23 agosto 2016

"Gli ultimi ragazzi del secolo" - Alessandro Bertante, finalista al Premio Campiello 2016

Buongiorno lettori, riparte il nostro viaggio di approfondimento sui cinque finalisti al Premio Campiello 2016. Oggi parliamo di Alessandro Bertante e del suo libro Gli ultimi ragazzi del secolo, edito da Giunti.

Scrittore e critico letterario, Alessandro Bertante è nato ad Alessandria nel 1969, vive e lavora a Milano. Collabora con «La Repubblica», «Liberazione», «Satisfiction» e «Pulp», ed è condirettore artistico del festival letterario Officina Italia (assieme ad Antonio Scurati). 


Nel 2000 ha pubblicato il romanzo Malavida (Leoncavallo Libri), nel 2003 ha curato per Piemme la raccolta di racconti 10 storie per la pace, nel 2005 è uscito il saggio Re Nudo (NDA Press), nel 2007 Contro il ’68 (Agenzia X). 


Con il romanzo Al diavul, edito da Marsilio nel 2008, ha vinto la 23° edizione del Premio letterario Chianti.
Nel maggio 2009 è uscita, per le sue cure, la raccolta di racconti Voi non ci sarete (Agenzia X); il suo terzo romanzo si intitola Nina dei lupi, ed è uscito nel febbraio 2011. Nel 2012 è uscito La magnifica orda (Il Saggiatore), seguito da Estate crudele (Rizzoli, 2013) e Gli ultimi ragazzi del secolo (Giunti, 2016).
(fonte Wuz)

Dicono che nei Balcani i secoli non si succedono uno dietro l'altro ma coesistono in un flusso senza interruzione. Fra queste montagne resistono maledizioni eterne, conflitti mai risolti, rancori ancestrali.


Luglio 1996. Un viaggio estivo in Croazia porta il protagonista, insieme a un amico, fino a Mostar e a Sarajevo per toccare con mano i segni di unaguerra non ancora finita. Attraversando con una Panda le montagne bosniache, Bertante racconta le devastazioni e le paure del conflitto balcanico. Durante questo avventuroso viaggio, il narratore si mette a nudo con coraggio, raccontando la sua generazione cresciuta negli anni Ottanta, un serpente che vediamo snodarsi attraverso le canzoni, i film, l'abbigliamento, la trasformazione di Milano, l'eplosione delle tv commerciali, la new wave e i centri sociali, fino alla mattanza delle droghe pesanti e alla tragedia dell'AIDS.
"Gli ultimi ragazzi del secolo" è un romanzo crudo e potente dove la memoria di un adolescente randagio e ribelle si fonde con la dolorosa presa di coscienza di un giovane uomo di fronte al dramma della Storia.

Titolo: Gli ultimi ragazzi del secolo
Autore: Alessandro Bertante
Editore: Giunti
Pagine: 224
Prezzo di copertina: € 13,60 - ebook € 7,99
Uscita: 20 Gennaio 2016 
ISBN-EAN: 9788809815452

“Come alla fine di una cavalcata tumultuosa, "Gli ultimi ragazzi del secolo" infonde energie ripescate in un tempo che fu. ” 
Michele Lauro, Panorama.it

“Smorzando le colorature epiche e le liriche delle sue prove precedenti, Bertante ha trovato un ritmo duttile senza strappi né scarti, un timbro omogeneo, una maturità stilistica che fa da icona e sostituto a una maturità umana che non trova se non amare, appunto, le parole per dirsi e per dire dell'ingannevole prossimità del mondo, sempre a portata di mano se non fosse per quel centimetro beffardo che te lo fa mancare ogni volta. I paesaggi sono vividi, i gesti e i discorsi sempre convincenti. Maturo non è chi subisce ma chi padroneggia la realtà come Bertante orchestra le sue frasi.” Daniele Giglioli, La Lettura - Corriere della Sera

“È un raccontarsi aspro che non genera empatia nel lettore, è una visione della nostra storia che può farci sentire fuori sintonia se non, talvolta, in radicale disaccordo... ma queste sono la purezza e la radicalità necessarie alla scrittura, ed è giusto così. ” 
Piersandro Pallavicini, Tuttolibri - La Stampa

“Impietoso, il romanzo fa perno sulla consapevolezza del fallimento di una generazione mancata e sopravvissuta, a cui resta solo la fedeltà alla propria condizione di irriducibili, desiderosi di vivere lo stupore e di andare comunque controcorrente. ” 
Graziella Pulce, Alias - Il Manifesto

“Un viaggio che percorre tra le macerie il momento di chiusura di un'epoca, mentre in parallelo l'autore nato nel 1969 racconta la sua formazione negli anni Ottanta milanesi seguendo un tono preciso: "il mio animo è melanconico e vendicativo": ” 
Alessandro Beretta, Corriere della Sera - ed. Milano

“Una volta Roland Barthes scrisse della differenza tra lo storico e il romanziere: lo storico sorvola in mongolfiera il paesaggio della storia, il romanziere lo attraversa a piedi o a cavallo. Così noi vediamo questa lunga passeggiata metropolitana tra Milano e Sarajevo di questo giovane in cerca di leggenda e che approderà al finisterre che avrebbe da lì a poco inaugurato un’altra epoca: quella dell’economia globale dei destini individuali che non ci sono più. ” 
Mario De Santis

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