6 dicembre 2016

Cover della settimana: "Gli sdraiati" di Michele Serra

Appuntamento a stasera, martedì 6 dicembre, dalle 21,00 a Leggiamoci di torno, su NeverWas Radio.
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Buonasera lettori, è martedì ed è ora del nostro appuntamento serale con gli amici della radio e quindi con "Leggiamoci di torno". La Ross e Alex ci ospitano per lo spazio dedicato a "un libro non si giudica dalla copertina... O forse sì!".

Questa settimana vi parliamo de "Gli sdraiati" di Michele Serra edito da Feltrinelli.


Cover semplice, ma efficace quella con cui Feltrinelli ha voluto far uscire questo libro. Ma si sa, quelle di questo editore, sono quasi sempre cover con pochi particolari, eppur pregne del significato del romanzo.

Abbiamo un ragazzo in piedi, la sua ombra rossa che si anima.
Mani in tasca Vs. saluto.

Avevamo parlato de "Gli sdraiati" in una nostra Caccialibri dopo averlo letto e ora, analizzando per questa occasione la cover, non possiamo far altro che apprezzarla.
Un concetto molto semplice, ma di gran potere.
Ragazzi che vivono senza coscienza del mondo, sdraiati appunto, presi dal guardare un soffitto, anziché il cielo d'ogni stagione.

L'eterna lotta fra eretti e sdraiati, quindi.
Fra vecchi e giovani individui, che camminano o si trascinano nel mondo.

"... un mondo dove i vecchi lavorano e i giovani dormono, prima non si era mai visto".

Cover: approved
(perché a volte un concetto visivo può esser espresso con pochi particolari)

Titolo: approved
(Fa sorridere, è efficace e suggerisce una nuova categoria di umani)

Storia: approved
(La nostra CacciaLibri dedicata al libro QUI)


Ne parliamo questa sera ONAIR!
(Leggiamoci di Torno è in diretta su NeverWasRadio dalle 21.00 alle 22.30)
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"Il colore della gioia" - Diana Rosie

Buongiorno lettori, vi segnaliamo un libro che la critica ha accolto con grande entusiasmo. Si tratta del romanzo di esordio di Diana Rosie, Il colore della gioia, edito da Nord.

Un nonno che ha perso il suo compleanno, e un nipotino determinato a restituirglielo: una storia indimenticabile.

LA STORIA DEL BAMBINO CHE INSEGNÒ AL NONNO L'IMPORTANZA DEI RICORDI (E DELLA SPERANZA).


Alberto è un uomo concreto, di quelli che preferiscono concentrarsi sul futuro piuttosto che sprecare tempo a rimuginare sul passato. Anche perché, del suo passato, ricorda ben poco. Non sa nemmeno quando è nato. Un dettaglio poco importante per lui, ma non per suo nipote Tino: quando scopre che nonno Alberto ha «perso» il compleanno, con l'innocenza tipica dei bambini gli propone di andare a cercarlo. Forse per distrarre Tino, preoccupato per il padre ricoverato in ospedale, forse per soddisfare una curiosità mai del tutto sopita, Alberto accetta. E così, partendo dall'orfanotrofio in cui Alberto ha trascorso l’infanzia, nonno e nipote intraprendono un viaggio attraverso una Spagna che profuma di nostalgia e di brandy, di sole e di occasioni perdute, inseguendo i frammenti di una famiglia separata dalla furia della guerra, ma che non ha mai rinunciato alla speranza di potersi riunire. E, a poco a poco, Alberto si renderà conto che il passato non è affatto un cimitero di rimpianti, e che i ricordi sono come fiori: crescono e sbocciano anche quando meno te lo aspetti, riempiendo la nostra esistenza dei colori della gioia.
Il colore della gioia è un inno alla memoria e alla speranza nel futuro; perché solo se sappiamo da dove veniamo scopriremo chi siamo veramente e accoglieremo con slancio le sorprese che la vita ha da offrire.

Titolo: Il colore della gioia
Autore: Diana Rosie
Editore: Nord
Pagine: 320
Prezzo di copertina: € 16,90 - € 9,99
Uscita: 27 ottobre 2016
ISBN-13: 978-8842928614

«Una storia magnifica, un inno all'importanza dei sentimenti»
The Daily Mail

«Un romanzo coinvolgente con un protagonista d'eccezione: la speranza»
Essentials Magazine

«Un esordio toccante. Se state cercando una storia positiva e originale, questa fa al caso vostro»
Mail on Sunday

Diana Rosie ha lavorato per diversi anni come copywriter, collaborando con alcuni dei marchi più popolari al mondo, per i quali ha ideato campagne pubblicitarie premiate dagli esperti del settore. Questo è il suo romanzo d’esordio.

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"La spia" di Paulo Coelho

Buongiorno amici lettori, oggi parliamo del nuovo romanzo di Paulo Coelho, La spia, edito da La nave di Teseo.
Il libro parla di una figura storica straordinaria: Mata Hari. La donna, prima ancora del personaggio. Lei con i suoi pensieri e atteggiamenti anticonformisti, così coraggiosa... lei con le sue tante debolezze. Un ritratto intimo e affascinante, perfettamente collocato nella ricostruzione storica dei primi del Novecento. Una nuova prova per la magnifica penna di uno dei più grandi autori contemporanei.


