4 novembre 2014

Blogtour "Livia e Laura" di Francesca Rossi - 2° tappa

Buongiorno lettori, oggi ospitiamo la 2° tappa del blogtour dedicato al libro dell'autrice Francesca Rossi "Livia & Laura".

Il mistero dei Beati Paoli e la presunta origine storica della mafia.

Palermo, sotterranei del Quartiere “Il Capo”. Rocco, il protagonista del mio romanzo, ha accettato di accompagnarmi nel “quartier generale” della misteriosa setta dei Beati Paoli. Stiamo scendendo sempre più giù, nelle viscere della terra, ma posso solo percepire i miei movimenti e l’ambiente intorno, a causa della benda spessa che il mio amato personaggio mi ha calato sugli occhi.
«Poche chiacchiere e state attenta a dove mettete i piedi» mi intima Rocco mentre mi sostiene per un braccio.
«Veramente dovresti aiutarmi tu. Comunque… manca ancora molto?» chiedo impaziente.
«Ci siamo quasi. Un ultimo gradino… Che camurria che mi state facennu fari» mi rimprovera.
«Stai zitto! Fa parte del mio blogtour» cerco di giustificarmi.
«Eh sì, come no?» rimbrotta. «Vi avverto. L’incontro sarà breve. Poche domande e brevi pure quelle. Mo’ vi tolgo la benda. Ah, un’altra cosa. Dite ai vostri amici del come-si-chiama-tour…».
«Blogtour» lo interrompo stizzita.
«E va bene, come dite voi. Comunque spiegate agli amici vostri che i Beati Paoli qui al Capo ormai non ci vengono più».
«Come mai?» domando, gli occhi finalmente liberi di guardarsi intorno.
«Perché qua sotto è umido e poi, se non vi ricordate il motivo, andate a rileggervi il romanzo che avete scritto» rimbrotta.
«Ma per quale ragione ti chiedo le cose?» sospiro rassegnata.
In effetti Rocco non ha tutti i torti; ci troviamo in una stanza piccola, illuminata solo da quattro torce antichissime, da cui il fuoco serpeggia indomabile. Le pareti sono incrostate e impregnate dall’umidità, ma non ho tempo per descrivere oltre. 
Un uomo alto e all’apparenza magrissimo viene verso di me. Indossa una tunica lisa, molto simile a quella dei frati, non fosse per il colore più scuro e un cappuccio che gli copre il volto per intero, con due minuscoli fori per gli occhi.


«Benvenuta» mi accoglie l’uomo con voce profonda. Non saprei stabilire la sua età solo da questo particolare, ma ho l’impressione che non sia affatto anziano.
«Grazie mille per avermi permesso di essere qui» sorrido intimorita. «So che non è facile essere ammessi…».
«Andate al punto» mi esorta Rocco. «E rammentatevi pure che abbiamo stabilito tre sole domande. Tre, non una di più».
Guardo di sottecchi il protagonista del mio romanzo, ma non ho tempo di discutere con lui ora. Devo fare la mia breve intervista.
«Qual è l’origine dei Beati Paoli? Perché e come è nata la vostra setta? Posso sapere anche il suo nome, così mi viene più facile farle domande?».
«Eh! Io tre domande vi dissi. Già le avete sprecate tutte!» mi rimprovera Rocco.
L’uomo con la tunica alza lentamente un mano, come a voler fermare il disappunto del mio personaggio e ride bonariamente: «Va bene così. Il mio nome non è importante, poiché non sono che un singolo, una goccia d’acqua di un mare sotterraneo e prepotente, pronto a far giustizia e punire chi si macchia di gravi colpe. Noi Beati Paoli siamo figli delle storture della nostra società e il nostro scopo è agire secondo le regole della vendetta, punendo chi maltratta e prevarica i più deboli. Il giudizio non risparmia nobili, né politici, né preti. Per questo tutti ci conoscono anche come Vendicosi, cioè vendicatori. Questa è la nostra origine». 
Avrei molto da ribattere, ma il tempo è poco e temo che i miei discorsi aizzerebbero una inutile diatriba. Meglio procedere con la domanda successiva.
«Capisco il vostro desiderio di raddrizzare una società con molte contraddizioni e problemi, ma per questo c’è la Legge. Molti direbbero, a ragione, che i vostri “processi” sono sommari e non ci si può fare giustizia da soli e, sinceramente, lo penso anche io. Inoltre, secondo le fonti, il vostro nome deriva dal santo Francesco di Paola e c’è chi insinua che voi siate dei religiosi. Non c’è contraddizione tra la vostra sete di giustizia e i vostri atti?».
«Dove non arriva la Legge, mai perfetta e in continua evoluzione, arriviamo noi. Non vi interessa sapere chi siamo, sappiate solo che i nostri giudizi sono inappellabili. Noi siamo le ombre della città, ci fondiamo con muri e pareti, chiese e abitazioni. Ascoltiamo, conosciamo tutto e i colpevoli vengono processati proprio qui. Se condannati, il pugnale fa il resto. Dov'è, dunque, la contraddizione? Non aspira, forse, l’uomo alla libertà e al bene? Ricordate, noi apparteniamo a un altro tempo, a un altro mondo, lontano da voi e da quello del vostro amico».
«Nel mio tempo alcuni storici ritengono che dalla vostra misteriosa organizzazione se ne sia originata un’altra, quella mafiosa, la quale non ha certo a cuore il benessere dei cittadini, al contrario; è un anti-Stato che uccide, prevarica e sottomette per i propri interessi con i mezzi più crudeli e vili. Gli studiosi hanno analizzato ciò che si sa dei riti e del modo di pensare e agire dei Beati Paoli e proprio da queste analisi si è teorizzato il collegamento vendicosi-criminalità organizzata. Se fosse provata questa teoria perfino la vostra setta ne uscirebbe compromessa e, per dirla tutta, lo è già. Cosa ha da dire in proposito?».


