13 gennaio 2015

Recensione "Avrò cura di te" di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale

"Avrò cura di te" non è un libro scritto a quattro mani, è scritto a due anime.
Qualcosa di diverso dalle anime affini, o complementari, o prescelte di cui si parla nel libro: semplicemente due anime meravigliose che si incontrano in un rapporto unico e straordinario, che ognuno di noi ha sognato almeno una volta nella vita. 
Chiara Gamberale è Giò (diminutivo di Gioconda), donna fragile in cerca di aiuto, per ritrovare se stessa dopo essersi persa nel fallimento del suo matrimonio. 
Massimo Gramellini è Filèmone, l'angelo custode che "avrà cura di lei". 

Protagonisti di un rapporto epistolare che annienta i confini dello spazio e del tempo, Giò e Filèmone sono indispensabili l'uno all'altra. Lungo tutto il racconto, potrebbe sembrare che solo Giò riceva un grande dono dal suo angelo, ma in realtà anche lui avrà qualcosa da lei.
Dare e ricevere, atti indispensabili al buon funzionamento di qualsiasi rapporto, un equilibrio necessario. 

Giò deve imparare a gestire la sua propensione all'autocommiserazione, in favore di un atteggiamento più propositivo, che implica la capacità di accettazione (di sé, degli altri, della vita). 
'Ti amo' significa 'mi amo a stare con te'. 
Non è egoismo. Gli egoisti non si amano affatto.
Solo chi si vuole bene è capace di volerne anche al prossimo.

Filèmone valorizza un concetto al quale si arriva facendo un viaggio profondo dentro se stessi: la ricerca del proprio talento attraverso l'intuizione.
Temi che Gramellini aveva già affrontato in modo molto originale nel suo precedente libro "L'ultima riga delle favole". Li ritroviamo qui, con una chiave di interpretazione ancora più matura, che il lettore assorbe con grazia attraverso le parole dell'angelo.

I pensieri e le emozioni possono confondere i sentimenti:
leggete questo libro e imparerete ad ascoltare il vostro cuore.
(la Books Hunter Barbara)


Massimo Gramellini


Torinese di sangue romagnolo, è giornalista e vicedirettore de La Stampa. Da anni scrive quotidianamente un corsivo sulla prima pagina in taglio basso, intitolato Buongiorno, dove commenta uno dei fatti principali della giornata.
Inoltre gestisce la rubrica della Posta del cuore sull'inserto settimanale Specchio.
Collabora con la trasmissione televisiva di Rai Tre Che tempo che fa.
Ha pubblicato, tra l'altro: Colpo Grosso (con Curzio Maltese e Pino Corrias), 1994; Compagni d’Italia, 1996; Buongiorno, 2002; Granata da legare, 2006; Cuori allo specchio, 2008; L'ultima riga delle favole, 2010; Fai bei sogni, 2012; La magia di un buongiorno, 2014 e Avrò cura di te (con Chiara Gamberale), 2014.

Chiara Gamberale



È nata nel 1977 a Roma, dove vive. Ha esordito nel 1999 con Una vita sottile (Marsilio), al quale sono seguiti Le luci nelle case degli altri, bestseller internazionale, L'amore quando c'era, Quattro etti d'amore, grazie  tutti per Mondadori, e Per dieci minuti (Feltrinelli). 

Nel 2014 Avrò cura di te (con Massimo Gramellini).

È autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici come Quarto piano scala a destra su Rai Tre e Io, Chiara e L'Oscuro su Radio Due. Collabora con La Stampa , Vanity Fair e Io Donna.

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