Parigi, prigione di Saint-Lazare, 1917. Una donna attende con fierezza il proprio destino. Ha un solo desiderio: che sua figlia sappia la verità, che non creda ad altri che a sua madre. E così prende carta e penna per raccontarle la sua vita avventurosa e controversa. Lei è Mata Hari, la donna più desiderabile e desiderata del suo tempo: ballerina scandalosa, seduttrice infallibile degli uomini più ricchi e potenti, capace di diventarne cortigiana, amante e fidata confidente; e, forse per questo, di suscitare gelosie e invidie nelle donne e mogli dell'aristocrazia parigina. Lei è la donna dai molti nomi: Margaretha, il nome di battesimo; Mrs MacLeod, come la chiamavano a Giava; H21, il nome in codice che i tedeschi le avevano attribuito durante la guerra. Il passato di Mata Hari è oscuro, il suo presente sempre pericoloso: ha dedicato la sua vita alla libertà e al desiderio, ha sfidato i pregiudizi della società, e ora sconta l'accusa infamante di spia. La sua unica colpa: essere una donna libera.

Titolo: La spia
Autore: Paulo Coelho
Editore: La nave di Teseo
Pagine: 206
Prezzo di copertina: € 17,00 - ebook € 9,99
Uscita: 10 novembre 2016
ISBN-13: 978-8893441001

Il commento del lettore:
"Ho sempre apprezzato gli scritti di Paulo Coelho e devo dire che La spia è uno dei romanzi migliori che io abbia mai letto.
Ci porta nel vivo, nel profondo, negli angoli più nascosti della vita di Mata Hari... tenebrosa, dalle mille sfaccettature, dai mille nomi e dalle mille bellezze. 
[…] Il testo è davvero bellissimo, molto scorrevole ma intenso, un crescendo continuo di emozioni, di fatti ed avvenimenti inediti che ti travolgono e fanno riflettere.
Opera stupenda da leggere e da ammirare."
Albachiara (Amazon)

Prima di acquisire una notorietà internazionale e divenire un autore di best-seller mondiali, ha dovuto superare molti ostacoli. Durante l’adolescenza, ha subito la terapia degli elettroshock: accadde quando, tra il 1966 e il 1968, i genitori lo fecero ricoverare per tre volte in un ospedale psichiatrico, reputando un segno di pazzia il suo atteggiamento ribelle. A causa della frequentazione di alcuni ambienti artistici, venne incarcerato e sottoposto alla tortura fisica per presunte attività sovversive contro la dittatura brasiliana.
Più tardi, incontrò la rock star Raul Seixas e aderì al movimento hippie, vivendo quella che venne considerata l’età "dell’amore e della pace”, l’epoca di “sesso, droga e rock’n’roll”. 
Insieme, tra il 1973 e il 1982, i due artisti composero circa 120 canzoni, che rivoluzionarono la musica pop in Brasile.
Hippie, giornalista, rock-star, attore, commediografo, regista teatrale e produttore televisivo; un insieme di attività che si interruppero nel 1982 durante un viaggio in Europa. 
A Dachau, e qualche tempo dopo ad Amsterdam, Paulo ebbe un incontro mistico con “J”, il suo futuro mentore, che lo convinse a percorrere il Cammino di Santiago de Compostela, un pellegrinaggio medievale la cui strada si snoda tra Francia e Spagna. 
Nel 1986 Coelho percorse il Cammino di Santiago: fu lì che riabbracciò il cristianesimo, ritrovando quella fede che gli era stata trasmessa dai gesuiti durante il periodo della scuola. Egli avrebbe descritto questa esperienza nel suo primo libro, Il Cammino di Santiago, pubblicato nel 1987 e tradotto in Italia nel 2001 da Bompiani. 
L’anno successivo, uscì la sua seconda opera, L’Alchimista (pubblicata in Italia nel 1995 da Bompiani), quella che gli consentì di ottenere una fama mondiale. 
Tra le altre sue opere troviamo Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (1996), Monte Cinque (1998), Manuale del guerriero della luce (1997), Veronika decide di morire (1999), Il diavolo e la signorina Prym (2000), Undici minuti (2003), Lo Zahir (2005), Sono come il fiume che scorre (2006), Henry Drummond, il dono supremo (2007), La strega di Portobello (2007), Brida (2008), Il vincitore è solo (2009), Amore (2010), Le Valchirie (2010), Aleph (2011), Il manoscritto ritrovato ad Accra (2012) e Adulterio (2014), tutte pubblicate da Bompiani. Nel 2016 pubblica con La nave di Teseo La spia.
Paulo Coelho ha ricevuto numerosi premi internazionali.
Dal 2002 è membro dell'Accademia Brasiliana delle Lettere.
Insieme con la moglie Christina Oiticica divide la sua vita tra Rio de Janeiro e l’Europa.

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5 dicembre 2016

"Quasi per caso una donna" - Dario Fo

In uscita il 2 gennaio 2017


Colta e ribelle, ammirata e avversata, imprevedibile e coraggiosa. L’ultima eroina narrata da Dario Fo è una «regina impossibile»: Cristina di Svezia. Nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, Cristina si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne. Si circonderà di filosofi e artisti, da Cartesio a Pascal a Molière. Lasciato il trono di Svezia si convertirà al cattolicesimo per trasferirsi a Roma, dove darà vita al movimento artistico che, alla sua morte, nel 1689, porterà alla fondazione dell’Accademia dell’Arcadia. Dario Fo, dopo La figlia del papa, si dedica a un’altra grande figura femminile, una donna emancipata, che ha molto da raccontare al mondo di oggi. Fo le dà voce esaminando i testi storici, osservando i dipinti che la ritraggono, riprendendo le cronache dell’epoca, e soprattutto immaginandola, per farla rivivere in tutta la sua straordinaria unicità: indipendente e insofferente a ogni vincolo, in piena sintonia con la sua stessa, vulcanica vita.

