25 marzo 2015

Recensione "Kikka" di Sara D'Amario

Se tutti gli adulti si ricordassero com’è stata la loro fase adolescenziale, forse gli adolescenti di oggi avrebbero meno problemi ad essere se stessi e ad affrontare il mondo.
I ragazzi scalpitano, tremano, urlano, s’innamorano. C’è quel loro modo di preservarsi e rendersi unici che pochi adulti ricordano da dove viene. Aver voglia di essere se stessi ma voler mostrare chi non si è. Un cerchio imperfetto, un riflesso nello specchio che a volte sembra distorto. L’adolescente cerca risposte, non solo alle piccole cose che fanno da sfondo alla sua vita, ma anche alle grandi che abbracciano quella di ognuno di noi. Se li guardi negli occhi trovi quella consapevolezza che a volte manca nei grandi, ma anche lo smarrimento per tutte quelle prime volte che devono affrontare.
Kikka, terzo romanzo di Sara D’Amario, che riprende i personaggi del suo secondo libro “Un cuore XXL”, (leggibili anche singolarmente), ci immerge nelle vite di sedicenni capaci di grande umiltà, pieni di paure e domande, solidali, divertenti, incasinati e romantici. Si torna fra i banchi di scuola, si studiano il mondo e le persone. L’autrice ci regala il carattere e la storia di questi ragazzi, lasciandoci un po’ più liberi di volare, ma anche capaci di vedere meglio oltre l’apparenza. Affronta, snocciolandoli uno a uno, i temi portanti della società di oggi, ma visti da chi spesso non riesce ad aver voce in capitolo. Con tanta semplicità, questi ragazzi ci parlano svelandoci quanto alcune cose sembrino inarrivabili, quanto le leggerezze degli adulti possano essere il loro ostacolo futuro, quanto è grande il bisogno di essere capiti, ascoltati e abbracciati.
Temi importanti come il sesso, le diversità, il futuro, le debolezze, la solitudine, le insidie del web, vengono sviscerati all’interno del romanzo senza che mai si pensi: “Beh, è scritto da un’adulta, da una mamma.” Proprio per questo si riesce ad immergersi dentro le storie di Zucchero, di Isabella, di Kikka e tutti gli altri, senza mai incappare in un dubbio, anzi, forse qualche porta si apre lasciandoci intravedere oltre.
Zucchero cresce dentro la sua corazza fatta di carne e fame, con cui continua a proteggersi dalle angherie del mondo che lo circonda. Zucchero però è solo alla ricerca della sua strada, come fanno tutti e saprà trovarla, affrontando l’amore, la prima volta e tutte quelle paure normalissime che si fatica a raccontare ai grandi.
La Serpentessa, ovvero Isabella, è cambiata, dopo un anno e mezzo di fidanzamento con Zucchero, sente che ci sono bisogni difficili da domare, allora crede che le risposte siano altrove e le cerca sconvolgendo le carte in tavola, soffrendo.
Poi c’è Kikka, la gemella che arriva da Parigi insieme al fratello, portando scompiglio nella classe per quanto è bella, con quegli occhi azzurri e l’aria smarrita. Kikka ha sedici anni e cela un segreto, qualcosa che lascia il segno.
Intorno a loro i compagni di classe, la compagnia collaudata e le famiglie di ognuno di loro. È come una grande famiglia che da lettore impari a conoscere pian piano, giorno dopo giorno. Capisci che non sei niente da solo e che non puoi stare con qualcuno se prima non ti ami, non ti stimi. In questo libro c’è tutto. Ci sono le domande e fra le righe le risposte. Ci sono i ragazzi con le loro teste da ragazzi e gli adulti con le loro teste che si credono perfette. C’è la scuola, che riesce ancora a creare solidarietà e a dare strumenti utili a crescere. Ci sono le prime volte, quella per amare, per fare l’amore, per la discoteca, per ferirsi, per capire, per stare male, per guardare. C’è anche un viaggio e poi un bel ritorno.
Kikka, il libro, è una ricetta per sorridere guardando il mondo con gli occhi che avevamo a sedici anni, per ricordarci che si può essere adulti senza mai perdere lo smalto che contraddistingue un adolescente, nella ricerca del suo posto nel mondo. Perché gli adolescenti un posto nel mondo lo vogliono, se lo meritano. Loro sono futuro.
Zucchero: “Bisogna trattare con un po’ di attenzione i propri genitori quando fanno qualcosa di speciale”.

E allora trattiamo anche noi grandi, con un po’ di speciale attenzione, i nostri ragazzi.
(le Books Hunters Jessica & Barbara)


L'autrice:
Sopo aver conseguito la laurea in lettere, Sara D'Amario si è diplomata presso la Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino fondata da Luca Ronconi. In teatro è stata diretta, tra gli altri, da Luca Ronconi, krzysztof Zanussi, Nanni Garella e Luca Zingaretti; per il cinema ha recitato in diversi film, tra cui La Banda dei Babbi Natale (con Aldo, Giovanni e Giacomo), Caos Calmo (con Nanni Moretti), Colpo d'occhio (di Sergio Rubini), Assassini dei giorni di festa (di Damiano Damiani), La ragazza del lago (con Toni Servillo), Casomai (di Alessandro D'Alatri); in televisione ha partecipato a molti sceneggiati, tra cui I segreti di Borgo Larici, Il commissario Nardone (nel ruolo di Rina Fort), Le tre rose di Eva (nel ruolo di Angela Corti), Non smettere di sognare, I liceali, Distretto di polizia 8, oltre alle soap opera Vivere e Centro Vetrine. Dopo Nitro (Baldini Castoldi Dalai editore, 2009), nel 2013 Un cuore XXL è stato il suo primo romanzo pubblicato da Fanucci Editore, vincitore del premio Sirmione per la letteratura per ragazzi.

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