29 giugno 2015

Recensione "Ovunque tu sarai" di Fioly Bocca

Ogni amore che si rispetti deve avere le scarpe giuste per camminare nel mondo. Cadere è così facile… perdersi è un attimo. L’amore è qualcosa che si sente ma non si spiega, qualcosa che ci lascia di stucco per come arriva e ci travolge, e che quando passa lascia dietro a sé la devastazione. Ogni giorno incrociamo la nostra vita con quelle di decine di persone e quasi mai ci viene in mente che in mezzo ai loro sorrisi si nasconda la paura, la rabbia, la delusione, l’abbandono. Certe persone ti viaggiano dentro, lasciano un solco e poi se ne vanno via.
“Scegli bene le parole, le scarpe e gli amori, se vuoi camminare lontano.”
Ci sono amori a cui ci si abitua presto, quelli che nascono con noi. Quelli familiari. Amori che invece si aspettano a lungo prima di incontrarsi, o forse si erano già sfiorati ma non si erano riconosciuti. L’amore è imprevedibile, spesso è un gioco di ruolo: ognuno deve cogliere gli indizi e fare bene il suo.
Se c’è una cosa che si impara a fare nella vita è aggrapparsi ad essi, lasciarsi cullare dalla consapevolezza che ci saranno sempre, fin quando silenziosamente, iniziamo a capire che nessuna persona potrà essere per sempre, che anche i più grandi amori finisco o se ne vanno.
“Aggrapparsi alla speranza non è mentire a se stessi, ma un po’ gli somiglia."
Ed è così che Anita scopre che la vita non è altro che la prova di un funambolo alla ricerca di equilibrio. Sotto la sua pelle si apre lo squarcio più tremendo di tutti. Perché quando chi ami sta per volare via, sembra che non ci sia altro che il vuoto. E allora tutto traballa, anche quello che sembrava andare così bene, i progetti sembrano solo piccoli castelli di carte in preda alle raffiche di vento e ogni certezza cade giù, facendo diventare scomode anche le scarpe migliori.
“… perché la mente non è un interruttore e ci vuole allenamento per abituarsi a un’assenza.”
Il Futuro ci mette alla prova, ci chiede di reagire, ci fa spesso fallire con il Presente e pentire del Passato. Eppure il futuro non ama chi si siede e aspetta, vuole essere aiutato. Spesso come Anita, ci adagiamo sulle nostre debolezze, ci immergiamo nei nostri tormenti e lasciamo che l’onda della vita ci trasporti ovunque, facendoci sbattere sulle rive dei cuori.
“Ovunque tu sarai”, ci ricorda quanto questo atteggiamento sia illusorio e distruttivo. Leggerlo fa capire che dobbiamo attrezzarci per affrontare al meglio l’onda anomala, saper nuotare è parte di quella lotta. Dobbiamo accettare il salvagente che ci viene lanciato da chi si trova dall'altra parte. È inutile chiudersi nella propria sconfitta. Si corre il rischio di non vedere la mano tesa che il Futuro ci ha messo davanti.
Anita è la fragilità e il gran disordine. Tancredi è la sicurezza che sfocia nell'assenza. Agnese è l’amore indiscusso e la mancanza intollerabile. Antonio è la libertà delle piccole cose. Arun è consapevolezza, disegno, storie e coraggio.
Ogni personaggio di questa storia è cucito addosso ad Anita, è una porta chiusa a doppia mandata. Ogni nome, ogni vita che lei incrocia, sono necessarie a farla diventare ciò che il Futuro ha previsto. A volte per vedere le cose da un punto di vista diverso, serve un punto di vista diverso. Serve un colpo al cuore e uno all'anima.
Questo romanzo parla d’amore, quello delicato e quello potente. Lo fa con determinazione, sguardo nello sguardo.
“Combattere non è vincere. Ma è il contrario di perdere.”
Ci racconta di come sia facile lasciarsi sopraffare dagli eventi perdendo di vista gli aiuti. Ci insegna a lottare anche quando una nuvola nera e carica di pioggia si è abbattuta su di noi e non vuole andarsene. Ci ricorda che in mezzo ai dolori ci sono ancora i sorrisi e gli abbracci e che la nostra storia triste è solo una delle tante.
A volte per andare avanti bisogna permettere a qualcun altro di aiutarci a sostenere il nostro fardello. Le situazioni più complicate sono capaci di farci guardare dentro, di rianimare i sentimenti e i ricordi assopiti e ci fanno apprezzare ciò che abbiamo e che avremmo la possibilità di avere.
Mettiamo quelle scarpe allora, allacciamo le nostre mani al Futuro e proviamo a sorridere di nuovo come ha fatto Anita. Da soli si va più veloci, forse, ma insieme si va più lontano.

Se Futuro leggesse questo BookConsiglio, sarebbe fiero di sapere che i nostri occhi sono rivolti a lui...
(la Books Hunter Jessica)


Recensione "Un luogo a cui tornare": QUI

L'autrice:
Fioly Bocca vive sulle colline del Monferrato ed è madre di due figli. Laureata in Lettere all'Università degli Studi di Torino, si è specializzata con un corso in redazione editoriale. Ovunque tu sarai è il suo romanzo d'esordio.

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