14 settembre 2016

Recensione "La ragazza di Orchard Street" di Susan Jane Gilman

Leggendo questo romanzo è impossibile non apprezzarne la trama ma, secondo me, il vero focus su cui ci si deve concentrare è il personaggio: la protagonista.
La storia è avvincente, tra le righe emerge nitido il vissuto intenso e appassionato di una donna fuori dal comune, nel bene e nel male.
Un libro che racconta una vita intera, attraversando le esperienze di una bambina che dalla Russia emigra con la famiglia in America, laddove le strade sono lastricate d’oro e nelle fontane scorre il latte, verso il leggendario sogno americano che percorre il ventesimo secolo portando con sé il vento della speranza; attraversando la delusione di una bimba costretta a vivere con tante altre persone in una casa che somiglia a una scatola troppo piccola per infilarci dentro sogni tanto grandi, in cui il lusso più agognato è una patata da dividere per far finta di smorzare la fame di sette povere bocche; attraversando la sofferenza di troppi abbandoni. Una bambina che cresce e diventa donna, conosce il grande amore e trova il modo di reinventarsi, costruendo con grande coraggio il suo presente e cercando di guardare al futuro con rinnovato ottimismo.
Adesso lei ha settantacinque anni, è ricca e famosa, è la Regina Americana del Gelato.
“Un colpo di fortuna?” potreste pensare voi.
«Cristo santo, no!» vi risponderebbe lei.
“Allora è merito suo se ha fatto fortuna?”
«Tutto quello che ho, me lo sono sudato, per vostra informazione!». Così parlerebbe lei.

La contrizione e la mancanza di carattere non hanno mai pagato negli affari. A nessuno piace la debolezza. “Ci dispiace” non è un valido strumento di marketing.

Proprio così, miei cari, questa è la ragazza di Orchard Street: battagliera e cinica. Mi verrebbe da dire che è la versione in gonnella, rigorosamente Chanel, - e un po’ più soft per la verità – del Dottor House. Hanno addirittura in comune un bastone… E l’intolleranza verso i Meshuggeneh (gli stupidi e inetti) e i Nudnik (i rompiscatole).
Una donna che non ha paura di ammettere le sue colpe, che non cerca alibi, anzi difende le sue idee e le sue scelte assumendosi le responsabilità che ne derivano, senza maschere e senza sconti. Se sbaglia, arriva comunque fino in fondo, cerca di recuperare e si reinventa per arrivare oltre, verso il nuovo obiettivo.

Continuo ad aspettarmi di provare qualcosa di memorabile, ma l’unica sensazione che ho è di essere stupida e fragile. Tutto ciò che è scampato alla demolizione, a quanto pare lo ha fatto reinventandosi. Rinnovandosi. Rinascendo in qualche modo.

Non si ferma neanche quando un “incidente di percorso” la porta sulle prime pagine dei giornali; sì certo, non che non ci fosse già abituata, ma ora è diverso: la stampa e l’opinione pubblica la mettono sotto accusa, gli americani, i “suoi” americani, ribaltano le vicende che hanno segnato la sua vita trasformandole in colpe. Oh, che talento dimostrano le persone quando si tratta di trovare il male anche dove non c’è.
Cadere dal podio della celebrità è un attimo, cosi come precipitare nell'oblio del rimpianto. Ma anche in questo momento l’importante è mantenere salde le proprie convinzioni, senza vacillare. Impedire che qualunque cosa possa contaminare la propria dignità e il proprio stile.

Il mio nuovo bastone da passeggio è fatto su richiesta, in lacca cinese nera con un pomello in filigrana d’argento. Ovviamente i mie avvocati avrebbero preferito vedermi entrare in aula arrancando con uno di quegli orrendi deambulatori in alluminio – o meglio ancora, spinta da qualcuno su una sedia a rotelle. Il loro ideale sarebbe che fossi paraplegica. Ma si sbagliano di grosso. Essere invalidi non ispira tanto pietà quanto repulsione, mie cari. E no, non ho nemmeno evitato di mettere i gioielli autentici.

È così che la Signora del Gelato affronta l’ennesimo conto che la vita le impone di pagare. Ma le persone intelligenti, si sa, sanno prendere il meglio da tutto: non è forse vero che si impara qualcosa da ogni esperienza? E non è altrettanto vero che gli amici si vedono nel momento del bisogno?
Ah, non vi ho detto il suo nome: ne ha più di uno quindi leggete la storia e decidete voi come chiamarla.
(La Books Hunter Barbara)


Malka è solo una bambina quando, nel 1913, fugge con la sua famiglia dalla Russia per approdare a New York. Una bambina che sogna di vivere in una fabbrica di gelati e non sa nulla dell'immenso paese che l'aspetta. Qui, nelle strade del Lower East Side, in mezzo a mille lingue e mille sogni diversi, Malka viene adottata da una famiglia italoamericana di venditori ambulanti di gelato, i Dinello, che la ribattezzeranno Lillian. Grazie a loro, il suo sogno infantile sembra quasi diventare realtà: comincia a imparare tutti i segreti di quella cosa - il gelato - che per lei voleva dire felicità. 
Da allora ne ha fatta di strada: insieme all'uomo che sarà il suo primo grande amore, grazie a un'intelligenza del tutto fuori del comune e a un innato genio degli affari, Lillian finirà per rilevare l'attività dei Dinello e diventare la produttrice numero uno di gelati in America. Ma mentre lei diventa una celebrità, immortalata dai fotografi con il suo tailleur Chanel rosa fragola (molto prima di Jackie), il passato comincia ad allungare i suoi artigli su di lei. Perché non possiamo mai davvero lasciarci alle spalle ciò che siamo stati da piccoli. 
Un grande romanzo sul sogno americano, che attraversa tutto il '900, la storia di una vita straordinaria raccontata dalla protagonista stessa, Lillian Dunkle, un personaggio indimenticabile che prende vita nelle pagine mentre racconta, a settant'anni, la sua storia di ascesa e declino, di povertà e poi ricchezza, di amori e poi di abbandoni, di celebrità e poi di rimpianti. 

Titolo: La ragazza di Orchard Street
Autore: Susan Jane Gilman
Editore: Piemme
Pagine: 530
Prezzo di copertina: Euro 19,50 - ebook 9,99
Uscita: 7 luglio 2015
ISBN-13: 978-8856640489

«Un banchetto letterario dai mille gusti e sapori. Una grande storia di ascesa e declino nella New York colorata e caotica dell'emigrazione europea.» 
USA Today

«Il debutto narrativo di Susan Jane Gilman è delizioso come il gelato di cui parla, e la sua protagonista è irriverente e, in una parola, irresistibile.» 
Bustle

L'autrice:
Susan Jane Gilman, newyorkese di nascita, oggi vive a Washington. Collaboratrice di molti giornali, dal New York Times al Los Angeles Times, ha vinto numerosi premi per i suoi racconti e saggi. È l'autrice dei bestseller internazionali Ragazze non troppo per bene e Non volevo il vestito bianco, per settimane in cima alla classifica del New York Times, e pubblicati in Italia da Piemme.
La Ragazza di Orchard Street è il suo primo romanzo, inserito nella lista dei 100 migliori libri dell'anno da Amazon e da Publishers Weekly.

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