13 aprile 2015

Recensione "Piccoli imprevisti tra amiche" di Frances Whiting

C’è un bene prezioso, qualcosa di cui possiamo testare la resistenza solo affidandoci al tempo. Un tempo che spesso scorre senza che ce ne accorgiamo e ci fa crescere, cambiare. L’amicizia. Una parola che racchiude un significato semplice, eppur così importante. Un intreccio di cuori, mani, idee e segreti. Condividere tutto, al di là di tutto.
“Piccoli imprevisti fra amiche” è un romanzo che racchiude tutto ciò che comporta l’amicizia. Risate, cambiamenti, tradimenti, crescita, delusione, amore… imprevisti. Tallulah e Annabelle appena si conoscono, mischiano subito i colori delle loro vite, dando al loro mondo nuove scintillanti sfumature, fatte di linguaggi particolari e intese speciali.
Quello che l’autrice riesce a fare, raccontandoci di loro, è quanto di più vicino ci sia alla meraviglia, alla semplicità e alla realtà. Delinea le vite delle protagoniste così limpidamente, da non far mai staccare il cuore dalla storia. Sorridi e ami le personalità delle piccole Tallulah e Annabelle, e continui a farlo anche quando ormai sono giovani adulte. Ti affezioni alle loro vite, alle famiglie, ai loro amici, ai loro spazi, quasi fossero i tuoi da sempre.
C’è tutto in questo romanzo. Tutto quello che vivere un’amicizia significa. C’è la leggerezza delle cose e la profondità del cuore.
“[…] quando mi aveva raccontato la storia piangendo, mi era sembrato che stesse piovendo dentro di lui.”
C’è anche il cambiamento che siamo costretti ad affrontare. Quello che non ti chiede il permesso, ma che se lo prende. C’è la verità nuda e cruda che ti avvisa di come gira il mondo, di come il per sempre è relativo, di come a un certo punto bisogna aprire gli occhi e andare a riprendersi il proprio respiro.
E c’è Duncan. Un personaggio che si ama e si odia al contempo. E poi lo si ama e basta fino alla fine… Vorremmo essere un po’ bastardi con gloria come lui, per poi saperci ritirare nel fitto della nostra solitudine interiore, appena in tempo per non farci vedere crollare.
“ […] è inevitabile diventare un opportunista, una persona che non fa altro che sgusciare fra le crepe altrui […]”
Ci sono crepe che niente e nessuno potrà mai sanare. Eppure, nascosta laddove noi non vediamo, spesso c’è quella colla che rimette insieme i pezzi. Perché anche quando una grande amicizia sembra perduta, accadono cose che sono ancora capaci di dare nuovamente un volto al vuoto che ci portiamo dentro.
“[…] di sicuro credeva in qualcosa, aveva fede. E pensava che questo qualcosa fosse ciò che riusciamo a sentire in mezzo al frastuono.”
Tallulah e le vite che la circondano sono ricchezza. Si ride, si piange, si assapora la vita. A volte quello di cui abbiamo bisogno quando leggiamo è proprio questo. Assaggiare la vita altrui sentendo che non è poi così distante dalla nostra. Abbiamo bisogno di sentir scorrere le stesse emozioni dei personaggi, anche sulla nostra pelle. La vita di Tallulah mi è passata dentro. Ogni interazione che lei ha cercato, voluto o subito, mi ha colpita, sollevata e toccata.
Ho trascorso del tempo anch'io sull'isola Willow e anch'io, come un salice piangente, ho aspettato sulla spiaggia di sentire quel respiro… di innamorarmi di nuovo.
Bisogna accettare le conseguenze delle nostre azioni, affrontarle e riparare i danni causati dalla nostra imperfezione. Sedersi di tanto in tanto e lasciare vagare la mente, distrarsi e cambiare il nostro vestito senza aver paura delle nostre giornate Doris. Perché prima o poi, saremo in grado di riempire ogni posto della nostra tavola.
(La Books Hunter Jessica)


L'autrice:

Frances Whiting è una delle giornaliste australiane più amate e conosciute. La sua rubrica sul 'Sunday Mail' è seguitissima. Piccoli imprevisti tra amiche è il suo primo romanzo.

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