Titolo: Quasi per caso una donna
Autore: Dario Fo
Editore: GUANDA
Collana: NARRATORI DELLA FENICE 01
Pagine: 160
Prezzo di copertina: € 15,00 - ebook € 7,99
Uscita: 02 gennaio 2017
ISBN: 9788823516663


Dario Fo nasce il 24 marzo 1926 a San Giano, provincia di Varese, dove suo padre era capostazione. Diplomato all’Accademia di Brera, frequenta il Politecnico, ma scopre in fretta la vocazione per il teatro e per la satira. Comincia a scrivere testi per la radio, poi debutta in scena con Franco ­Parenti e Giustino Durano. È l’inizio di una fortunata e lunga carriera che lo porterà, tra successi e censure, a venire rappresentato in tutto il mondo, con commedie politiche che attingono alla cultura popolare e alla cronaca di tutti i giorni. Nel 1997 riceve il premio Nobel per la letteratura. Guanda ha pubblicato: Il mondo secondo Fo. Conversazione con Giuseppina Manin, L’amore e lo sghignazzo, L’Apocalisse rimandata, Una vita all’improvvisa, scritto con Franca Rame, La Bibbia dei villani, L’osceno è sacro, Il Boccaccio riveduto e scorretto, Il Paese dei misteri buffi, Un clown vi seppellirà, questi ultimi due scritti con Giuseppina Manin, Ciulla, il grande malfattore, scritto con Piero Sciotto, Storia proibita dell’America e Dario e Dio, scritto con Giuseppina Manin. Dario ci ha lasciato lo scorso 13 ottobre.

3 dicembre 2016

Secondo capitolo della saga "Le Cronache degli Arcangeli": La Transizione

Buongiorno lettori, oggi segnaliamo l'uscita del secondo capitolo della saga Le Cronache degli Arcangeli, l'esordio di Alexis Ann Flower in HarperCollins.

Tre sono i volumi della serie:
1# La cacciatrice
2#La trasformazione
3# Il sacrificio

Il 30 novembre è uscito il secondo capitolo:


Un'antica profezia parla dell'unione di un angelo e di un demone, del destino che si compirà nel momento in cui i loro sguardi si accenderanno di passione. Un'antica profezia parla della nascita del distruttore, colui che assurgerà al regno dei cieli e lo piegherà al suo volere. 
Cassandra non riesce ad accettare che la sua trasformazione la renda uguale all'odiata madre Lilith. E proprio mentre i dubbi sulla propria esistenza la divorano ascolta, non vista, una conversazione tra gli arcangeli, che sembrano decisi a ucciderla, per liberare il genere umano da un mostro. Stravolta per il fatto di essere stata abbandonata anche da loro, fugge dalla fortezza e inizia a vagare senza meta tra le cime innevate dei Carpazi e lì la trova Lilith, che non si lascia sfuggire l'occasione per portarla nel suo nascondiglio e cercare di piegarla al suo volere. 
Ma Cassie è la cacciatrice rossa e nessuno è mai riuscito a domarla!

Titolo: La Transizione (2# - Le Cronache degli Arcangeli)
Autore: Alexis Ann Flower
Editore: HarperCollins Italia
Collana: ELit
Genere: Paranormal Romance
Pagine: 139
Prezzo: € 3,49
Uscita: 30 Ottobre 2016

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2 dicembre 2016

"Il sorriso perverso della morte" di Faith Mortimer - Un thriller psicologico

Buongiorno lettori, vi segnaliamo un thriller psicologico, pubblicato dall'autrice Faith Mortimer.

"Alzai la faccia per guardarmi allo specchio e mi congelai. Sentii il sangue defluire dal viso mentre fissavo la condensa sullo specchio.
Scritte lungo la parte inferiore, col mio pallido lucidalabbra, c’erano una fila di parole agghiaccianti. ‘Ti sto guardando e mi piace.’"

Titolo: Il sorriso perverso della morte
Autore: Faith Mortimer
Editore: Selfpublishing
Genere: Thriller psicologico
Uscita: 30 giugno 2016 
Pagine: 218
Prezzo (ebook): € 2,72
Traduttrice: Monica R. Pelà

Trama:
Cosa può fare una donna quando il suo ex non vuole accettare un “no” come risposta? Moya vuole chiudere la sua breve relazione con Martyn ed è convinta che alla fine lui accetterà la sua decisione, ma l’amante respinto non ne ha la benché minima intenzione.
Tre settimane dopo, Moya incontra la sorella maggiore Evie a un picnic e viene a sapere che, di recente, ha trovato l’uomo dei suoi sogni. L’unico problema è che si tratta proprio di Martyn, l’ex respinto da Moya.
Quasi subito, Moya si ritroverà coinvolta in un lungo e terrificante incubo, in cui dovrà lottare contro un avversario che ama mettere in atto sinistri giochetti mentali, celandosi dietro la maschera del suo perverso sorriso.
A mano a mano che passano i mesi, la battaglia psicologica con Martyn si trasformerà pericolosamente in un conflitto fisico. Un conflitto da cui solo uno ne uscirà vivo.

“Sentii una risata, e quel suono spietato mi fece gelare il sangue nelle vene. “So che sei là fuori, Moya. Perché non vieni a giocare? So quello che ti piace, ci sono già passato. Vieni a vedere cosa ho preparato per te,” sussurrò.

L'autrice:
Faith Mortimer è un’affermata autrice inglese di bestseller, che trascorre la propria vita in parte nello Hampshire, in Inghilterra, e in parte a Cipro. Nel 2005 ha trasformato la sua passione per la scrittura in una professione, e da allora non si è mai fermata. Quando era bambina, sognava di scrivere romanzi che i lettori avrebbero amato, e trascorreva molte ore a scrivere racconti che poi leggeva alle sorelle. È nata a Manchester e ha frequentato le scuole a Singapore, in Malesia e nello Hampshire, in Inghilterra.
Finora ha scritto e pubblicato quattordici romanzi e una raccolta di racconti.
La sua serie di thriller psicologici “Dark minds” e la serie di gialli classici “Diana Rivers mistery thriller” sono state tradotte e distribuite in tutto il mondo.

