4 agosto 2016

"Le regole del fuoco" - Elisabetta Rasy, finalista al Premio Campiello 2016

Buongiorno amici, continua il nostro viaggio attraverso il quale conosciamo meglio i cinque finalisti al Premio Campiello 2016. Oggi parliamo di Elisabetta Rasy e del suo libro Le regole del fuoco, edito da Rizzoli.

Elisabetta Rasy è una giornalista, scrittrice e saggista italiana.


È nata a Roma ma ha trascorso l'infanzia a Napoli per poi tornare nuovamente nella capitale. È la madre del poeta Carlo Carabba.
Nel 1974, dopo la laurea in Storia dell'Arte, fortemente impegnata per la questione delle donne, ha fondato insieme a Manuela Fraire, Anne Marie Sauzeau-Boetti, Maria Caronìa la casa editrice Edizioni delle Donne.
Ha iniziato poi la sua collaborazione con la televisione e per Radio 3.
Dagli anni '70 si occupa di saggistica e critica d'arte, di letteratura femminile e femminista e ha scritto diverse opere di narrativa in parte dal taglio autobiografico, autrice di racconti apparsi su numerose riviste e antologie italiane e straniere. Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue.
Ha fondato nel 1990 con Pier Vittorio Tondelli, Jay McInerney e Alain Elkann la rivista Panta
Ha collaborato fin dai tempi dell'università a numerosi riviste, quotidiani (Paese Sera e La Stampa), a settimanali come L'Espresso, Panorama, ai supplementi Sette (con la rubrica «Uomini e donne») e Io Donna del Corriere della Sera.
Attualmente è corrispondente per il supplemento domenicale del Sole 24 Ore.


Tra le sue opere ricordiamo:
La prima estasi, Posillipo, L’ombra della luna, Tra noi due, La scienza degli addii, Memorie di una lettrice notturna.

Il libro:
È la primavera di un anno terribile, il 1917, quando Maria Rosa Radice a poco più di vent’anni lascia gli agi della sua casa a Napoli. Scappa da sua madre, dal salotto aristocratico che fino ad allora è stato il suo unico, soffocante orizzonte. La destinazione è la sola possibile per una donna non sposata e in fuga: il fronte. L’impatto della guerra è brutale. In un piccolo ospedale sul Carso cura centinaia di feriti, li vede soffrire e morire. Ma c’è una luce nelle sue giornate, una scintilla di cui si accorge poco a poco. È la sua silenziosa compagna di stanza Eugenia Alferro, una provinciale del Nord che sogna di diventare medico. Giorno dopo giorno, le insegna a sopravvivere in corsia e a superare la paura. La guerra regala alle due ragazze una libertà altrimenti impossibile. Così, nel tempo, avvertono una passione inattesa crescere tra loro e a mezza voce, la notte, si dichiarano l’amore. Non sanno se il futuro permetterà loro di rimanere vicine, entrambe però sentono di essere cambiate. Ora sono pronte a lottare per restare se stesse. In un romanzo vibrante, che appassiona e scuote, Elisabetta Rasy racconta la guerra dalla prospettiva misconosciuta delle donne al fronte. Ritraendo un’intimità limpida ma circondata dalle tenebre, ci mostra come l’amore non abbia mai avuto confini, perché i sentimenti esplodono sempre senza chiederci il permesso.

Titolo: Le regole del fuoco
Autore: Elisabetta Rasy
Editore: Rizzoli
Collana: LA SCALA
Pagine: 192
Prezzo di copertina: € 17,00
Uscita: 14 aprile 2016

"Le regole del fuoco, delicato ed essenziale, è la storia di un grande amore, così travolgente da scardinare l’esistenza. E infondere coraggio anche nella sofferenza, tanto da far decidere cosa si voglia veramente dalla vita."
GraphoMania

"Le regole del fuoco è un romanzo appassionato, struggente, che scuote e urla: racconta la guerra e i suoi orrori con gli occhi delle donne e l’amore, quando è un sentimento profondo, senza confini oltre il tempo."
Sololibri.net

"Finalista al premio Campiello 2016. Interessante l'ambientazione di questa storia d'amore tutta al femminile: un ospedale militare sul fronte carsico nella prima guerra mondiale. Protagoniste due infermiere volontarie, che pur nel caos dei bombardamenti, dei morti, dei feriti, riescono ad innamorarsi. Abbastanza prevedibile, oserei dire scontato, che la storia non abbia un felice epilogo. Scritto molto bene, ma mai vibrante, è un romanzo che qualche generoso recensore ha paragonato al capolavoro di Hemingway "Addio alle armi". Accipicchia!"
Leopoldo Roman (Amazon)

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