L’uomo incappucciato scoppia a ridere e Rocco mi guarda accigliato. Lo so, la mia è una domanda fuori luogo, perché uomini di secoli fa non possono conoscere il futuro e, forse, mi sono spinta troppo oltre. Nonostante i miei indugi, però, l’adepto dei Beati Paoli mi risponde con voce pacata:
«E’ del tutto normale che un albero dia frutti buoni e frutti marci. E’ altrettanto ovvio che alcune terre siano fertili mentre altre, magari confinanti, siano sterili. L’origine dei Beati Paoli e la loro evoluzione, o degenerazione, è avvolta nel mistero che spetta a voi posteri svelare, non a me che l’ho vissuto».
«Però dalle sue parole mi pare di intuire che a lei, questo legame tra Beati Paoli e mafia, non sembri tanto assurdo… » azzardo, pur sapendo che il mio tempo è scaduto.
«E mo’ basta. Avevamo detto tre domande» mi rimprovera Rocco, il quale, miracolosamente, è riuscito a rimanere in silenzio accanto a me per tutta la durata dell’incontro.
«Devo andare» bisbiglia l’uomo incappucciato inchinandosi di fronte a me.
Si volta e l’oscurità del sotterraneo lo inghiotte, riportandolo in un passato che a me non è consentito neppure intuire.
«Al Beato Paolo ci dovevate dare del voi, non del lei. Ve lo spiegai» si arrabbia Rocco.
«Andiamo, è meglio. Qui sotto è davvero umido» cerco di cambiare argomento. «E poi devo tornare nel mio mondo e tu, caro Rocco, nella mia testa» sorrido dolcemente come farebbe una mamma con i suoi bambini.
«Sì e che testa c’avete. Dura come il marmo!» ribatte il giovane battendo piano il pugno sulla parete sporca.
Rimetto la benda e risaliamo i gradini. Le nostre vite e le nostre storie ci aspettano.
(Francesca Rossi)

Carissimi lettori del Books Hunters Blog, Rocco ha accettato di accompagnare anche voi dall'adepto della setta dei Beati Paoli.

Ecco il messaggio di Rocco:
<<Signori del Books-Hunters-Coso non prendetevi troppe confidenze e fateci una sola domanda all'incappucciato. UNA! Viri ca' (vedi che) i domande dovete metterle nei commenti ca' sutta (qui sotto). Prima però metteteci un bel "Mi Piace" alla pagina Facebook di queste due picciotte (saremmo noi) e iscrivetevi come lettori fissi al loro Books-Hunters-coso.>>

Noi del Books Hunters coso, invece, come da regolamento vi ricordiamo che per partecipare al Giveaway finale, dovete anche mettere "Mi Piace" alla pagina Facebook "Francesca Rossi Autrice" e a commentare almeno tre tappe del blogtour.

3 commenti:

  1. Mi è piaciuto molto tutto l'articolo e soprattutto com'è impostato. Dei Beati Paoli sapevo poco o quel che c'è scritto in giro per la rete e i miei ricordi affondavano allo sceneggiato Rai del 1975. Io una domanda non la ho, però...Mi piace lo stesso :P

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  2. Fantastico il messaggio di Rocco!! :-) Le opinioni contrastanti sui Beati Paoli e sul loro operato li rendono decisamente misteriosi e intriganti!

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