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"Oggi siamo vivi" - Emmanuelle Pirotte

In uscita il 12 gennaio 2017

Ci sono giorni in cui siamo chiamati
a compiere una scelta.
Ci sono scelte che segnano per sempre
il destino di una vita.
Ci sono vite che possono cambiare
in un battito di ciglia.
Oggi è uno di quei giorni.


UNA BAMBINA EBREA
E UN SOLDATO TEDESCO:
UN'AMICIZIA PIÙ FORTE DELL'ODIO

Dicembre 1944. I tedeschi stanno arrivando. Il prete di Stoumont, nelle Ardenne, ha un'unica preoccupazione: mettere in salvo Renée, un’orfana ebrea nascosta nella canonica. E, d’un tratto, il miracolo: una jeep con a bordo due soldati americani si ferma davanti alla chiesa e lui, di slancio, affida a loro la piccola.
Tuttavia quei due soldati hanno solo le divise americane. In realtà si chiamano Hans e Mathias e sono spie naziste.
Arrivati in una radura, Hans prende la pistola e spinge la bambina in avanti, in mezzo alla neve. Renée sa che sta per morire, eppure non ha paura. Il suo sguardo va oltre Hans e si appunta su Mathias. 
È uno sguardo profondo, coraggioso. Lo sguardo di chi ha visto tutto e non teme più nulla.
Mathias alza la pistola. E spara. Però è Hans a morire nella neve, con un lampo d’incredulità negli occhi.
Davanti a Mathias e Renée c’è solo la guerra, una guerra in cui ormai è impossibile per loro distinguere amici e nemici. E i due cammineranno insieme dentro quella guerra, verso una salvezza che sembra di giorno in giorno più inafferrabile. Incontreranno persone generose e feroci, amorevoli e crudeli. Ma, soprattutto, scopriranno che il loro legame – il legame tra un soldato del Reich e una bambina ebrea – è l’unica cosa che può dar loro la speranza di rimanere vivi…

Ci sono momenti nella vita in cui siamo costretti a confrontarci con l'inevitabile. Momenti in cui tutto sembra ormai deciso. Eppure il romanzo di Emmanuelle Pirotte ci ricorda che non è mai troppo tardi per cambiare il nostro destino. Anche nell'ora più buia, basta un'unica, coraggiosa scelta per varcare il confine che separa la vita dalla morte, il bene dal male, l’aguzzino dall'eroe. Basta uno sguardo per sciogliere la neve che portiamo nel cuore. Basta un istante per ritrovare la pace.

Romanzo vincitore del:
Prix Edmée de la Rochefoucauld 
Prix de l’Office Central des Bibliothèques
Prix Littéraire Palissy
Prix Lilly

Titolo: Oggi siamo vivi
Autore: Emmanuelle Pirotte
Editore: NORD
Pagine: 304
Prezzo di copertina: € 16,90
Uscita: 12 gennaio 2017
ISBN: 9788842928492

«Una magnifica sorpresa.»
L'express
«Straordinario, di una bellezza commovente.»
Lire


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1 dicembre 2016

"Cacao City" di Antonietta Usardi - Quando il cacao diventa droga in una Milano distopica

Buongiorno lettori, vi segnaliamo con piacere il libro dell'autrice Antonietta Usardi edito da Dalia Edizioni:

Titolo: Cacao City
Autore: Antonietta Usardi
Editore: Dalia Edizioni
Genere: Romanzo
Uscita: 2015
Pagine: 270
Prezzo (cartaceo): € 14,00
Prezzo (ebook): € 4,99
ISBN 9788899207090

Trama:
In una Milano distopica e contemporanea, il cacao è la droga preferita dagli anziani e spopola, fatale, in case di riposo e circoli ricreativi. Delizia, addetta agli abbracci in un megastore del centro, e suo fratello Claude, poliziotto, cercano disperatamente per la città i nonni Belinda e Costante, fuggiti da un centro di disintossicazione. Li segue Robespierre, giornalista con la vocazione del cronista d’assalto, disgraziatamente impiegato al “Gazzettino delle Buone Notizie”.
Traffici illeciti, omicidi e misteriose sparizioni: nulla è ciò che sembra sotto le oscure luci di Chinatown. Chi ha portato il cacao in città? Perché Belinda e Costante, rapinatori di professione in gioventù, sono in fuga con tutta la vecchia banda?

L'autrice:
Antonietta Usardi vive, sogna e scrive. Scrive per “Officine Milanesi” e “Milano Magazine” di cui è responsabile e ideatrice; scrive di cinema, fotografia e cultura per diversi blog e siti; scrive racconti, ricette, appunti vari e romanzi. Quando mette giù la penna, programma il prossimo viaggio. È fermamente convinta che nella vita tutti, almeno per una volta, dovrebbero avere i piedi di un vagabondo. Ama i boschi, le stazioni e gli spazi vuoti. Ha smesso con il cioccolato anni fa, adesso coltiva altri vizi. Cacao city è il suo terzo, peccaminoso, rocambolesco romanzo.
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Ebook editi nel 2016, anche self: nuova sezione del Premio Letterario Terra di Guido Cavani

Scrittori oggi ci dedichiamo a voi.
Il Premio Letterario Terra di Guido Cavani, di cui noi siamo giurate, giunto alla sua terza edizione, apre le porte al digitale.
La sezione dedicata agli ebook editi nell'anno 2016, è aperta a coloro che sono stati pubblicati da editore ma anche agli autori self.


Per ovvie ragioni, benché le altre sezioni siano altrettanto interessanti (A per i racconti inediti, B sezione giovani, D i cortometraggi), la selezione prevista per i formati digitali ha un che di innovativo, non solo per il fatto di essere l’unica nel suo genere, ma anche perché, per la prima volta, anche il self publishing viene posto allo stesso livello dell’editoria tradizionale, offrendo una nuova dignità all’auto pubblicazione: chi ne uscirà vincitore, fra i self, saprà di essere passato attraverso lettori esigenti e giudici inflessibili. Ovviamente non solo self ma chiunque abbia pubblicato in formato digitale!
Attenzione alla scadenza per partecipare al concorso: 
l’invio deve essere effettuato entro le 23.59 del 28 gennaio 2017.

