dei temi che più le sono cari: l’amicizia. Non secondo, l’accettazione della diversità, propria o di altri.
Un’ultima riflessione va alla scelta di lasciare il libro in modalità sceneggiatura: pensavo che la narrazione ne avrebbe risentito, che l’effetto scenografico non sarebbe stato reso al meglio. Invece mi sono ricreduta: la lettura è scorrevole e lo stile efficace. Sicuramente un’esperienza di lettura non comune, e forse apprezzabile anche e proprio per questo. Certo questo stile sacrifica le parti descrittive a cui la Rowling ci ha abituato, ma del resto stiamo parlando di uno scriptbook e quindi di un testo adattato alla scena su un palco teatrale.
Insomma, se alla fine la domanda che mi faccio è: “consiglio questo libro?” la risposta non può che essere “sì, ma senza aspettative rispetto ai precedenti libri della saga”.
(La Books Hunters Barbara)


Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne, un nuovo spettacolo di Jack Thorne, Harry Potter e la Maledizione dell’Erede è l'ottava storia della serie di Harry Potter e la prima a essere rappresentata a teatro. La premiere mondiale si è tenuta nel West End di Londra il 30 luglio 2016.
È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell’eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l’oscurità proviene da luoghi inaspettati.

Cartaceo: Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne. Un nuovo spettacolo diviso in parti uno e due. Il volume conterrà in un'unica edizione entrambe le parti.

Ebook: Una nuova edizione, arricchita e definitiva, uscirà nel 2017 in data da definirsi.

Dalla quarta di copertina:
L'ottava storia. Diciannove anni dopo. È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell'eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l'oscurità proviene da luoghi inaspettati.

Titolo: Harry Potter e la maledizione dell'erede
Autore: J. K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne 
Editore: Salani
Traduttore: L. Spagnol
Pagine: 368
Prezzo di copertina: € 19,80 - Ebook 14,99
Uscita: 24 settembre 2016
ISBN-13: 978-8869187490

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