3 agosto 2015

Recensione "La compagnia dei celestini" VS "Cari mostri" di Stefano Benni

Rubando l’idea a Guittone e Bernardo, che nel lontano 1348, per passare il tempo nel lazzaretto di Firenze, inventarono il gioco del Facciamo, Facciamo che questa recensione sarà un pochino particolare, come una partita di pallastrada.

Raccolta di racconti contro romanzo:


Giocatori in campo: Cari Mostri contro La Compagnia dei Celestini 
(Sponsor: Narratori - Feltrinelli)

Regole del gioco: attingere al grottesco, navigare nel mare della fantasia sconfinata, affrontare il sociale, sparare a zero sulla giustizia divina e i suoi interpreti, sugli uomini e sui mostri (che poi forse sono la stessa cosa), far sbellicare dalle risate.

Stefano Benni, coach di entrambe le squadre (del resto è una partita anomala, ricordate…) schiera così le formazioni:

Per Cari Mostri, ben 25 racconti che possiamo così sintetizzare: “Il mostro è dentro noi stessi” – “Il mostro è il sistema: il codice è la vera nuova identità dell’individuo” – “Love is a game” – “Essere pieni di sé è una maledizione” – “Hänsel & Gretel: new generation” – “Avanti così! Arriverà il giorno in cui…” – “La vendetta è un sentimento potente, può attraversare il tempo e lo spazio, senza perdere intensità” – “A gesti estremi, estreme conseguenze” – “Qualcuno era andato vicino alla verità” – “Il bianco e il nero possono avere molte sfumature” – “Il sorriso assolve e il prete trema” – “Gli occhi luminosi dell’altruismo” – “Alcuni trovano impossibile credere a qualcosa che, in realtà, hanno proprio sotto al naso” – “Tanto va il Vampiro al largo che ci lascia lo zampino” – “Si ritorna a casa infinite volte, fino a quando…” – “Il diavolo ha fatto 300 pentole, e solo 299 coperchi!” – “Foglietto illustrativo della Malvagità: attenzione, può avere gravi effetti collaterali, non abusarne mai!” – “Quando si dice che gli allievi superano i Maestri…” – “Cosa mettere in valigia…” – “Le strade portano sempre da qualche parte: meglio non chiuderle” – “A volte vincono i cattivi: non ci credete? Allora meglio che non abbiate mai a che fare con Equitalia” – “Una cosa è certa: per come siamo messi sulla Terra, conviene essere un Dugongo (anche se poi ti seppelliscono di merda!)” – “Di paura si muore! E se lo dice Lui…” – “Orrendostoica paurevolissima terribilosa ninna nanna” – “Le parole possono racchiudere il senso della vita e della morte? Davvero?” (Io, Barbara, rappresento la tifoseria e quelli scritti in rosso, sono i miei giocatori preferiti).

Per La Compagnia dei Celestini, vediamo pronti i tanti Pelicorti, Don Biffero & Co., l’assessore al Malessere Generale Beccalosso, Conte e discendenze, naturalmente i Celestini e i degni avversari, eserciti, giornalisti e in panchina La Grande Meringa. (L’inno nazionale viene interpretato dal gruppo “Mamma mettimi giù”)

Durante la partita mi diverto tantissimo perché l’ironia di Benni non ha eguali, il suo sarcasmo pungente è diretto ma elegante e non risparmia nessuno. È un paroliere preciso, come un infallibile capo cannoniere che centra sempre la porta quando calcia. Eppure, come una vera tifosa esaltata, non ho perso occasioni di gridare un mezzocàz quando capivo cosa in realtà stesse dicendo, perché così tante volte mi sono ritrovata nei suoi pensieri. E altrettante volte ho esclamato che fidipù!, di fronte a certi personaggi tanto assurdi, eppure così verosimili.
Uno stile unico, riconoscibile nell'originalità che l'autore sa trovare quando conia termini nuovi e combina parole magistralmente.
Due libri usciti a distanza di 23 anni l'uno dall'altro, ma inconfondibilmente scritti dalla stessa penna.

E dunque? Chi vince? Ve lo dico con le parole dello stesso Benni: 
«Ma se io vincerò, è vero che tu perderai?»
«Forse che una tazza di tè perde la sua natura se riempiono di tè un’altra tazza?»

Si ringrazia Edgar Allan Poe per l'ispirazione...
(la Books Hunter Barbara)

L'autore:


Stefano Benni (Bologna, 12 agosto 1947) è uno scrittore, umorista, giornalista, sceneggiatore, poeta e drammaturgo italiano. Scrive per il teatro e ha allestito e recitato in numerosi spettacoli con musicisti jazz e classici. Tiene da anni seminari sull'immaginazione e reading. È autore di numerosi romanzi di successo tradotti in trenta paesi.

0 commenti:

Posta un commento