Provateci!

Scrittori, fate il vostro gioco!

Buongiorno amici, oggi vi parliamo di una divertente iniziativa targata Il mondo dello scrittore.
L'invito è per tutti gli scrittori che abbiano voglia di giocare un po' con uno dei loro libri.
Il gioco ha lo scopo di farsi conoscere e promuovere il proprio lavoro.
Ecco l'idea, che si sviluppa su tre schemi:



La mia postazione
Fate una foto alla vostra scrivania o al luogo in cui create i vostri personaggi, le trame e le ambientazioni. Il posto in cui ogni atto di fantasia prende corpo e diventa un romanzo, un racconto o una poesia, ma anche un saggio o altro ancora. La postazione in cui, in definitiva, tutto il vostro essere creativi si esprime al meglio. Alla foto abbinate un testo...


Libri da gustare
Seconda possibilità: abbinate il vostro libro a una pietanza. Avete scritto un erotico? Allora la portata sarà piccante. Un giallo? Molto probabilmente il piatto da accostare potrebbe riservare delle sorprese. Gli accoppiamenti sono infiniti e possono far scaturire dalla vostra fantasia delle associazioni davvero interessanti, quindi non ponetevi dei limiti e spaziate fra tutto quello che l’arte culinaria mondiale è in grado di offrire...

Gioco di Libri
Anche per questo gioco vi chiediamo di fare uno sforzo d’immaginazione. Provate a chiedervi: Se il mio libro fosse una città, quale sarebbe? E se fosse una canzone? Un quadro? Ebbene, provate a rispondere dando, ovviamente, una motivazione anche molto personale alle scelte che effettuerete...

Abbiamo lasciato i puntini di sospensione in ogni schema: se volete saperne di più e scoprire come partecipare, collegatevi qui.

Il risultato del vostro gioco verrà pubblicato sul sito Il mondo dello scrittore, che ha sempre un occhio di riguardo per gli scrittori che attivamente vogliano farsi conoscere. 
Una vetrina importante per incontrare nuovi lettori. Il tutto divertendosi anche un po'. 
Per cui scrittori, fate il vostro gioco!

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30 novembre 2016

SpazioEsordienti dedicato a... Gabriele Arpino

Amici lettori, se come noi siete sempre a caccia di nuove letture, oggi vi parliamo di un giovane autore al suo esordio: Gabriele Arpino.

Non tutto è così semplice.
È il titolo del mio primo romanzo. Sono un ragazzo di 19 anni e ho creato questa pagina per far conoscere il mio lavoro:

Giacomo è un ragazzo di diciassette anni che vive in un piccolo paese della Toscana. Sagace e socievole, un comune adolescente con l’unico problema di soffrire d’insonnia. Trascorre infatti tutte le notti rigirandosi nel letto cercando di trovare una risposta sensata alla domanda che lo perseguita da tempo: “perché deve essere tutto così complicato?”. Per lui sarebbe tutto molto semplice, ma osservando le persone che gli stanno più vicino si accorge che loro non la pensano allo stesso modo, facendolo dubitare di se stesso al punto da pensare d’essere sbagliato. La situazione cambia quando Guido, il suo migliore amico, comincia ad uscire con Alice, una ragazza del posto. Giacomo si avvicina a lei come mai ha fatto con nessun altro, instaurando con la ragazza un rapporto che lo porterà a conoscersi sotto nuovi aspetti.
Che ci piaccia o no veniamo regolarmente scossi dagli avvenimenti, il cambiamento è l'unica costante con cui tutti abbiamo sempre a che fare. Ogni attimo accadono cose che in modi ed in tempi impensabili potrebbero collegarsi a noi per stravolgere la nostra quotidianità. 

Titolo: Non tutto è così semplice
Autore: Gabriele Arpino
Editore: Self
Pagine: 192
Prezzo di copertina: € 9,98 - ebook € 3,99
Uscita: 30 settembre 2016
ISBN-13: 978-8892597297

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"Fai bei sogni": il film

Buongiorno lettori, oggi parliamo di libri al cinema.
Ma potevamo noi fans di Massimo Gramellini non andare al cinema per star male fino allo sfinimento, pregustando la commozione per la forte empatia che il libro "Fai bei sogni" ci ha sempre ispirato?
Ovvio che no! Beh, diciamo che questo è lo spirito entusiastico con cui abbiamo comprato il biglietto e ci siamo sedute in sala. Abbiamo scelto un cinema di paese, accogliente e intimo. Insomma, per certe storie, si richiede un luogo adatto per vivercele al meglio. Pronte, connesse con il cuore e l'anima, mano nella mano: ok ragazzi, fateci a pezzi il cuore e insegnateci quanto la vita possa essere cattiva ma meravigliosa. E il film inizia.



La pellicola scorre e noi veniamo catapultate in uno spaccato di vita italiano degli anni '60 talmente ben ricostruito da essere reale. Ogni dettaglio curato attentamente. Riviviamo la storia che conosciamo, ricordiamo i passaggi, riconosciamo i protagonisti. 



Eppure qualcosa manca: la spinta emotiva. Quella che schiaccia le viscere e ti fa innamorare di una storia. Nel libro questa sensazione è stata una costante presenza, nella trasposizione cinematografica è stata la grande assente. Ad esempio Belfagor: nel libro il mostro che albergava nel cuore di Massimo è cresciuto con lui, lo ha protetto e distrutto, ha avuto un peso emotivo così importante da essere un vero protagonista della vicenda. Nel film invece, non ha avuto lo stesso impatto, non aveva carica emozionale. Come del resto il persongaggio di Massimo, che nella pellicola non ha sviscerato i suoi sentimenti più profondi, quasi come se non volesse donarsi totalmente agli spettatori, come se si trattenesse. Non certo l'esplosione sentimentale che abbiamo colto nel libro, conoscendo un Massimo pronto a condividere con il lettore sentimenti intimi e profondi.

