19 agosto 2016

Recensione "I baci sul pane" di Almudena Grandes

Leggendo il titolo e guardando la copertina di questo libro, mi aspettavo un racconto struggente, di quelli che si aggrappano direttamente alla bocca dello stomaco e stringono. Così non è stato. Sono rimasta delusa? Niente affatto.
I baci sul pane è una storia con dentro tante storie, tante voci. Cuori che pulsano in un quartiere di Madrid, uno come tanti, ordinario nella somiglianza estetica di vie e vicoli, piazze e alberi, straordinario per le vite che in esso e con esso si consumano.
Persone, pensieri e sentimenti... di questi tempi. E che tempi sono i nostri? Di crisi, questo è quello che sentiamo dire tutti i giorni. Siamo e ci sentiamo in crisi. "Si stava meglio quando si stava peggio" ci dicono gli anziani di oggi, quelli che hanno conosciuto tempi diversamente difficili dai giorni nostri.
Perché in Spagna, fino a trent'anni fa, i figli ereditavano la povertà, ma anche la dignità dei genitori, imparavamo un modo di essere poveri senza sentirsi umiliati, senza perdere la dignità e senza smettere di lottare per il futuro. Vivevano in un paese in cui la povertà non era motivo di vergogna, né tantomeno un pretesto per arrendersi.
Con questo spirito l'autrice affronta di petto l'argomento crisi, e non solo intesa come economica, ma anche quella dei valori. Ci racconta che è vero che siamo nei guai, ma non siamo soli. Il coraggio di lottare, la forza di non arrendersi, la volontà di superare, uniti alla solidarietà, all'amore e all'amicizia, sono un'ottima spinta per andare avanti. Non è semplificare le cose, è piuttosto lo slancio di ottimismo che ci serve per sopravvivere.
Abbiamo paura? Certo!
Ci sentiamo vulnerabili e insicuri? Assolutamente!
Ma dobbiamo andare avanti. Riscopriamoci o reinventiamoci, senza piangerci addosso. Questo è il vibrante messaggio che arriva dalle storie dei protagonisti, singole voci che insieme diventano un coro appassionato: bisogna cavarsela.
Almudena Grandes mi ha stregata con il suo stile e con la magistrale costruzione narrativa di questo romanzo. Mi piace quello che dice e mi piace come lo dice. Ho trovato convincenti e realistici i personaggi, efficace e funzionale l'intreccio narrativo. Insomma, la Grandes è stata una piacevolissima scoperta, ragion per cui leggerò altri suoi lavori.
Ripenserò spesso a questo romanzo, a questa storia che contiene tante storie di straordinaria quotidianità: Quanto al resto, in settembre inizia la scuola, a dicembre arriva Natale, in aprile le piante germogliano, d'estate fa caldo, e nel frattempo la vita passa.
(La Books Hunter Barbara)

Quando cadeva per terra un pezzo di pane, gli adulti dicevano ai bambini di raccoglierlo e baciarlo prima di rimetterlo nel cestino... Noi che da bambini abbiamo imparato a baciare il pane, abbiamo in mente la nostra infanzia e ricordiamo l'eredità di una fame che ormai non conosciamo più...


Tante storie, tante voci per raccontare la crisi ma anche e soprattutto la capacità di risorgere, con la forza dell’amicizia, della solidarietà, dell’ottimismo.

Madrid, un quartiere come tanti, con strade ampie e viuzze strette, bei palazzi accanto a edifici più modesti, abitato da persone diverse, coppie con e senza figli, famiglie allargate, single, giovani e anziani, spagnoli e stranieri, negozianti e operai, commesse e professionisti: come se la cavano, come fanno fronte a questi tempi difficili? Come si fa a resistere e a restare se stessi anche nell’occhio del ciclone? Amalia, la parrucchiera, scruta con orrore il negozio delle cinesi che sta aprendo proprio di fronte al suo, una dottoressa deve lottare contro la chiusura dell’ospedale in cui lavora, un uomo divorziato piange in solitudine dietro a una parete, una nonna comincia a fare l’albero di Natale già in settembre per fare coraggio ai suoi, e intanto il bar di Pascual diventa la sede delle riunioni del comitato inquilini e delle loro battaglie, ma anche il teatro di tanti destini che si intrecciano e di amori che vorrebbero nascere o che stanno per finire… Tante storie, tante voci per raccontare la crisi sì, ma anche e soprattutto la capacità di risorgere, con la forza dell’amicizia, della solidarietà, dell’ottimismo. Per ritrovare il significato dei baci sul pane: un gesto semplice e pieno di dignità che lega passato e presente e non ha perso il suo valore.

Titolo: I baci sul pane
Autore: Almudena Grandes
Editore: Guanda
Pagine: 312
Prezzo di copertina: € 18,00 - ebook € 10,99
Uscita: 5 maggio 2016
ISBN: 9788823514669

L'autrice:
Almudena Grandes (Madrid, 1960) è una scrittrice spagnola. Laureata in Storia e Geografia all’Università Complutense di Madrid, nel 1989 ha pubblicato il suo primo romanzo Le età di Lulù, tradotto in 19 lingue, che le è valso il Premio La sonrisa vertical. Da questo suo primo romanzo è stato tratto l’omonimo film diretto da Bigas Luna. In seguito ha pubblicato Ti chiamerò Venerdì, Malena un nome da Tango, portato al cinema da Gerardo Herrero, Modelli di donna e Atlante di Geografia Umana. Nel 1997 riceve in Italia il Premio Rossone d’oro. Ha pubblicato Gli anni difficili (2003), Troppo amore (2004), Cuore di ghiaccio (2008) e Inés e l’allegria (2011), Il ragazzo che leggeva Verne e I tre matrimoni di Manolita.

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