16 maggio 2014

Recensione "L'ultima riga delle favole" di Massimo Gramellini

Ho letto questo libro nei giorni in cui ho avuto l’immenso piacere di incontrare Massimo Gramellini al Salone del Libro di Torino. All’incontro l’ho sentito parlare di temi attuali, assolutamente materiali e concreti: gli effetti della globalizzazione sull’economia e sulle nostre vite, i ragazzi e gli strumenti che hanno a disposizione oggi per costruirsi un futuro, il cambiamento che tutti dovremmo attuare nelle nostre menti per progredire insieme a questo nostro mondo. L’ho adorato. E altrettanto mi è piaciuto in questo libro che di materiale e concreto non ha niente, è quasi un viaggio spirituale attraverso il proprio Io per trovare la personale dimensione di armonia con l’universo.

Devo dire che fin'oltre alla metà, ho fatto fatica ad apprezzare a fondo questo libro, in alcuni momenti mi sono sentita profondamente confusa, quasi scombussolata, come se avessi perso il senso delle cose. Mi sono persino detta che questo libro non faceva per me. Ma in realtà ero combattuta, perché la verità è che certi passaggi mi si appiccicavano addosso perfettamente, come una seconda pelle. Mi sono fermata, ho guardato il libro e ho visto che le orecchie sulle pagine che avevo fatto ogni volta che incontravo una frase che mi calzava a pennello, erano davvero tante. Allora ho capito. Ho compreso che “tutto era giusto e perfetto”.
Tutti prima o poi, siamo costretti a intraprendere un viaggio introspettivo alle “Terme dell’Anima”, fluttuare nell’acqua delle vasche di cui è composta, accettando il rischio di affogare affrontando prove che ci mettono davanti al nostro Io e ci costringono a guardarlo in faccia, a comprenderlo. Dobbiamo lottare contro le nostre paure per raggiungere la luce e la libertà che troveremo solo nella “Camera del Cuore”. Dobbiamo attivare l’intuizione che ci consente di valorizzare il nostro talento. Dobbiamo tutti arrivare all’ultima riga delle favole.

Non saprei completare questa frase: “Ti consiglio di leggere questo libro perché…”! Posso solo consigliare di leggerlo, di seguire fino alla fine il viaggio del protagonista Tomàs, senza scoraggiarsi quando tutto sembrerà “strano”, “disordinato”… ma trovando l’entusiasmo per arrivare alla fine, perché il puzzle si completerà e davanti a voi ci sarà un’immagine propositiva, un messaggio di speranza. Sarete più ricchi e più completi perché, in fondo, le favole finiscono sempre con “… E vissero felici e contenti”, l’errore è non crederci o peggio, averne paura.
(la Books Hunter Barbara)


L'autore:
Massimo Gramellini nato a Torino nel 1960, attualmente risiede a Roma. Lavora presso il quotidiano La Stampa, per il quale cura da tre anni un breve articolo di prima pagina, intitolato Buongiorno, oltre ad occuparsi di politica e costume. Ha diretto per un anno la rivista Specchio, allegata settimanalmente a La Stampa, sulla quale adesso risponde ai lettori che scrivono alla posta del cuore.


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