Insomma, un film che consigliamo perché, oltre a raccontare una storia forte, rappresenta un documento di grande valore culturare, storico, del nostro Bel Paese. Ma se volete emozionarvi davvero, leggete il libro. 


Fai bei sogni è un film del 2016 diretto da Marco Bellocchio, interpretato da Valerio Mastandrea e Bérénice Bejo.

Il film è basato sul romanzo autobiografico omonimo di Massimo Gramellini ed è stato presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2016

Torino, anni '60: Massimo, 9 anni, è uno studente delle elementari ed accanito tifoso del Torino (che segue con il padre al Comunale, vicino al loro condominio). Ha l'abitudine di invocare l'aiuto di Belfagor (che segue in televisione) quando qualcosa va male; una notte sua madre, dopo essersi congedata da lui dicendogli «fai bei sogni», muore in circostanze misteriose. L'arrivo della polizia allerta il bambino, che non riceve spiegazioni dal padre. Massimo non crede che la madre sia defunta, arrivando a contraddire il sacerdote ed urlando il suo nome nel corso della cerimonia funebre.
La trama si snoda quindi attraverso dei flashback: Massimo, ora divenuto adulto, è un affermato giornalista de La Stampa. Oltre che di calcio, si occupa anche di cronaca: viene infatti inviato a Sarajevo nel 1993, nel pieno della guerra. Egli è tuttavia oberato di debiti, oltre a soffire di tachicardia parossistica e intrattenere rapporti pericolosi: invitato a casa di un ricco amico per giocare a poker, viene bloccato dalla polizia dopo il suicidio di quest'ultimo. Finisce, inoltre, per litigare con l'amica Agnese: riallacciata l'amicizia, partecipa però ad una festa a casa sua in piena notte. Gli impegni di lavoro lo portano invece a rispondere ad una lettera al giornale, il cui scrittore (Simone) dichiara di odiare la propria madre: la commozione per la risposta fa sorgere in lui il dubbio sulla reale causa di morte della madre (che il padre gli aveva detto essere stato un infarto). Tramite un articolo di giornale dell'epoca, viene a sapere che sua madre (Giuseppina Pastore) si suicidò a 38 anni buttandosi dal balcone del quinto piano: la donna, che soffriva di depressione, morì sul colpo ma nessuno ebbe il coraggio di rivelarlo al bambino.


La nostra recensione del libro qui


"Preferiremmo ignorarla, la verità. Per non soffrire, per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere: completamente vivi."
Massimo Gramellini
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29 novembre 2016

Torna "Più libri più liberi", la fiera della piccola e media editoria

Cari lettori, se siete a caccia di eventi letterari, abbiamo una bella notizia per voi.
Segnatevi questo appuntamento: Roma, Palazzo dei Congressi, 7 - 11 dicembre 2016, Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria.

Verrebbe da dire: "tra i due litiganti il terzo gode", e cioà tra Torino e Milano la spunta Roma...
Parte tra pochi giorni la quindicesima edizione di Più libri più liberi, organizzata dall'Associazione Italiana Editori, dove i protagonisti non sono i big ma la piccola e media editoria che presenta, su vasta esposizione, un'offerta editoriale ampia e varia (gli editori presenti sono oltre 400).


In calendario più di 300 eventi e incontri con autori stranieri e italiani, illustratori, giornalisti e artisti in diversi campi. Un tributo speciale verrà dedicato a due straordinari autori italiani, entrambi scomparsi di recente: Dario Fo e Umberto Eco.

“Ogni libro contiene tutti i libri”. Questo il mood che ha ispirato l'illustratore Guido Scarabottolo per la campagna di questa edizione. Il focus è proprio dedicato alla varietà editoriale presente in fiera: romanzi, poesie, libri illustrati, libri per ragazzi, libri in serigrafia e in linotype, libri d’arte, di musica, di cucina. Ma il comune denominatore di ogni genere letterario, di ogni casa editrice, di ogni stand presente a Più libri più liberi è che "sono tutte storie".


Per maggiori info, visitate il sito http://www.plpl.it/

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Novità Minimum Fax: "Bernardo Bertolucci. Cinema la prima volta" e "Americana"

Buongiorno lettori, oggi vi segnaliamo due nuove interessanti uscite edite Minimum Fax.

"Bernardo Bertolucci. Cinema la prima volta"
Titolo: Bernardo Bertolucci. Cinema la prima volta
Autore: Bernardo Bertolucci, Tiziana Lo Porto
Editore: Minimum Fax
Genere: Conversazioni sull'arte e la vita
Uscita: novembre 2016
Pagine: 467
Prezzo (cartaceo): € 20,00 (scontato sul sito dell'editore)
ISBN 978-88-7521-650-4 

Il libro:
Cineasta e cinéphile, Bernardo Bertolucci racconta se stesso e il suo amato cinema dall’opera prima La commare secca del 1962 al più recente Io e te del 2012.Nato da anni di ricerche negli archivi delle biblioteche dicinema e spettacolo, il volume raccoglie una selezione di interviste e conversazioni pubblicate dagli esordi a oggi suriviste di cinema e spettacolo e quotidiani nazionali einternazionali, che sono spesso condotte da altri registi(tra cui Clare Peploe, Wim Wenders, Andy Warhol,Robert Aldrich e James Franco) o scrittori edrammaturghi (Dacia Maraini, John Guare) e sempreaccomunate da una fedeltà al presente e a quelle che eglistesso definisce «le intermittenze del cuore». Nelle paroledelle interviste che hanno seguito ogni film (o a voltecondotte proprio sui set dei film) si ritrova così quel giustoequilibrio tra etica ed estetica che appartiene alla suaopera, realizzata senza compromessi e con coerenza, esempre con la consapevolezza che «la cosa piùimportante è rimanere fedeli a se stessi».


