31 agosto 2015

"Storia di una ladra di libri": il libro, il film

"Dentro, m'inquietano. Perseguitano i miei ricordi.
Li vedo negli alti mucchi, tutti l'uno sull'altro. C'è un'aria che sembra di plastica, un orizzonte simile a colla che s'indurisce. Ci sono cieli fatti di persone, bucati e gocciolanti, e morbide nuvole color carbone, che pulsano come cuori neri.
E poi c'è la morte, che vi si fa strada.
In superficie, rigida, inflessibile.
Al di sotto, disfatta, estenuata."

Ci sono delle volte in cui, quando il film finisce, si ha voglia di parlare, confrontarsi, sentire pareri. Altre volte invece si resta senza parole, perché si ha la sensazione che qualunque cosa venga detta, possa essere superflua. E quest'ultima è proprio l'emozione che abbiamo provato vedendo questa pellicola:


Letto il libro con grande passione, potevamo non guardarne la relativa trasposizione cinematografica?
Noi lettori siamo sempre un po' di parte quando vogliamo giudicare un film rispetto al libro e, per nostra natura, siamo sempre portati a dire che preferiamo la versione scritta. Di solito perché più ricca di particolari e perché abbiamo la sensazione che ogni pagina che ci scorre sotto agli occhi trasudi emozione. 
Inoltre, non sempre la trama del film è riprodotta così fedelmente all'originale. 
In questo caso, secondo noi, il film è assolutamente degno del libro. 
Certo, resta indiscusso quanto detto poco sopra, ma comprendiamo benissimo la necessità di editare un racconto per renderlo funzionale alla trasposizione cinematografica. Con questa doverosa premessa, ci sentiamo di dire che il film ci ha trasmesso grandi emozioni e lo consigliamo a tutti. Perché è una storia che parla al cuore, alla coscienza, e alla parte più razionale del nostro io...
Solo una personale constatazione: il libro, più del film, sa esaltare e dare valore al "ruolo" della "ladra di libri" nella comunità in cui vive. Arriva molto più forte il messaggio di speranza che questa ragazza coraggiosa riesce a regalare ai suoi compagni di sventura, trovando la forza di condurli lontano dal terrore grazie alla vitalità che trova nei libri.

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