"Americana. Libri, autori e storie dell’america contemporanea"
Titolo: Americana
Autore: Luca Briasco
Editore: Minimum Fax
Genere: libri, autori e storie dell’america contemporanea
Uscita: novembre 2016
Pagine: 311
Prezzo (cartaceo): € 18,00 (scontato sul sito dell'editore)
Prezzo (ebook): € 8,99
ISBN 978-88-7521-747-1

Il libro:
Il lavoro e la poetica di quaranta autori attraverso la lente focale di un loro scritto: Luca Briasco ci conduce in un ricco, e insieme curioso, percorso di lettura. 
Americana ripercorre le tracce degli scrittori che hanno esplorato i territori del «grande romanzo americano» – indagandone i toni, i registri, le sfumature – e crea uno spazio in cui convergono la curiosità del lettore e quella dell’autore: un dialogo lontano dall’accademia che conduce alla scoperta, o riscoperta, di autori che hanno lasciato un’impronta indelebile nella cultura statunitense e che sono amati e venerati anche nel nostro paese.
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BookConsigliamo... "L'arte di essere fragili" + BookMission a Milano del 15 novembre 2016

Caro Alessandro,
come si fa a riconoscere la propria fragilità e mostrarla al mondo senza perciò diventare dei possibili bersagli? Siamo tutti portatori sani di meraviglie ben confezionate in quel lato nascosto di noi. Un po’ adulti un po’ adolescenti, vogliamo parlarci addosso spiegandoci di come si sta senza amore, senza infinito.
Alla ricerca di risposte, prima ancora di porci le domande. Vero. Vogliamo tutto pronto, cerchiamo tutto sullo smartphone, nel web, ci guardiamo in faccia con uno schermo piatto, sperando in un messaggio del buongiorno, in un istante solo nostro, da parte di qualcuno che di nostro non si vuole prendere nulla.
È questo il punto, Alessandro? Forse non siamo mai pronti a perdere nel campo infinito dell’amore.
Ci piace troppo vincere, crediamo che un sorriso possa spezzare le barriere di protezione e permetterci di entrare nel terreno incolto di chi amiamo e poterlo coltivare in ogni stagione.
Il compito della letteratura è anche questo: insegnarci che non sempre va così, ma il motivo per cui non va così, non sempre risiede dalla nostra parte di siepe.
La paura di non essere abbastanza. Abbastanza magri, alti, intelligenti, sportivi, riflessivi, profondi. È forse tutto questo a renderci deformi a noi stessi prima che agli altri? Siamo completi senza esserlo, perché non finiamo mai di capirci e saperci. Siamo illuminanti esattamente come un cielo stellato, ma non sappiamo fare luce sulla nostra personalissima bellezza, sulla nostra strada dissestata. E dimentichiamo chi siamo.
Senza identità non si può sopravvivere in questo mondo. Come si fa a essere fragili e forti insieme? Perché la società così ci vorrebbe: capaci, fieri, performanti. Eppure noi siamo tutto meno che capaci, fieri e performanti, semplicemente perché non nasciamo così e nascere, si sa, è iniziare a camminare alla ricerca di se stessi. Così qualcuno diventa adulto prima di altri, fiero di se stesso prima di altri, capace e performante prima di accorgersene o magari non sarà mai performante, ma ricorderà di averci provato tutta la vita.
E per fortuna abbiamo l’immaginazione.
Come dici? “L’immaginazione non è altro che continuare il profilo nascosto delle cose verso il loro compimento.”
Forse è per questo che oltre l’infinito cerchiamo l’infinito. Forse è per questo che se non lo troviamo, lo creiamo con sogni e illusioni. Sì, anche le illusioni sono prolungamenti del nostro personale infinito. Lo vogliamo così tanto, da crearcene uno tutto personalizzato fatto di persone, luoghi e stelle tutte nostre. L’immaginazione: l’arte di immaginare. Un concetto meraviglioso. Per questo si scrivono storie e lettere. Per questo viviamo di amori impossibili, pensieri, ali, canzoni, corse, mani che stringono la nostra pur non stringendola mai.
Eppure certe volte ci chiedono di nutrirci solo di realtà, mascherandoci un po’ e spesso male. Ci dicono che a furia di guardare il cielo ci verrà mal di collo, che se continuiamo a ragionare solo di cuore, ci si fermerà del tutto. Il cuore spezzato non si cura, al massimo si incolla. Se hai una buona colla che tenga duro almeno dieci minuti, forse ti salvi. Come si fa a ragionare con il cuore? Ragionare, cuore. Non stanno bene insieme nella stessa performante immagine di noi che corriamo verso l’amore e poi prima di inciampare pensiamo: oddio sto cadendo, devo mettere le mani avanti. Ci spaccheremo mani, braccia, naso, testa. Tutto. Forse inciampare è necessario, e non ragionare sull’arte dell’inciampare meglio. Quello lo lasciamo agli atleti, che dici? Cadere in piedi non è materia d’amore. O almeno, io non credo di saperlo fare granché bene. Ti dirò: non voglio nemmeno imparare, amo questa cosa dell’arte di esser fragili.
Siamo poco sinceri, ma siamo altamente performanti in questo tipo di arte, anche se ci fa sentire esposti. In effetti siamo primi della classe. Solo che ammetterlo non è da grandi uomini e donne, fa poco scena. Non credi? Eppure è così bello. Guardatemi, io sono FRAGILE! Mettetemi la scritta sulla schiena come sulle scatole di cartone in cui si spediscono oggetti preziosi e trattatemi con cura perché dentro ho un cuore che se si rompe muoio! Ecco, dovremmo essere trattati tutti così, no? Però aspetta, non è che rischiamo di diventare un po’ molli nell’arte di vivere? Sai tipo foglie succubi del vento o robe del genere?
Sai Alessandro, io pongo la domanda ma ho già dentro di me la risposta. Non perché sia stata scritta o perché me la sia inventata, ma perché l’ho vissuta. Essere fragili è anche essere forti e consapevoli di poter essere rotti, ma fregarsene altamente. In altre parole se non ti spezzi mai come fai a dire di esserti saputo ricostruire? È un po’ quel crescere e avere successo, essere rapiti e mettere radici forti in noi stessi, che dici tu. È anche quel modo di salvarsi la vita esponendosi e non solo filosofeggiandone. Arrabbiarsi, desiderare, arrancare, naufragare… Sono tutti metodi per non annoiarsi. Perché se annoiarsi è non far nulla per amarci e amare, naufragare è quel moto interno che ci spinge a ficcare il naso in noi stessi e a darci la spinta verso l’ignoto. L’ignoto va conosciuto prima di essere affrontato.
La vita dopotutto è un gioco bellissimo e a volte sadico. I sentimenti sono lame a doppio taglio. L’amore è dolore a volte, ma santo cielo, quanto è bello quando funziona e ci insegna? Quanto vale una mano nella nostra?
Cerchiamo tutto su Wikipedia, ma i nostri sentimenti non saranno mai traducibili se non da noi stessi. Questa è un’arte meravigliosa. La prima che dovremmo sapere di possedere. Nessuno può giudicarci, nessuno può saperci, perché spesso non ci sappiamo nemmeno noi per primi. Siamo esseri imperfetti e intraducibili, siamo sbagliati giustamente per natura, siamo caratteri deserti con oasi colme d’acqua, siamo e saremo sempre fiori pronti a sbocciare di nuovo: siamo ginestre.
Alessandro, quando impareremo a conoscerci davvero? Dopo aver attraversato tante infelicità? Eh sì. Perché percorrendo ognuna di esse, ti scopri un nervo in più e impari a sapere quanto fa male una volta che l’aria lo accarezza. E allora l’infedeltà è necessaria. Tocca tradirci per volerci un po’ più bene ogni volta. Sapere di esserci mancati di rispetto per anticiparci che la prossima volta quella cosa va fatta in funzione del rispetto stesso.
Perché “niente ci fa morire in vita, come un amore non corrisposto”. Sì. Niente.
Eppure se al momento ci sembra una cosa irreparabile, caro Alessandro, impariamo ad “abitare” quella parte lesa del nostro cuore, quella parte rimasta vuota, con un camino acceso a cui non ci scalderemo altro che soli.
Ma d’altra parte “Le persone che riparano il mondo sono quelle che amano ciò che fanno, indipendentemente dalla grandezza di ciò che fanno.” non è meraviglioso? Vinciamo in ogni caso, proprio perché amiamo.
L’amore è una grande arte, Alessandro.
Nell’amore si contempla la fragilità di cui parlavi anche con Giacomo.
Giacomo aveva tutto quell’amore grande…
Un amore altamente performante.
Credo che l’amore dovrebbe diventare patrimonio dell’umanità.
Insieme al cielo notturno, s’intende.
Insieme anche alla capacità di cercare l’infinito delle cose.
Per non parlare dell’arte di essere fragili.
Ma su quella qualcuno ha ancora da studiare parecchio.
(la Books Hunter Jessica)

L’arte di essere fragili, libro di Alessandro D’Avenia, è una corrispondenza epistolare immaginata dallo scrittore con Giacomo Leopardi.
Non solo: questo libro racconta di un insegnante, l’autore, che si dona ai suoi alunni in maniera autentica, eleggendoli “la mia biblioteca di inediti”.
In questo libro si riconoscono vari tipi di amore: quello per la letteratura, per le persone, per l’insegnamento, per le parole, per il futuro.
È una ricchezza.
Anche’io ho scritto una lettera qui sopra, ma all’autore, che ringrazio perché conoscere Giacomo Leopardi mi ha aperto una visuale differente su Giacomo Leopardi.


Ma non finisce qui questo viaggio, siamo andate oltre la siepe, verso l’infinito: Milano, teatro Carcano. Era il 15 novembre 2016, due settimane fa. Siamo andate a farci affascinare senza saperlo, quando i giorni della Super Luna erano l’evento del momento. Un caso? Chi lo sa…

Alessandro D’Avenia non si apprezza solo su carta, ma anche come persona. Ha creato insieme ai suoi ragazzi qualcosa di unico, un racconto passionale, parole che si susseguono fra le emozioni di un uomo.


Sullo sfondo Giacomo Leopardi, colui da cui l’autore prende citazioni che traduce in qualcosa che combacia perfettamente con il nostro tempo. Dal diciannovesimo al ventunesimo secolo, in un’ora e tre quarti.
Alessandro D’Avenia proseguirà questo tour. Ve lo consigliamo, perché l’arte di essere fragili ci riguarda tutti. Ci piace chi sa parlare d’amore e fragilità, senza temere il nervo scoperto, senza aver timore degli sguardi, ci piace chi educa i nostri figli all’amore e non alla competizione, ci piace chi guarda ancora il cielo pieno di stelle e punta il suo dito per riuscire a toccarle.


Ringraziamo Anna Da Re e tutto lo staff Mondadori per l’invito a teatro. Ringraziamo Alessandro D’avenia per averci regalato la sua arte. Ringraziamo le stelle e Giacomo Leopardi, la siepe e il naufragio. Ringraziamo l’infinito, che in qualche modo, sa definirci.

Infine, ringraziamo l’amore, altrimenti detta arte di esistere o ancora, di essere fragili.

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